Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Ignazio Marino 2.0: "Preoccupato dalle buche di Tor Sapienza non dalle luci di via Condotti"

Il sindaco annuncia, di fatto, il rimpasto e lo chiama "nuovo assetto dei talenti". La barra ora si sposta dal centro alle periferie: "E' da lì che dobbiamo ripartire"

Sì al rimpasto, chiamato "nuovo assetto dei talenti", grande riconoscimento dei proprio meriti, chiarezza nelle emergenze da affrontare e certezza dell'azione per il risanamento dei conti pubblici. E' un Marino che piace quello che parla al Teatro Quirino nel corso della conferenza programmatica del Partito Democratico capitolino. Raccoglie applausi e appare sicuro. Insomma una nuova sintonia, quantomeno apparente, con quello che lui stesso rivendica essere il "proprio partito nativo". Poco prima gli applausi a scena aperta per l'intervento del nuovo capogruppo Panecaldo. Insomma la ricerca di un nuovo feeling, un ricominciamo da capo per il bene della città.

MARINO RIPROGRAMMATO - E' un Marino riprogrammato, ritarato su quella che sembra aver capito la vera Roma, quella delle periferie, troppo trascurata e abbandonata nel corso di questi primi sedici mesi di governo. Una nuova narrazione quella del Quirino da tradurre ora in fatti concreti, partendo da alcuni punti cardine, fissati nel corso del suo intervento. Una narrazione che in due passaggi è, secondo Marino, già carne: "Non ero al Teatro dell'Opera perché impegnato a stanziare soldi per le periferie". E ancora: "Mi preoccupano più le buche di Tor Sapienza che le luminarie di Battistoni a via dei Condotti".

RIASSETTO DEI TALENTI - Marino non parla mai di guerra e frizioni con il partito. Non si mostra in guerra, non racconta di fratture da sanare. Parla e narra delle difficoltà incontrate e delle scelte fatte. "Quando ci siamo insediati servivano scelte di rottura, scelte giuste anche se impopolari. E in molti casi le abbiamo compiute. Ora si tratta di completare quelle scelte, ed è il momento di superare diffidenze e differenze e di unire le forze ed è il momento anche di cambiare quello che finora ha funzionato meno bene nel lavoro di governo, con un nuovo assetto dei talenti che compongono la Giunta".

NO A MURA PERICOLANTI - Il primo cittadino, con uno sguardo al passato, narra le macerie trovate al suo arrivo e spiega quindi con una metafora: "Davanti a noi, quindi, c'erano due strade. Ripulire, arredare e mettere i quadri: l'aspetto sarebbe subito stato migliore, ma le mura sarebbero rimaste pericolanti e il futuro incerto. Oppure - ha aggiunto il primo cittadino - ricostruire tutto, garantendo subito solo l'essenziale, un tetto a tutti, per stare nella metafora, e lavorando sodo per rimettere a posto le fondamenta e costruire prospettive meno immediate, ma più serie e credibili".

LE EMERGENZE - Piace Marino perché è realista. Non va tutto bene, anzi. Le emergenze ci sono, ma lui si dice pronto ad affrontarle. Le fissa una per una: una città da rendere più pulita, i progetti di rigenerazione da far partire, i trasporti non all'altezza di una grande Capitale e soprattutto le periferie: "Andando a Tor Sapienza sapevo che avrei preso fischi e non applausi ma ero altrettanto convinto che il sindaco dovesse metterci la faccia  E' da lì che dobbiamo ripartire perché il vero cuore della nostra città sono le periferie. Ed è proprio lì che mi sono emozionato da sindaco rimanendo sotto la pioggia con persone arrabbiate e spaventate. A me - ha poi aggiunto - preoccupa più la buca a Tor Sapienza che le luminarie di Battistoni a via Condotti".

I CONTI - Ancora piccato dal pezzo di Repubblica di ieri il sindaco ricostruisce i conti del Campidoglio: "Dal nostro arrivo per prima cosa abbiamo rimesso in ordine i conti. Con il bilancio previsionale 2014, approvato nei tempi previsti dalla legge, abbiamo tagliato 110 milioni di sprechi nella spesa corrente e aumentato di 150 milioni le entrate, proteggendo i più deboli, come con l'esenzione Irpef per i redditi fino a 10.000 euro. Abbiamo introdotto la centrale unica degli acquisti, che permette di risparmiare oltre 200 milioni. Abbiamo scelto di tagliare sprechi, coniugando spending review ed equità. Oggi per acquistare una penna paghiamo 0,4 centesimi, prima ne spendevamo 0,9. Software che paghiamo 500 euro prima li pagavamo oltre 4mila. Solo sulle penne e la cancelleria risparmiamo così circa 900mila euro. Rivedendo i contratti in corso per l'illuminazione pubblica abbiamo attivato un risparmio di circa 1.800.000 euro. Ancora abbiamo riorganizzato la gestione del patrimonio, riducendo così i fitti passivi del 20%, con un risparmio di 25 milioni". Con il piano di rientro, ha sottolineato il sindaco, "abbiamo poi dato prova di serietà e responsabilità: chiuderemo in 3 anni l'ultimo residuo di una scellerata precedente stagione".

IO NATIVO DEL PD - La chiusura è per il suo partito con qualche sassolino che va via dalla scarpa: "Ci sono persone che prima di avere la tessera nel Pd avevano tessere in altri partiti. Io sono 'nativo' del Pd, ne sono orgoglioso. Il Pd è nato per cambiare il Paese. Io mi ero anche candidato alla segreteria. E' un partito che respira nell'aria aperta e non nelle stanze chiuse. E' il partito che sta costruendo il futuro. Nella nostra città abbiamo fatto scelte di rottura, ma alcuni progetti devono essere completati, quelli che vanno meno bene saranno cambiati. Purtroppo nella nostra città - ha proseguito - non servono cure palliative e da chirurgo dico che i risultati si vedono alla fine".

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