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Sabato, 4 Dicembre 2021
Politica

Gualtieri incontra i minisindaci, è corsa per ripulire Roma: "Ama non passa in 6mila strade"

Niente posto al tavolo per Nicola Fanco, eletto a Tor Bella Monaca. FdI grida allo "sgarbo istituzionale". Intanto i presidenti indicano le criticità: pulizia strade, diserbo marciapiedi e l'assenza di dirigenti

L’obiettivo nei primi mesi da nuovo sindaco di Roma è quello di ripulire la città, rimuovere cumuli di rifiuti, spazzare le strade, sfalciare l’erba che invade i marciapiedi e pulire pure le caditoie. Tutto entro Natale. Ecco perchè Roberto Gualtieri, appena insediato in Campidoglio, ha voluto incontrare i minisindaci alla guida dei territori (tutti tranne quello del VI) per concordare con loro gli interventi e stilare una lista delle criticità e delle urgenze. 

La pulizia di Roma: “Ama non passa su 6mila strade”

Una su tutte: a Roma ci sono 6mila strade su 16mila che non sono all’interno del contratto di servizio di Ama. Vale a dire che su una strada su tre gli operatori della municipalizzata non passano così come le spazzatrici: le strade, “alcune delle quali proprio accanto a scuole e uffici pubblici” - racconta uno dei presidenti di municipio, restano abbandonate a se stesse. Minisindaci costretti anche a far fronte al servizio di diserbo dei marciapiedi: quello che prima era affidato ad Ama e poi è stato delegato temporaneamente ai territori che però sin da subito si sono ritrovati con poche risorse e pure arrivate in ritardo.

Così dai Parioli all’Appio, fino al quadrante Cassia sulle strade di Roma il verde è cresciuto selvaggio, i pedoni sono costretti a fare lo slalom tra rovi e cespugli incolti. In terra cartacce e sporcizia. Il Campidoglio guidato da Gualtieri vuole cambiare rotta ma per farlo ci sarà bisogno di tempo: troppo lungo quello della burocrazia per spazzare via tutto entro Natale. Così il Comune, per adesso, si affiderà probabilmente alle ditte esterne che già collaborano con Ama e ai soliti volontari sempre pronti a prendersi cura del proprio quartiere. In alcune zone della città davvero l’unico argine al degrado. 

Nei municipi mancano i dirigenti: “Intere aree scoperte”

Ma non solo allarme per la pulizia delle strade. A preoccupare i minisindaci di Roma anche le condizioni della macchina amministrativa: nei municipi mancano i dirigenti. “Ci sono delle aree completamente scoperte, da quelle tecniche a quelle sociali. Tutti settori molto delicati rimasti in un limbo inaccettabile” - denuncia a RomaToday uno dei presidenti. Dopo i pensionamenti i ruoli sono stati affidati ad interim. Si attende forse l’arrivo dei 42 nuovi dirigenti assunti con l’ultimo concorso pubblico: “Ma non basteranno mai” - ribatte un altro dei minisindaci. “E’ proprio la macrostruttura che è in sofferenza, serve un’inversione di rotta o la macchina amministrativa rischia di collassare su se stessa”. 

Gualtieri incontra i minisindaci: al tavolo non c’è Franco del VI

Un incontro quello di Gualtieri con i minisindaci che, a quanto emerge dal racconto di chi c’era, si è aperto con un certo imbarazzo: al tavolo mancava l’unico presidente di municipio di centrodestra. Nicola Franco eletto nel VI le Torri non è stato invitato

Il presidente del VI non invitato da Gualtieri: “Sgarbo istituzionale”

Fratelli d’Italia grida allo “sgarbo istituzionale”, ma Gualtieri ha incontrato Franco il giorno prima: in occasione della sua visita a Tor Bella Monaca. “Lo ha incontrato da solo proprio per fare il punto sulle criticità di quel territorio, un focus tutto dedicato al VI” - replicano dagli ambienti vicini al Sindaco.  

“Ma questo non è assolutamente vero” - racconta Franco a RomaToday. “Dopo aver telefonato a Gualtieri per congratularmi per la vittoria e assicurarmi che un territorio che ha fatto una scelta diversa sarebbe stato ugualmente attenzionato dal Comune l’ho incontrato nel giorno in cui è venuto a visitare le Torri di Tor Bella Monaca. E’ stato un incontro di pochi minuti, il Sindaco mi ha garantito massima collaborazione ma non si è assolutamente parlato di piani operativi per la pulizia della città e delle priorità del VI. Non possiamo essere esclusi da un incontro che getta le basi sul lavoro da fare a Roma, non può esserlo un intero territorio e dunque una fetta importante della città. Anche il VI - ha concluso Franco - ha moltissime strade che non vengono pulite e spazzate, questa è un’eredità pesante alla quale va posto rimedio immediatamente”

“D’altronde quello dell’altro giorno non era un incontro istituzionale, ma politico” - afferma uno dei minisindaci giustificando il mancato invito a Franco. Anche dal Campidoglio fanno sapere che si è trattato di una "riunione informale e di carattere politico, convocata per farsi gli auguri di buon lavoro per l'inizio dei mandati".

Si è però parlato anche delle priorità di Roma e di come intervenire sulla città. “Si è trattato di uno sgarbo istituzionale che speriamo non si ripeta in quanto è certamente legittimo che Gualteri incontri i suoi presidenti di municipio, ma a condizione che ciò avvenga in un contesto politico. Se si tratta di un incontro operativo per un tema importante come quello dei rifiuti - ha tuonato Andrea De Priamo, capogruppo uscente di FdI in Assemblea Capitolina - non può essere escluso un territorio intero solo perché politicamente rappresentato dal centrodestra. Ci aspettiamo che il Sindaco neoeletto rispetti tutte le forze politiche e sopratutto tutti i cittadini". “Il problema dei rifiuti e del decoro urbano riguarda infatti tutta la città, principalmente il Municipio delle Torri, martoriato - aggiunge il neopresidente Franco - da discariche abusive e degrado strisciante".
 

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