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Dal governo M5s-Pd schiaffi per Roma: no ai poteri speciali e agli stanziamenti per la metro C

Bocciati gli emendamenti più importanti. Unico sì quello al tavolo per il Giubileo 2025

No a poteri speciali, fondi e stanziamenti per la Metro C, via libera al tavolo per il Giubileo 2025 con due milioni di euro appostati per il prossimo biennio. I lavori sugli emendamenti "segnalati" alla manovra 2021 da parte commissione Bilancio della Camera dei deputati hanno riservato poche sorprese positive per Roma Capitale. I documenti presentati da 5 Stelle, Italia Viva e Fratelli d'Italia sono stati in gran parte bocciati o perchè avevano caratteristiche "ordinamentali" o perchè richiedevano un stanziamento di fondi difficile da reperire.

No all'accesso diretto a fondi statali da parte di Roma Capitale

Così è stato respinto l'emendamento firmato dai grillini Flati, Silvestri, Baldino, Tuzi, Daga, Vignaroli e Bella con il quale si chiedeva che Roma Capitale avesse un accesso diretto ai fondi statali, in particolare a quello sulle politiche sociali e sui trasporti, e che fosse istituto presso la presidenza del Consiglio un tavolo di raccordo interistituzionale tra Stato, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma e Roma Capitale con funzioni di coordinamento "per il trasferimento delle funzioni sopra individuate, per l'attuazione delle riforme dell'ordinamento di Roma Capitale e del relativo conferimento di poteri speciali".

No ai fondi per la metro C

Stessa sorte (negativa) hanno avuto l'emendamento presentato da otto esponenti di Fratelli d'Italia, a cominciare da Giorgia Meloni, che chiedeva l'istituzione presso il Mef di un fondo da 1 miliardo di euro l'anno, a partire dal 2021, per "contribuire alla realizzazione degli obiettivi previsto da Roma Capitale" e quello sottoscritto da diversi deputati pentastellati, ma anche da Luciano Nobili e Roberto Giachetti di Italia Viva, che prevedeva lo stanziamento di circa 4,6 miliardi euro dal 2021 al 2033 per il completamento della linea C della metropolitana di Roma e del suo prolungamento fino al quadrante nord ovest della città. 

Su quest'ultima bocciatura duro il commento del gruppo di cittadini che anima l'associazione "Salviamo la metro C": "Nel giorno in cui si è votato per finanziare bonus per sostituire i rubinetti nelle case, smartphone gratis, crediti di imposta per i cuochi professionisti, centinaia di migliaia di euro per master in medicina termale, milioni e milioni di euro per le celebrazioni degli 800 anni dei presepi e per il sostegno alla filiera dei suini, ebbene si è deciso di affondare l'unico emendamento rimasto (sui tanti presentati) per le metro romane e cioè quello per il finanziamento delle tratte T2, T1 e C2 della Linea C, ovvero le tratte Venezia-Clodio, Clodio-Farnesina e Farnesina-Grottarossa". E ancora: "Il Governo italiano, la politica italiana, lo stato italiano decidono scientemente di buttare a mare il completamento della sola infrastruttura in costruzione a Roma".

Fondi per il Giubileo

La Capitale incassa, invece, un milione di euro per il 2021 e altrettanti per il 2022 "per il coordinamento, attraverso un apposito tavolo istituzionale, degli interventi e delle opere necessari allo svolgimento del Giubileo della Chiesa cattolica previsto per l'anno 2025". Il tavolo, che inizialmente era stato stralciato dalla manovra salvo poi essere reintrodotto, sara' presieduto dal presidente del Consiglio dei ministri è composto dai ministri degli Esteri, Interno, Economia e Finanze, Infrastrutture e Trasporti e dei Beni Culturali e Turismo, oltre che dal presidente della Regione Lazio, dal sindaco di Roma e da due deputati e senatori designati dai presidenti delle rispettive Camere, sentiti i gruppi parlamentari.

"Il predetto tavolo- si legge nel testo del documento approvato- definisce gli indirizzi nonchè il piano degli interventi e delle opere necessari, da aggiornare e rimodulare su base almeno semestrale, sentite le competenti commissioni parlamentari". Inoltre "la realizzazione degli interventi realizzati in aree ubicate almeno parzialmente nel territorio della Santa Sede e almeno parzialmente di proprieta' dello stesso" deve essere "subordinata alla definizione consensuale, mediante scambio di note tra la Santa Sede e lo Stato Italiano, della modalita' per la loro attuazione". [fonte agenzia Dire]

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