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Housing sociale, il Tar accoglie il ricorso contro la delibera comunale: opposizione all'attacco. Montuori: "Non cambia nulla"

Per i giudici le modifiche sono subentrate a iter concluso. Pd:"E' un manifesto elettorale, più danni che benefici". Montuori: "Ai privati tante facilitazioni senza avere indietro nulla"

? polemica tra l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e alcuni consiglieri di opposizione sulla delibera con lo schema di convenzione per l’housing sociale all’interno degli interventi privati. Con sentenza pubblicata il 19 novembre 2020, il Tribunale amministrativo del Lazio ha infatti accolto il ricorso di una società titolare di un intervento di demolizione e ricostruzione con cambio di destinazione d’uso contro la delibera comunale che mette nero su bianco le modalità di gestione della quota di appartamenti da affittare a canone calmeriato e prevede una percentuale di abitazioni da destinare per un lasso di tempo limitato all’emergenza abitativa.

In particolare, si tratta dell’intervento di cambio di destinazione d’uso da uffici a residenze dell’ex centro direzionale Alitalia, a Muratella, in capo a società riconducibili ai costruttori Toti. Oltre 3500 appartamenti, dei quali, trattandosi di un intervento di demolizione, ricostruzione e ampliamento, 350 unità sono riservate all’housing sociale. Per le società costruttrici la delibera del Campidoglio che regola la gestione delle abitazioni a canone calmierato negli interventi edilizi privati arriva a cose fatte e non potrebbe essere applicata a convenzioni già approvate. La delibera, secondo i ricorrenti, opera inoltre “una illegittima commistione tra discipline distinte, rispettivamente riferite all’housing sociale e all’emergenza abitativa, trattando la prima di un canone di locazione calmierato, la seconda della situazione emergenziale in cui versano le persone indigenti”. Infine, alla base del ricorso, il fatto che sia la Regione Lazio l’unico soggetto competente in materia di housing sociale. Per questi motivi i giudici del tribunale amministrativo hanno accolto il ricorso prevedendo che la delibera impugnata venga annullata là dove prevede di “integrare i contenuti del permesso di costruire convenzionato”.

La notizia, riportata questa mattina dal quotiano La Repubblica, ha sollevato l’attacco delle opposizioni. Per il capogruppo del Pd capitolino, Antongiulio Pelonzi, e il consigliere del Pd capitolino, Giulio Bugarini, “lo schema di convenzione per l'housing sociale approvato lo scorso settembre in Assemblea capitolina non era altro che l'ennesimo manifesto elettorale che ha arrecato più danni che benefici. La sentenza del Tar va a confermare quanto noi, come gruppo Pd, abbiamo fortemente ribadito: l'amministrazione aveva riservato una quota dell'housing sociale per l'emergenza abitativa”, scrivono in una nota. “Per quattro anni il diritto alla casa è stato assente nell'agenda della sindaca ma l'approssimarsi delle elezioni evidentemente ha fatto miracoli e visto che in questi anni non avevano concluso nulla, la Raggi ha ben pensato di assimilare l'housing sociale all'emergenza abitativa”. Poi continuano: “Questa delibera rischiava di avere un impatto devastante anche in termini di consumo di suolo: per ricavare 100 appartamenti il comune dovrebbe concedere ai privati 3,5 mila di metri cubi”.

Critica anche Svetlana Celli, capogruppo in Campidoglio della Lista Civica Roma torna Roma: “La bocciatura del Tar, nella parte della riserva di una quota dell’housing all'emergenza abitativa, voluta dalla maggioranza M5S, fa emergere la gravità di una scelta profondamente sbagliata. In questi lunghi quattro anni temi come la riqualificazione delle periferie, le opere a scomputo, l'approvazione dei Piani di recupero delle borgate, gli Articoli 11, l’ufficio Condono sono rimasti al palo, bloccati dall’inerzia ideologica. Mentre il problema della casa a Roma diventa sempre più difficile e le soluzioni sempre più lontane”.

Lunga la replica dell’assessore all’Urbanistica Luca Montuori che, prima di tutto, precisa: “Non c’è nessuna convenzione firmata. Dal 2018, dal giorno dopo l’approvazione del permesso di costruire ai sensi del Piano Casa, non ci sono state interlocuzioni per un lungo periodo”. Poi continua: “La sentenza c’è, ma non incide in nessun modo sulla delibera che è stata approvata dopo il ricorso proposto. Spiace per quanti, soprattutto da quell’opposizione che dovrebbe avere a cuore storicamente il problema, sono corsi alla dichiarazione senza interrogarsi sui contenuti degli atti”.

Montuori continua poi con considerazioni di carattere generale: “C’è qualcosa in più in questa discussione. Perché il tema della casa, dell’accesso a un diritto fondamentale dell’uomo, è un tema centrale nelle città di tutto il mondo e lo sarà sempre più nel futuro. Oggi Roma vede un forte aumento di offerta di abitazioni che non incontra una domanda reale. Molte case sono vuote, molti interventi invenduti. Perché? Perché si vede la casa semplicemente come uno strumento per far ripartire l’economia dimenticando completamente di chiedersi quale sia la “Domanda”. E allora ci siamo fatti noi questa domanda e per prima cosa abbiamo aggiornato gli studi sull’andamento della popolazione al 2019 mettendo finalmente nero su bianco il fatto che se il fabbisogno complessivo di abitazioni resta sostanzialmente invariato è invece fortemente cresciuto (+198%) il fabbisogno legato al disagio sociale di persone che non riescono ad accedere nemmeno all’edilizia convenzionata”. La delibera, continua l’assessore, “vuole regolare l’housing sociale che fino ad oggi ha offerto cubature e facilitazioni a tanti privati spesso senza avere indietro nulla perché nessuno ha pensato di controllare questa fetta importante del mercato”. 

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