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Gelaterie e pizzerie al taglio chiuse domenica pomeriggio: "Con ordinanza Raggi si perde 25% del fatturato"

L'appello di CNA Roma al Comune affinchè modifichi ordinanza, timori anche per la tenuta di parrucchieri e tatuatori: "Consentire apertura domenica pomeriggio, non determinano spostamenti di massa"

Aperture scaglionate per diluire gli spostamenti in città ed evitare il collasso del trasporto pubblico e gli assembramenti nella fase 2 dell’emergenza coronavirus: dal 18 maggio a Roma riaprono i negozi al dettaglio di ogni tipologia, eccezion fatta per bar e ristoranti (dove ancora si andrà con consegne a domicilio e asporto) e per il settore estetica-parrucchieri. 

Gelaterie e pizzerie al taglio chiuse domenica pomeriggio

Tre le fasce orarie stabilite dall’ordinanza della sindaca Virginia Raggi, ma la domenica tutti gli esercizi commerciali dovranno chiudere alle ore 15. Vale per i supermercati ma anche per gelaterie e pizzerie al taglio così come per alte attività assimilabili. 

“Esercizi commerciali – fa notare CNA Roma - che, notoriamente, registrano un importante picco del loro fatturato, in alcuni casi pari a circa il 25% del totale settimanale, proprio alla domenica pomeriggio”. 

Così l’ordinanza della Sindaca preoccupa gli operatori: “Siamo stupiti per la mancata comprensione delle difficoltà economiche nelle quali versa l’economia delle circa 11.900 imprese del settore che danno lavoro a circa 31.000 dipendenti e garantiscono la tenuta sociale del territorio”.

Orari parrucchieri e tatuatori: "Consentire apertura domenica pomeriggio"

Timore anche per la tenuta delle imprese dell’acconciatura, dell’estetica e dei tatuatori che operano a Roma e che riapriranno a giugno. “Si tratta di circa 12.600 imprese con 22.500 lavoratori alle proprie dipendenze, potranno riaprire con le grandissime limitazioni che probabilmente imporranno la prenotazione e un cliente per addetto” – sottolinea CNA Roma. 

“Come mai, ci domandiamo, non viene data la possibilità di tenere aperte queste attività la domenica pomeriggio? Tra l’altro – fa notare la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa - sono attività che difficilmente vedono grandi spostamenti per la città, anzi molto spesso la scelta del parrucchiere o dell’estetista ricade sulle attività più prossime alla propria abitazione e che quindi difficilmente, con le aperture alla domenica pomeriggio, si genererebbero significative movimentazioni urbane”. 

Da qui la richiesta alla Sindaca Raggi di rivedere l’ordinanza in senso più ampio, “soprattutto qualora lo stato della pandemia dovesse registrare la bassa diffusione attualmente registrata nel territorio della Capitale”. 
 

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