Politica

Litorale romano, svelati i punti più inquinati: pesano le condizioni del Tevere

Presentati i risultati delle campagne di Legambiente sullo stato delle acque

Ci sono dei luoghi, sul litorale romano, che risultano cronicamente inquinati. Si trovano in tutta la Regione ma, secondo Legambiente, soprattutto nella provincia di Roma. 

I risultati delle analisi

La conferenza stampa che ha posto fine alle campagne 2021 di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, ha messo in luce le condizioni in cui versano sette aree, distribuite in tutto il Lazio. La maggior parte, però, sono dislocate lungo il territorio della Città Metropolitana di Roma. E sono punti inquinati o fortemente inquinati ormai da dieci anni. Praticamente in maniera cronica. 

I punti critici

Le aree segnalate da legambiente sono la foce del Marta a Tarquinia (VT), del canale altezza Via Crocetta a Pomezia (RM), del Fosso Grande ad Ardea (RM), dello Zambra a Cerveteri (RM), del Rio Vaccina a Ladispoli (RM) e del Rio Santacroce a Formia (LT). Sul Lago di Bolsena, a Montefiascone (VT) segnalato anche il punto alla foce del canale nei pressi del parco giochi sul lungolago, anche esso tra i punti da almeno 10 anni inquinato o fortemente inquinato.

La soluzione proposta da Legambiente

“La mala depurazione e gli scarichi illegali restano il principale nemico del nostro mare e delle acque interne, come raccontano i nostri risultati - ha commentato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio che, per aggredire al meglio i problemi evidenziati, sostiene sia necessario attuare le politiche di tutela e di sviluppo sostenibile legate all’intero sistema idrico. Al riguardo l’istituzione dell’Ufficio di scopo per i Contratti di fiume “è la novità positiva della Regione Lazio” ed è con questo ufficio che, Legambiente, invita le istituzioni a collaborare.

Il ruolo del Tevere ed il parco regionale

C’è un aspetto però che le analisi di Goletta evidenziano da almeno un decennio. C’è una “forte concentrazione nell’area romana dove incide anche la qualità dell’acqua del Tevere” ha sottolineato Roberto Scacchi. Cosa fare? La risposta per l’associazione del cigno verde è semplice. Bisogna lavorare alla “realizzazione di un  grande Parco Regionale del Tevere, per il quale esiste già la proposta di legge, che possa incidere in maniera straordinariamente positiva nell’intero sistema idrico della Capitale e di tutto il Lazio”. Un progetto ambizioso che, unendo la salvaguardia con la valorizzazione dell’asta fluviale, finirebbe per avere ricadute positive anche sul litorale romano. 
 

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