I 350 lavoratori Secur con l’acqua alla gola: dopo mesi senza stipendio, lo spettro del fallimento

Dopo la mobilitazione attesa per il nuovo tavolo al Mise, i sindacati: “Dramma sociale. Senza risposte esaustive referendum per decidere su istanza fallimento che non dà garanzie occupazione”

Senza stipendio da sette mesi e con il futuro più che mai incerto. Tempi bui per i lavoratori del gruppo Secur, società di vigilanza privata attiva su tutto il territorio nazionale. 

I 350 vigilantes della Secur senza stipendio 

A Roma sono 350 i vigilantes che da agosto non percepiscono alcuna spettanza: una situazione di crisi e precarietà che pesa sulle famiglie “estenuate perché senza possibilità di affrontare spese e scadenze” – hanno sottolineato i sindacati nel corso dell’ultimo sit in sotto al Ministero dello Sviluppo Economico

La seconda grande mobilitazione nel giro di poche settimane. I lavoratori della Secur, che ha rilevato la commissariata Sipro, sono con l’acqua alla gola. 

Poche se non nulle le risposte ricevute durante l’incontro nel dicastero di via Molise: “Il Ministero – scrivono Cgil Filcams, Cisl Fisascat e UlTucs in una nota – ha comunicato che gli strumenti a disposizione per risolvere la problematica sono pochi in quanto trattasi di società privata”. 

Il calvario dei vigilantes della Secur, in 350 senza stipendio da mesi: “Lavoratori e famiglie allo stremo”

Gruppo Secur: davanti ai lavoratori lo spettro del fallimento

Davanti ai dipendenti in crisi anche lo spettro del fallimento della società. “Ci è stato chiesto dagli stessi funzionari del Mise di procedere verso il tribunale per richiedere istanza di fallimento: azione però che, se intrapresa, - spiegano i sindacati - scaricherebbe ancora una volta tutto il peso di tale responsabilità di questo disastro sociale sui lavoratori che si ritroverebbero senza più un lavoro ed una tutela sociale, eccetto i mesi di Naspi prevista”. 

Prima però un ultimo tentativo. “Il Ministero dello Sviluppo Economico ha preso l’impegno di convocare un tavolo congiunto con la Prefettura di Roma, unico soggetto titolato a togliere la licenza all’istituto di vigilanza Gruppo Secur, ma allo stesso tempo istituzione titolata, unitamente al Mise, a cercare di assicurare il lavoro attraverso la possibilità di assorbimento dei lavoratori (e dei servizi al momento della revoca della licenza al gruppo Secur) da parte di altri competitor, qualora fosse possibile”. 

I vigilantes Secur verso il referendum: “Fallimento non dà garanzie occupazione”

Un incontro atteso per i primi giorni di febbraio. L’ultima spiaggia per i 350 vigilantes della Secur che, qualora il tavolo non sortisse gli effetti desiderati, saranno chiamati al referendum per decidere se procedere con l’istanza di fallimento “che – dicono i sindacati – potrebbe avere due risvolti: un nuovo commissariamento qualora ve ne siano i requisiti, oppure il completo fallimento del Gruppo Secur, ma senza garanzia di occupazione”. Per i vigilantes il tempo stringe. 
 
 

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