Gentiloni su Roma: "Basta polemiche. Tavolo Calenda metodo giusto". E apre ad una legge speciale

Raggi: "Fa piacere. Si tratta di realizzare i decreti attuativi della legge del 2010 ormai fermi da anni"

Una ferita aperta che Paolo Gentiloni prova a ricucire. Lo strappo tra il ministro Carlo Calenda e la sindaca Virginia Raggi gronda ancora sangue. Il Premier prova a spegnere l'incendio e a fare da paciere. Si parte comunque dal tavolo per Roma: "Il metodo giusto è quello del "tavolo" al Mise convocato dal ministro Calenda", dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, incontrando dei commercianti del centro storico. "Bisogna superare le polemiche e insistere su quel metodo. Il tavolo con sindacati, imprenditori, regione e comune credo sia il modo giusto per affrontare il rilancio della capitale. Ci sono anche stati dei mal di pancia nel governo, ma credo sia il modo giusto su cui insistere senza farci distrarre da polemiche e atteggiamenti di rifiuto". 

Una caramella per Calenda, ma anche una per Raggi. A chi lo incalza sulla richiesta della sindaca infatti Gentiloni spiega che una "legge di sistema su Roma Capitale" è auspicabile, ma non deve puntare a un "commissariamento" dell'amministrazione capitolina. "Può essere utile una sistematizzazione normativa, ma oggi non posso prendere un impegno perché si vota fra 10 giorni. Sarà qualcosa da fare nella prossima legislatura. Una sistematizzazione mi sembra realistica - ha aggiunto - ma va fatta di intesa con l'amministrazione: un commissariamento sarebbe un errore oltre che una utopia".

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La "caramella" è piaciuta alla sindaca Raggi: "Fa piacere che finalmente si riconosca la necessità di una legge speciale per Roma Capitale. In primis, si tratta di realizzare i decreti attuativi della legge del 2010 ormai fermi da anni. Questa dovrebbe essere una delle priorita' del Governo per dare slancio alla crescita del Paese e dare alla Capitale poteri analoghi a quelli di Parigi, Londra o Berlino". Sul tavolo la sindaca commenta: "Quanto alla opportunità di un tavolo per la città, non ci siamo mai alzati e ci saremo anche dopo il 4 marzo. Riteniamo che il confronto sia sempre produttivo come dimostra la creazione di "Fabbrica Roma". 

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