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"Marino è indagato per gli scontrini": il suo avvocato conferma

Lo ha confermato il suo legale Enzo Musco: "Ha ricevuto un avviso di garanzia per peculato. Ma è un atto dovuto". Primo cittadino nei guai anche per la vicenda della sua Onlus. "Indagine e non è stata archiviata", dice la Procura smentendo la difesa del sindaco

Ignazio Marino esce dal Campidoglio (foto Infophoto)

Il sindaco di Roma è indagato per la vicenda degli scontrini delle spese di rappresentanza. Lo ha confermato questa mattina il suo legale, Enzo Musco: "Confermo che Marino ha ricevuto un avviso di garanzia per l'accusa di peculato per la vicenda delle spese effettuate con la carta di credito del Comune. Ma è un atto dovuto". Ad anticipare era stato il quotidiano La Repubblica che scrive che il sindaco ne era al corrente almeno da mercoledì 28 ottobre. Nel corso della mattinata lo stesso sindaco, a margine di una conferenza stampa sul nuovo cda di Musica per Roma, ha spiegato: "Due forze politche, An-Fdi e il Movimento Cinque Stelle hanno presentato un esposto in Procura. Io mi sono già presentato come persona informata dei fatti. La comunicazione dell'indagine è un atto dovuto che serve a far svolgere le indagini ed arrivare ad un'eventuale archiviazione".

Quella degli scontrini però non è l'unica tegola di queste ultime ore. Secondo il Corriere della Sera il sindaco sarebbe finito nel registro degli indagati con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato nell'ambito della vicenda che riguarda la Image onlus, fondata nel 2005 propro dal sindato per fornire aiuti sanitari in Honduras e nel Congo. Il legale di Marino aveva parlato di una richiesta di archiviazione in merito ma ieri la Procura ha smentito tale posizione. Attacca su Twitter l'ormai ex assessore ai Trasporti Stefano Esposito: "Dopo aver letto questo articolo devo prendere atto di aver dato mia lealtà ad un bugiardo".

SINDACO - "La comunicazione dell'indagine è un atto dovuto che serve a far svolgere le indagini ed arrivare ad un'eventuale archiviazione" ha spiegato Marino che poi ha puntato il dito contro la 'politica': "Mi chiedo perché, di fronte ad un sindaco che ostinatamente chiede un confronto in un luogo trasparente e pubblico come l'Aula, le forze politiche utilizzano ogni strumento possibile, anche burocratico, come le dimissioni di massa, per impedire un confronto dove ci si guarda negli occhi. C'è una fortissima ostinazione a sottrarsi a questo confronto con il sindaco eletto e il motivo mi sfugge". Poi ha concluso: "Se i consiglieri comunali sono stati persuasi a sottrarsi al confronto con questa tale e fortissima ostinazione io non ne capisco i motivi". 

GLI SCONTRINI - Peculato e concorso in falso in atto pubblico. Secondo quanto riporta il quotidiano diretto da Ezio Mauro sono queste le accuse con cui il primo cittadino è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta aperta sui giustificativi delle note per le spese di rappresentanza pagate da Marino con la carta di credito capitolina. Non solo. Secondo Repubblica il primo cittadino ne sarebbe al corrente. Almeno da mercoledì, il 28 ottobre scorso, quando gli sarebbe stato notificato l'avviso di garanzia.

Era stato proprio il primo cittadino che, spontaneamente, mercoledì 20 ottobre si era recato a piazzale Clodio per spiegare ai magistrati la sua posizione. "Le firme non sono le mie", dirà ai giudici. Il primo cittadino aveva spiegato che le firme in calce al almeno 7 giustificativi non erano le sue, spiegando che si trattava di una prassi dei suoi uffici da lui però avvalata. Poi una conferenza stampa: "Non sono indagato. Mi sono dimesso per rispetto della magistratura, per presentarmi da semplice cittadino davanti ai giudici. Io sono estraneo alla vicenda degli scontrini. Ritirare le dimissioni? Farò delle verifiche, è evidente che la crisi è politica".  

ONLUS IMAGINE - Truffa aggravata ai danni dello Stato. Sarebbe questa, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l'accusa mossa al primo cittadino nell'ambito dell'inchiesta sulla Image onlus, fondata nel 2005 dal primo cittadino. La polemica era emersa sulla stampa a pochi giorni dall'elezione di Marino a sindaco, nel giugno del 2013 e riguarda false assunzioni. O meglio. In relazione ad alcune carte emerse e diffuse dalla stampa, risultava che la onlus aveva tre dipendenti ma nei fatti ad incassare effettivamente i tre assegni era uno solo dei tre. In questo caso però l'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe avvenuta nei mesi scorsi. Ieri il legale di Marino aveva sostenuto che in merito fosse stata avanzata la richiesta di archiviazione, notizia poi smentita dalla Procura. 

L'INTERROGAZIONE - Proprio ieri il senatore Ncd Andrea Augello aveva diffuso la risposta del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ad una sua precedente interrogazione. Secondo tale documento gli indagati sarebbero quattro: "La Procura della Repubblica di Roma ha contestato a quattro indagati, a vario titolo, ciascuno nelle rispettive qualifiche, i reati di concorso in truffa, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”. Prosegue il testo: “In tale procedimento l'Inps è stata indicata come parte offesa. Da ultimo, si segnala che il Ministero della giustizia ha reso noto che l'attività di indagine ha avuto origine, non da una querela, ma da una segnalazione trasmessa dalla Polizia Giudiziaria”. 

IL COMMENTO - “Oggi la risposta alla mia interrogazione mette nero su bianco tre fatti che inchiodano il Sindaco di Roma" attacca Augello: "L'inchiesta non è affatto partita da una querela di Ignazio Marino ma da una autonoma indagine di polizia giudiziaria; gli indagati sono fino ad ora quattro (e non solo il dipendente interessato, ndr) tutti per il reato di concorso in truffa, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e falso ideologico, commesso da privato in atto pubblico. Il fatto che nella risposta all'interrogazione si faccia riferimento alle qualifiche degli indagati, rispetto ai reati contestati, non lascia alcun dubbio sulla circostanza che tutti appartengano alle strutture di vertice della Onlus”. Infine. “Sempre nell'interrogazione, è specificato come l'unica parte offesa menzionata nell'inchiesta della Procura risulti essere l'Inps e non certo il Sindaco”. 

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