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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica

Bilancio, il Governo aiuta Marino: possibile aumento dell'Irpef

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla norma 'Salva Roma' che permette di spostare più della metà del debito nella gestione commissariale. Sindaco contrario all'incremento delle tasse

È arrivato nel tardo pomeriggio di ieri il via libera del Consiglio dei Ministri alla norma 'Salva Roma' che permetterà di spostare parte del debito del 2013 nella gestione commissariale. Il Campidoglio può allontanare così lo spettro del fallimento e iniziare l'iter per l'approvazione del bilancio 2013 entro il 30 novembre prossimo, pena il commissariamento. La manovra potrebbe approdare in giunta già domani. “Va tutto bene, ce la faremo”, il commento a caldo dell'assessore Daniela Morgante che si è dimostrata soddisfatta della decisione del Cdm che prevede, tra le altre cose, la possibilità per Roma Capitale di aumentare l'Irpef di 0,3 punti arrivando così a 1,2%. 

Il provvedimento più atteso, il 'congelamento' di parte del debito. Come si apprende nella nota del Governo il commissario è autorizzato a trasferire nella gestione del debito pregresso al 115 milioni di euro al massimo. La cifra è molto più bassa rispetto a quanto si aspettavano in Campidoglio. Il Governo ha però autorizzato anche la restituzione di una parte degli anticipi versati da Roma Capitale alla gestione commissariale. In totale si tratta di circa 480 milioni di euro. Inoltre, sempre in tema di crediti, dal Cdm arriva un'altra grande concessione per Roma Capitale. I circa 200 milioni di euro di crediti che lo Stato vanta nei confronti della aziende municipalizzate, Atac e Ama in particolare, vengono ceduti al Campidoglio. Questi soldi non serviranno però per far quadrare i conti del bilancio. L'amministrazione capitolina, non li riscuoterà evitando così il fallimento delle stesse aziende.

Il punto che potrebbe diventare il più discusso però riguarda l'innalzamento dell'addizionale comunale Irpef. Nella norma 'Salva Roma' è stata introdotta la possibilità per la Capitale di aumentare di 0,3 punti percentuali l'imposta che passerebbe così dagli attuali 0,9%, di questi una parte viene già girata alla gestione commissariale per la copertura del debito pregresso, a 1,2%. L'ipotesi, ventilata anche nei giorni scorsi, aveva sollevato le polemiche dei sindacati e della Confcommercio romana. Anche il sindaco Marino si è sempre dichiarato contrario ad alzare le tasse e anche oggi ha ribadito la sua posizione: “Ho personalmente fatto e farò resistenza in tutti questi mesi a qualunque aumento delle tasse. Credo che i cittadini di Roma già paghino tasse molto alte rispetto ad altre città”.

Un'altra possibilità deriva dalla decisione del CdM sugli enti con più di 60.000 abitanti e che attuato misure di riduzione dei costi dei servizi e di razionalizzazione delle società e degli organismi partecipati, tali da incidere sul riequilibrio del bilancio degli stessi enti, di raggiungere, in deroga alle norme vigenti, l'equilibrio entro l'esercizio in cui si completa la riorganizzazione dei servizi comunali e la razionalizzazione di tutti gli organismi partecipati e comunque entro tre anni compreso quello in cui e' stato deliberato il dissesto. Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri, poi, “rende più facile il procedimento di alienazione in blocco di immobili pubblici al fine di permettere la conclusione in tempi ravvicinati e conseguire i risultati finanziari previsti”.

Ora toccherà alla giunta Marino approvare il bilancio del 2013, che potrebbe arrivare anche domani. Parte del buco dovrebbe essere coperto da circa 140 milioni di euro che dovrebbero arrivare dalla Regione per il Trasporto pubblico locale mentre altri verranno ricavati dai tagli ai dipartimenti e alle spese, esclusi i servizi sociali come dichiarato dal sindaco. Per discutere della manovra ieri sera c'è stato un vertice tra il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e i capigruppo della maggioranza. Dopo la giunta, l'iter successivo prevede poi il passaggio in commissione capitolina Bilancio e nei 15 Municipi, a cui viene chiesto un parere consultivo, per poi arrivare alla discussione in aula Giulio Cesare. L'assemblea capitolina potrebbe riunirsi il 25 novembre per dare il suo ok ma non si esclude la possibilità che lo faccia anche prima. La dead-line per l'approvazione del bilancio, ed evitare quindi il commissariamento, e' fissata al 30 novembre.

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