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Venerdì, 30 Settembre 2022
Politica

Giovanni Caudo lancia Roma Futura: "Siamo qui per costruire la città pubblica"

Oltre cento persone nello spazio culturale al Prenestino, da Rossella Muroni, agli attivisti degli spazi sociali, alle reti della legalità, ai partiti e ai sindacati. Arrivano i saluti di Walter Tocci.

Roma Futura si lancia e si svela a Largo Venue, noto circolo ricreativo e culturale in zona Prenestina. Oltre cento le persone presenti fra militanti, dirigenti dell'universo che ruota intorno a Giovanni Caudo, interessati, appassionati e curiosi; fra gli intervenuti ovviamente le componenti del progetto Roma Futura, a partire da Marta Bonafoni, consigliera regionale e promotrice di Pop! - Idee in movimento, stakeholder di rilievo nella costruzione della lista: a lei il microfono per la presentazione della serata. Al gran completo il gruppo dell'Arci Sparwasser e della Rete dei Numeri Pari; vengono portati i saluti di Walter Tocci, c'è Natale di Cola della CGIL, c'è Rita Paris per il parco dell'Appia Antica; c'è Rossella Muroni, deputata del gruppo Facciamo ECO! e nel direttivo di Green Italia, colonna ambientalista del caudismo. C'è Possibile Roma, Volt che da subito hanno appoggiato Giovanni Caudo; c'è Christian Raimo e il gruppo del III Municipio. C'è il banchetto dei Radicali Italiani che raccolgono le firme per il referendum: lo storico movimento liberale è l'ultimo salito a bordo del progetto caudiano. 

"Siamo tutti incastrati, ve lo comunico", dice Giovanni Caudo: "Riguardo Roma abbiamo passioni, abbiamo idee, a volte anche ossessioni. Mettiamo in campo la nostra passione civile per costruire un'identità nuova per una lista coesa, leale e distinta nell'ambito del centrosinistra. Io nel terzo municipio lo faccio e vi dico che si può governare con il PD in maniera autonoma. Io non sono qui per carrierismo, farò il consigliere comunale con grande modestia per rappresentare il modo in cui intendo la città: uno spazio pubblico. E pubbliche non sono le mura, ma quel che ci si fa dentro. La città è pubblica, la animano i privati dietro una forte regia pubblica". 

Simone Sapienza è il segretario dei Radicali di Roma: "In questa città la prima urgenza è quella della democrazia, che è il contesto in cui si può rinnovare la classe dirigente e far avanzare i diritti civili. C'è la destra sovranista, c'è il PD che fa una propsota insufficiente per quella parte di città che vuole qualità per rimanere a Roma, che vuole fare impresa, che vuole una Roma libertaria, per l'autogoverno, che superi la dicotomia fra pubblico e privato". Rossella Muroni mette in discussione due progetti concreti: "Ripartiamo dal GRAB, un vero progetto di rigenerazione urbana partecipato e costruito dal basso; e dalle comunità energetiche, dai cittadini che sono autonomi dal punto di vista della produzione energetica". 

Claudia Pratelli, assessora alla scuola di Caudo e probabile candidata al comune, scandisce: "Le disuguaglianze in città vengono da un modello insostenibile e la pandemia le ha fomentate. In questi anni di Covid abbiamo visto eserciti di nuovi poveri; i dati ci dicono che il differenziale di laureati fra Parioli e Tor Cervara rimane di otto volte. Noi non possiamo dimenticare che quella di Virginia Raggi è la sciagurata consiliatura dei buoni spesa arrivati tardi o poco, dei buoni affitto arrivati mai, degli attacchi ripetuti agli spazi delle donne e alla Baobab Experience. In questa città serve più pubblico, non meno pubblico". Le fa eco Claudio Riccio, da Sparwasser, già candidato alle europee per l'Altra Europa con Tsipras: "Il comune di Roma è uno dei principali appaltatori di lavoro povero. Le istituzioni sono ostili, come quando abbiamo convertito il circolo allestendo dei letti per i bisognosi e il municipio ci ha revocato la licenza". 

Ruggero Scotti di Possibile parla di diritto all'abitare: "Non possiamo fare finto social housing a Santa Palomba quando la città è vuota e ha un problema strutturale. Fare politiche per l'abitare significa ripensare la città, creare lavoro, significa rinegoziare i canoni fra associazioni degli inquilini e dei proprietari. Significa agire contro AirBnB perché se è un'attività commerciale si deve pagare la tassa come tale, e non la cedolare secca". Giuseppe De Marzo, già Libera, è il coordinatore della Rete dei Numeri Pari: "A Roma ci sono 94 clan e 100 piazze di spaccio. Come possiamo pensare di agire se abbiamo 145mila giovani, NEET, presi nel ricatto delle mafie? Io mi ricordo del nostro maestro che è Stefano Rodotà e ci insegnava che difendere la Costituzione significa difendere la dignità della persona. Virginia Raggi ha approvato il forum per i beni confiscati? Lo chiedevamo solo da due anni e mezzo". 

Il microfono è aperto, gli interventi si susseguono. Marta Bonafoni fa presente che chi vuole può parlare. " Stare dentro alle cose: è questo ciò che unisce tutti i soggetti politici di Roma Futura, Possibile, Volt, POP, Green Italia, come la parlamentare Rossella Muroni che oggi è qui stasera o come i Radicali", dichiarerà a fine evento Giovanni Caudo, in una nota: "Sono tutti soggetti che si battano già da tempo sui temi dell'Ecologia, del femminismo e della lotta alle disuguaglianze. Sono questi i tre principi cardine su cui intendiamo investire e profondere le nostre competenze, capacità e impegno. Daremo voce a tutti i quartieri e a tutte le esperienze che già ci sono nei territori.Siamo tanti ma dobbiamo essere ancora di più"

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