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Housing first, a un anno dall'avvio del progetto sono 14 le persone accolte in 5 alloggi

Cisco e la Comunità di Sant’Egidio rendono noti i primi dati sul progetto attivato a Roma, in collaborazione con fio.PSD

Quattordici persone accolte. Due che hanno trovato un lavoro. Una che ha raggiunto la piena autonomia. A un anno dall’avvio operativo, Cisco e la Comunità di Sant’Egidio rendono noti i primi dati sul progetto “Housing First” attivato nella città di Roma, in collaborazione con fio.PSD – la  Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora che ha portato in Italia l’Housing First nel 2014, ed è l’ unico ente italiano certificato dall’HUB Housing First Europe. 

“Housing First”, che vuol dire “prima la casa”, applica un approccio che partendo dall’offerta di un alloggio stabile alle persone senza dimora, affronta man mano le loro problematiche specifiche: mancanza di lavoro, dipendenze, problemi di salute, carenza di reti di relazione. 
Con il sostegno di Cisco è stato possibile avviare per la prima volta nella città di Roma un progetto Housing First, grazie alla collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio e la fio.PSD.   

Il progetto è rimasto pienamente nei tempi e obiettivi previsti ed è stata una risposta anche all’emergenza causata dalla pandemia. Nei cinque appartamenti finora reperiti a Roma sono state ospitate 14 persone. A oggi, due persone hanno trovato lavoro dopo l'ingresso nella casa e un'altra ha già terminato il progetto e raggiunto la piena autonomia.  

Nei progetti Housing First le persone senza dimora vengono inserite in alloggi, con configurazioni differenti – per famiglie, per singoli in piccole convivenze etc – fornendo loro l’assistenza materiale e un accompagnamento che con l’aiuto dei volontari della Comunità di Sant’Egidio punta a un supporto pratico. Tale supporto aiuta a recuperare le abilità necessarie nel contesto di un percorso che porta ad affrontare le difficoltà personale e a dare accesso a diritti e servizi, per raggiungere una condizione di progressiva autonomia. 

I cinque alloggi oggi accolgono una coppia, una famiglia di quattro persone, otto singoli che vivono in condivisione in tre degli appartamenti. Queste persone hanno storie differenti: alcune provengono da lunghi anni di marginalità, altri invece si sono trovati solo recentemente in difficoltà.

“Dare alle persone gli strumenti per essere protagoniste della propria vita è fondamentale se vogliamo costruire un futuro inclusivo, che offra opportunità davvero a tutti”, ha commentato Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia e vice presidente di Cisco, Sud Europa.  “Noi ci occupiamo di tecnologia, e la tecnologia è qualcosa che plasma per molti aspetti il mondo in cui viviamo e ha il potere di incidere su di esso in modo significativo. Per questo abbiamo deciso di dare non solo un sostegno economico ma anche di mettere a disposizione ciò che sappiamo fare, le nostre competenze, i nostri programmi di formazione”. 

“Il progetto Housing First rappresenta un modello riuscito di accoglienza, che in pochi mesi ha già assicurato una sistemazione stabile a persone fragili e in emergenza abitativa”, ha osservato il portavoce di Sant’Egidio, Roberto Zuccolini. “I risultati di questo primo anno ci incoraggiano ad ampliare il progetto: la strada non è mai una condanna. Ma per aiutare le persone a cambiare vita è indispensabile un paziente accompagnamento da parte dei volontari”.

“Siamo lieti di poter contribuire alla conoscenza e diffusione dell’Housing First anche nella bella collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio e il supporto strategico di CISCO”, dice Cristina Avonto, presidente fio.PSD

Il contributo di Cisco Italia

Cisco Italia contribuisce al progetto in vario modo, con beni e finanziamenti per un valore complessivo di un milione di euro, volti a sostenere le spese per gli appartamenti ma non solo.  L’azienda, infatti, ha messo a disposizione della Comunità di Sant’Egidio tecnologie che la supportano nel lavoro e ha  anche attivato presso la Comunità di Sant’Egidio una Cisco Networking Academy, presso la quale si fa formazione in ambito informatico a persone assistite dalla Comunità, anche al di fuori del progetto Housing First . 

Inizialmente è stato proposto il percorso di base “Get Connected” che è stato completato da 35 persone; si è poi aggiunto da gennaio 2020 un percorso di formazione specifico sulle tecnologie di rete – IT essentials – che è frequentato attualmente da 25 persone, 11 delle quali a fine 2020 avevano già superato l’esame di certificazione -  nonostante le complessità legate alla pandemia. 

Alcuni degli studenti che hanno ottenuto questa prima certificazione, ora stanno iniziando una formazione CCNA (Cisco Certified Network Associate) per ottenere una certificazione da tecnico di rete su tecnologie Cisco attraverso la collaborazione di Netschool Academy, un partner del progetto Cisco Networking Academy attivo a Roma 

Sostenendo il progetto Housing First a Roma, Cisco si propone di supportare un’iniziativa che serva da esempio per accelerare l’adozione di questo approccio nel nostro paese.   
Nel contesto di questo progetto fio.PSD, infatti, mira a sostenere da una parte le attività di formazione e supervisione dell’équipe dei volontari e dall’altra il lavoro di monitoraggio e valutazione sull’efficacia e sui risultati delle accoglienze. 

fio.PSD, che porta avanti l’approccio Housing First in Italia fin dal 2014, evidenzia come esso abbia un’efficacia dimostrata nel sostenere il reinserimento sociale e migliorare la qualità di vita. Un monitoraggio diffuso dall’associazione nell’autunno scorso relativo a 31 progetti nel periodo 2017-2019 in 29 città italiane, ha messo in luce che, su 420 persone accolte in due anni, il 90% ha mantenuto la casa, di queste il 23% ha addirittura raggiunto l'autonomia, la maggior parte delle persone ha una residenza e tutti i diritti relativi. 

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