Indagini Torri dell'Eur, Caudo rompe il silenzio: "Prima o poi si farà giustizia"

L'ex assessore è indagato insieme ad altre 11 persone. Il legale di Caudo: "Le accuse non sono credibili"

"Ho fiducia nella giustizia e prima o poi si farà giustizia, degli errori, delle approssimazioni e delle calunnie". Il giorno dopo la diffusione della notizia della chiusura delle indagini a suo carico in merito ad alcuni progetti urbanistici, l'ex assessore della Giunta Marino e attuale presidente del III municipio, Giovanni Caudo, prende parola. Lo fa con un post su Facebook in cui commenta: "Oggi i giornali si occupano di me, potrei dire repetita iuvant. Nel febbraio del 2016 fu lo stesso, gli stessi argomenti, Le torri ecc... e durò 11 giorni".

È di ieri la notizia che quelle indagini, scattate nel 2015, sono state chiuse dalla Procura di Roma. L’inchiesta riguarda la riqualificazione delle Torri dell’Eur, di Palazzo Raggi e di altri due progetti urbanistici. Dodici le persone indagate accusate a vario titolo di corruzione, abuso d’ufficio e traffico di influenze illecite. Come spiega in una nota il Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza che ha portato avanti le indagini, l'inchiesta si è concentrata "su presunti indebiti accordi, intercorsi tra politici, dirigenti e funzionari del Comune di Roma ed imprenditori, tesi ad ottenere esito positivo nella definizione delle pratiche edilizie" anche "a fronte di denaro o altre utilità, quali agevolazioni nell’acquisto di appartamenti, l’abbattimento di mutui, il pagamento di spese notarili e/o anche l’ottenimento di particolari incarichi professionali".

In particolare, Caudo risulta indagato per traffico di influenze illecite nell’ambito della vicenda delle Torri dell’Eur mentre per quella dell’edificio di largo Santa Susanna e per l’intervento di Grotta Perfetta l’ipotesi è di abuso d’ufficio. "Dall'apertura dell'indagine, maggio 2015, sono passati 4 anni e mezzo, ho chiesto fin da allora di essere sentito subito, sono stato ascoltato solo nel dicembre 2017 e nel gennaio 2018, da allora niente altro", scrive il presidente del III municipio su Facebook.

Poi conclude: "Il pm non ha tratto nessuna conclusione (nè in positivo nè in negativo) e ha ripresentato gli stessi capi di accusa di 4 anni fa (tra l'altro si riporta che io sarei all'Università La Sapienza, mentre lavoro a Roma Tre). Ho fiducia nella giustizia e prima o poi si farà giustizia, degli errori, delle approssimazioni e delle calunnie. Voglio bene a questa città che mi ha accolto e dato tanto, ho lavorato solo nell'interesse di tutti".

Nella giornata di oggi ha parlato anche il suo legale Fabrizio Merluzzi: è indagato per "abuso di ufficio perché non ha voluto dare corso al progetto di centro commerciale all'ex istituto geologico di Santa Susanna e ha invece lavorato per riportare gli uffici, la stessa cosa per le Torri dove un protocollo di intesa con l'Università la Sapienza per assicurare a Roma Capitale la qualità dell'intervento di restauro e risanamento conservativo delle ex Torri dell'architetto Ligini è scambiato per un sotterfugio ai fini di non far pagare gli oneri dovuti", fa sapere il legale.

"Follie che si potevano chiarire in poco tempo, come abbiamo fatto durante l'interrogatorio, e poi ancora incredibile l'accusa di aver nascosto i documenti sull'esistenza del Fosso di tre Fontane la cui sparizione negli anni '80 è stata decretata, in altro percorso giudiziario, anche da una relazione del genio militare". Infine, "un semplice colloquio per un eventuale incarico all'Università su altri temi, fatto quando ormai non era più assessore, viene interpretato come fosse uno scambio, senza sapere che i regolamenti prevedono che quelle risorse vadano all'università, una istituzione pubblica, e non al professore, da usare per assegni di ricerca, dottorati ecc…". 

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Per il legale si tratta di "illazioni che sembrano rispondere a un disegno precostituito, mentre è chiaro l'interesse generale perseguito dal mio cliente nelle sue funzioni pubbliche come aver lavorato per restituire le Torri dell'Eur alla loro funzione originaria di uffici, portando il quartiere generale della Tim con 4.500 addetti, invece di farle scorticare e demolire per farci residenze di lusso". 

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