Il Colosseo conteso. Franceschini replica a Raggi: "Da lei falsità. Valorizzeremo parco archeologico"

Il Campidoglio ricorre al Tar contro istituzione parco archeologico. Franceschini a Il Messaggero: "Da Raggi fake news. Non cambierà nulla nel rapporto tra area archeologica centrale e città"

Foto Ansa

E' scontro tra Campidoglio e Governo sulla gestione del Colosseo. Al centro della contesa il decreto, approvato nel gennaio scorso, che punta alla riorganizzazione della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l'Area archeologica centrale di Roma e che prevede, tra le altre cose, la realizzazione del Parco archeologico del Colosseo e la selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore di quel sito. 

Un provvedimento che per la Giunta Capitolina sarebbe però "lesivo degli interessi di Roma Capitale". Da qui la scelta del Campidoglio di ricorrere al Tar. 

SU COLOSSEO RICORSO AL TAR - "E' inaccettabile che i ricavi della bigliettazione di Colosseo e Fori, che portano 40 milioni nelle casse del nuovo ente ministeriale, prima andavano per l'80% alla Soprintendenza speciale e oggi invece sono tutti del Parco e solo il 30% torna al Comune, a cui resta molto poco. Non posso accettare scelte calate dall'alto sulla città prese senza consultazione" - ha detto la Sindaca Raggi ai giornalisti annunciando il ricorso al Tribunale Amministrativo. 

LA REPLICA DEL MINISTRO FRANCESCHINI - Una mossa che ha colto di sorpresa il Ministro dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che dopo il laconico tweet di ieri - "Incredibile. Virginia Raggi impugna al Tar la scelta di dare al Colosseo vera autonomia e direttore scelto con selezione internazionale!",  ha cinguettato sul social - ha affidato la propria replica alle colonne de Il Messaggero. 

LA RIFORMA DEI BENI CULTURALI -  "Non me l'aspettavo. Stiamo parlando di un atto di riforma dei beni culturali che ha toccato già tutta Italia con applausi di mezzo mondo. Il Colosseo è arrivato un anno e mezzo dopo, ma è lo stesso identico percorso di autonomia che ha coinvolto gli Uffizi, la Reggia di Caserta, Pompei. Nè De Magistris, nè Pisapia, nè Appendino, nè Nardella, a nessuno è venuto mai in mente di impugnare questo provvedimento. Anzi, ne hanno tutti apprezzato i frutti" - ha detto Franceschini respingendo al mittente l'accusa secondo la quale il Mibact si vorrebbe "tenere i soldi" provenienti dall'afflusso turistico all'Anfiteatro Flavio. "Stupidaggini e falsità" - non ha usato mezzi termini il Ministro bollando quelle esternazioni come "fake news". 

NESSUN CAMBIAMENTO SU PROVENTI BIGLIETTI - "Fino ad oggi i proventi delle vendite dei biglietti di Colosseo e area centrale restavano per l'80% alla Soprintendenza di Roma, e il 20% andava al fondo di solidarietà. Non cambia nulla nel rapporto tra l'area archeologica centrale e la città. La parte a pagamento resta accessibile col biglietto, la parte aperta alla città resta libera. Nessun enclave al centro di Roma". 

CORRETTEZZA ISTITUZIONALE - Poi la critica a tempi e modi della rimostranza del Campidoglio. "Io la Raggi l'ho incontrata prima di firmare il provvedimento. Ho incontrato lei e l'assessore Luca Bergamo. Ho illustrato il disegno. Loro hanno espresso le perplessità. Ho chiesto: volete che questo incontro sia reso pubblico? Loro hanno riposto: preferiamo di no. E io non l'ho reso pubblico. La risposta ad una correttezza istituzionale è quella di ieri. Finito un incontro in cui siamo insieme vengo a sapere subito dopo dalle agenzie di stampa del ricorso al Tar. Che un Comune faccia ricorso contro un atto di riorganizzazione del ministero - sottolinea Franceschini - è senza precedenti". 

Una Giunta in difficoltà che punta al polverone politico: la spiegazione del ricorso della Sindaca al Tar secondo Franceschini: "E' chiaro che sono in difficoltà e vogliono alzare un polverone politico, ma questo non è uno scontro tra Pd e M5s. Qui è in ballo il futuro del parco archeologico più importante del mondo e io - incalza il Ministro - ho il dovere di lavorare per valorizzarlo".
 
 

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