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"Guardare vecchi film è feticismo", Raggi silura la consigliera Guerrini

E' la stessa consigliera ad annunciarlo: "Lascio la vicepresidenza della Commissione Cultura su richiesta della sindaca"

"Guardare vecchi film è feticismo". La frase, riferita al Cinema America, costa cara alla consigliera grillina Gemma Guerrini. Dopo aver imbarazzato il Movimento Cinque Stelle e causato la reazione del mondo del Cinema, dopo aver raccolto la lontananza della squadra dei consiglieri pentastellati, la sindaca Raggi ha chiesto alla Guerrini un passo indietro. In particolare di lasciare la vicepresidenza della commissione cultura.

E' la stessa consigliera ad annunciarlo, utilizzando il proprio profilo facebook. "Aderendo alla richiesta della Sindaca Raggi", spiega, "lascio la vicepresidenza della Commissione Cultura. Lo faccio con il rispetto che ho sempre avuto nei suoi confronti, convinta che agisca in base a motivazioni assai ragionate e competenti. Ribadisco la volontà di continuare a supportare le politiche culturali che radicano e diffondono il senso di cittadinanza, con la promozione della sperimentazione artistica e con la diffusione della conoscenza del nostro grande patrimonio culturale, del presente e del passato, di cui il cinema, come settima arte, è parte integrante". 

La Guerrini, nonostante le sue frasi siano scritte ancora sul suo profilo, continua a parlare di stravolgimento delle sue affermazioni e di "attribuzione di concetti che non mi sono mai appartenuti, come parte di quella propaganda che è funzionale alla visione che definisce “cultura” il passatempo e lo svago, e che tende a far fruire in modo consumistico l’opera d’arte".

Liberata dall'imbarazzo della Guerrini la Raggi ha quindi provato a scrivere a registi e attori italiani che in massa hanno chiesto le dimissioni di Luca Bergamo per "inadeguatezza". Questo il testo della lettera 


Cari registi, cineasti, attrici, attori, artisti

il cinema a noi piace. Lo difendiamo e lo difenderemo perché è forma parte essenziale delle nostre emozioni, della nostra immaginazione, del pensiero e delle relazioni umane. Perché è parte essenziale della nostra vita e cultura ed entrambe si alimentano di partecipazione, confronto, scambio di idee. Vi scrivo perché nella narrazione della vicenda del cinema in Piazza San Cosimato qualcosa non ha funzionato. La nostra amministrazione e la nostra maggioranza non si riconoscono nel racconto che è stato fatto. Noi non abbiamo nulla contro l’Associazione del Piccolo Cinema America. Ci siamo limitati a dire che l’assegnazione del diritto ad utilizzare la piazza per un periodo prolungato deve avvenire attraverso un bando. Nessuna censura, nessuna volontà di impedire lo svolgimento dell’arena di cui peraltro l’assessore alla Crescita Culturale e vicesindaco Luca Bergamo ha sempre espresso apprezzamento in pubblico e privato, nessun pregiudizio. Sono certa che su un punto siamo d’accordo: tutti devono avere il diritto di provarci e di partecipare ad un bando. Significa che chi è bravo – e i ragazzi del Piccolo Cinema America hanno dimostrato di esserlo – ha ottime possibilità di vincere. Chi perde, ci proverà ancora e magari vincerà la prossima volta. Tutti hanno diritto a questa opportunità. D’altronde, la stessa Associazione Piccolo Cinema America ha partecipato e vinto un nostro bando per la gestione della sala Troisi poche settimane fa. Però, dopo che a gennaio ha firmato con noi la convenzione per gestire la riapertura della Sala Troisi, ha detto che non intende partecipare al bando dell’Estate Romana con il quale potrebbe gestire il cinema in piazza San Cosimato: “La nostra – hanno detto - è una scelta politica perché non ci riconosciamo nel modello culturale dell’Estate Romana“. Abbiamo registrato con dispiacere questa scelta, non ne condividiamo le ragioni avendo peraltro fortemente cambiato il bando per avvicinare la vita culturale a chi ha meno opportunità e perciò auspichiamo ancora un ripensamento. C’è poi un’altra questione. La nostra vicepresidente della Commissione Cultura ha espresso giudizi sconcertanti sul valore del cinema, giudizi dai quali lo stesso vicesindaco Bergamo e la maggioranza hanno preso nettamente e prontamente le distanze. Parole che rappresentano esclusivamente le sue vedute. Con le dimissioni di Gemma Guerrini dalla vicepresidenza della Commissione Cultura diamo nuovamente testimonianza di quanto forte sia tra di noi la consapevolezza dell'enorme contributo dato dal cinema italiano alla cultura mondiale. Con la nostra azione quotidiana lavoriamo per consentire a chiunque il godimento del diritto così mirabilmente descritto all’articolo 27 della dichiarazione universale dei diritti umani, in particolare di coloro a cui questo diritto è negato da condizioni materiali e immateriali, dimostrando di comprendere, difendere e valorizzare il patrimonio culturale italiano senza riserve. Spero che le mie parole vi raggiungano ma sono consapevole di uno strappo che resta, che duole, che riteniamo ingiusto e che desidero sanare. Di tutto ciò vorrei parlare con voi, insieme al mio assessore alla Crescita Culturale e alla mia maggioranza, magari subito dopo le elezioni per scongiurare strumentalizzazioni di sorta, in negativo o positivo, che in questo clima sembrano purtroppo merce quotidiana. Vi invito perciò ad incontrarci il 15 marzo.

