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Giunta Gualtieri, ecco cosa bolle in pentola fuori dal Pd: le trattative e le richieste dei "piccoli"

Smeriglio punta a una delega tra Casa e Sociale, l'ex minisindaco tra presidenza d'aula e Lavori Pubblici. E Demos "ha fiducia nel nuovo sindaco e nei discorsi fatti in questi mesi"

La partita di Risiko che si sta giocando all'interno della coalizione di Centrosinistra per comporre la nuova giunta guidata da Roberto Gualtieri non è all'inizio, ma nemmeno vicinissima a concludersi. Detto che le varie anime del Pd si stanno muovendo da mesi, anche gli altri non sono da meno. Sinistra Civica Ecologista, Roma Futura e Demos soprattutto vorrebbero veder riconosciuto il contributo portato sin dalle primarie del 20 giugno e poi in campagna elettorale, con il risultato di 5 seggi complessivamente conquistati. Più defilata ci sarebbe Europa Verde, che porta in Aula Giulio Cesare Nando Bonessio (la sua ultima volta fu nel 2006) e vorrebbe essere presa in considerazione da Gualtieri, sebbene il pensiero principale sia ottenere almeno un assessore nei Municipi.  

Casa e Sociale, terreno di scontro

Nelle ultime ventiquattr'ore sono entrati nella competizione per due deleghe rilevanti, come quelle alla Casa e al Sociale, sia Andrea Catarci sia Gianluca Peciola. L'ex presidente dell'VIII Municipio (dal 2006 al 2016, prima di lasciare il testimone ad Amedeo Ciaccheri) e l'ex consigliere capitolino, consigliere provinciale e assessore nell'allora XI Municipio, proprio con Catarci presidente, sono le due figure messe sul tavolo di Roberto Gualtieri da Liberare Roma. La trattativa esiste, viene definita "concreta" da fonti interne al movimento "perché entrambi sono candidati credibili, soprattutto per le deleghe di cui si parla, due temi base del programma della lista". Certo è che dovranno vedersela con Demos: l'essere espressione dei cattolici di sinistra ma fuori dal Pd non li pone automaticamente in una situazione di svantaggio, né gli impedisce di sferrare i colpi dialettici giusti per mantenere la posizione che ritengono acquisita sul campo: "Ci sono precisi motivi politici per i quali dovremmo stare in giunta" ha detto Ciani a Roma Today. Certo, andando a interpretare le parole del consigliere regionale, l'obiettivo minimo sembra quello di far entrare la coordinatrice romana del partito, Barbara Funari, ma perché ciò avvenga Ciani deve assumere un ruolo esterno al consiglio. Oppure, a mali estremi, rinunciare al suo seggio rimanendo alla Pisana. Difficile, quasi impossibile. 

Caudo in vigile attesa "spinto" dagli elettori

Con 4.820 preferenze, Giovanni Caudo si aspetta un riconoscimento importante dal neosindaco. Il consenso raccolto al primo turno non è nemmeno la prima motivazione: l'ex assessore ai tempi di Marino e presidente del III Municipio uscente è arrivato secondo alle primarie con il 15% e in venti giorni ha messo in piedi, insieme a Marta Bonafoni, una lista molto civica da oltre 20.000 preferenze, portandosi dietro anche Claudia Pratelli. Fonti autorevoli e di differente provenienza politica all'interno della coalizione di Centrosinistra, assicurano che il suo nome sia in cima alla lista per ricoprire il ruolo di presidente dell'aula, lì dove il Pd sembra non essere minimamente contemplato.

L'alternativa, per Caudo, sarebbe ottenere la delega ai Lavori Pubblici - ma occhio a Maurizio Pucci, già subentrato nella giunta Marino a dicembre 2014 e spinto da Goffredo Bettini - , perché l'Urbanistica "non è assolutamente tema di discussione per lui", dicono i bene informati. Dal canto suo, Caudo non fa pressioni evidenti ma resta in attesa, forte anche della spinta del suo elettorato che vuole vedere qualcuno di Roma Futura dentro agli uffici che contano. 

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