Ieri all'appello per le dimissioni si è unito anche Martin Scorsese. I ragazzi del Cinema America hanno replicato a loro volta con una lettera, nella quale di fatto definiscono privo di significato il gesto della Guerrini e spiegano la propria posizione


Gemma Guerrini si è dimessa da Vice Presidente Vicaria della Commissione Cultura di Roma Capitale.
Che non significa niente, perché oltre rimanere in Consiglio Comunale ha mantenuto la carica di Presidente della Commissione delle Elette e di componente della Commissione Scuole, nonché della Commissione Turismo, Moda e Relazioni Internazionali. Questo atto, necessario ma in ritardo di sei giorni, è un contentino di Virginia Raggi ad una città oramai esasperata dalla manifesta incapacità di governare in ambito culturale e sociale. La Guerrini ha avuto "semplicemente" il coraggio di esplicitare il suo pensiero, qui il problema è chi in questi mesi, consapevolmente, le ha dato seguito e concretezza "semplicemente" per imporsi sulla città, ovvero Luca Bergamo.
La Sindaca, anziché nascondersi, avrebbe dovuto assumersi le sue responsabilità per aver difeso e sostenuto, a sua volta, il Vice Sindaco nell'esproprio del progetto del Cinema America in Piazza San Cosimato, motivando la scelta, esclusivamente politica, mediante la mistificazione della realtà o addirittura delle normative, in maniera così esagerata da palesare anche un evidente diffamazione. E questo non può essere accettato, questa non può essere un'arma con cui un'amministrazione pubblica, prima strumentalizza e poi impone, con reiterazione ed arroganza, la propria volontà, senza mai aprire un dialogo, fare ammenda o assumersene sino in fondo la responsabilità.
L'operazione San Cosimato è il risultato di una campagna politica, portata avanti da anni, volta a disegnare ogni forma associativa, che ha animato la recente storia romana, come frutto di corruzione e illegalità senza mai riconoscere lo sforzo, spesso il sacrificio e il duro lavoro, il più delle volte volontario, che molte associazioni e enti svolgono per le comunità territoriali. Pregiudizio che, di fatto, ha comportato un evidente processo di impoverimento politico, sociale, culturale ed anche economico dell'intera città. Questa città necessità di una nuova consapevolezza riguardo tutti gli spazi sociali che hanno chiuso, sono stati chiusi, o vengono lasciati agonizzanti mentre tentano, con il solo aiuto delle parrocchie, di salvare i territori dal degrado e i cittadini dalla solitudine e sofferenza.
Noi riaccenderemo i proiettori nella periferia della città, ad Ostia, Tor Sapienza e Monte Ciocci perché crediamo in una città migliore, dove la qualità della vita dei cittadini sia la misura di ogni atto amministrativo che metta sempre al centro l'esistenza di ognuno, anche nella collettività, e quindi delle diverse comunità che vivono o abitano la città. Dove anche l'accoglienza del diverso e di chi ha più necessità, siano elementi cardine delle amministrazioni, che con il sostegno dei cittadini sappiano trasformare i problemi in risorsa ed a sviluppare forme di convivenza quotidiana nel rispetto reciproco, come impegno contro ogni forma di violenza e razzismo.
Vogliamo portare San Cosimato in ogni piazza della città, vogliamo i cinema e i teatri dei nostri quartieri aperti, vogliamo poter vivere in sicurezza le nostre strade ed i nostri parchi grazie ad un controllo endogeno preventivo, costruito da nuovi legami basati sulla fiducia reciproca, e non di sola repressione. Vogliamo un'altra "Idea di Roma" costruita sul rapporto tra diritti e doveri. Qualcuno l'aveva immaginata, noi la ricordiamo. Ed oggi ribadiamo che vogliamo "Roma Città Aperta".
Viva la Cultura libera, viva la Vita.
 

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