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Roma Pride: piazza San Giovanni negata, protestano le associazioni

La Questura nega la Piazza. Il 13 giugno c'è Sant'Antonio, la settimana dopo San Giovanni Battista. Grillini: “E' la realizzazione delle pretese del Vaticano”. Il Circolo Mario Mieli: “Non c'è contrapposizione tra fedeli e Roma Pride”

Dopo il rifiuto del patrocinio da parte del Comune di Roma, arriva un altro brutto colpo al Roma Pride 2009. La Questura ha infatti deciso negare piazza San Giovanni sia per la data del 13 giugno, sia per quella del 20 giugno. Alla base del diniego c'è, nel primo caso, la manifestazione di Sant'Antonio, nel secondo la preparazione della manifestazione di San Giovanni Battista.

L'alternativa proposta al comitato organizzatore dalla questura è quella di concludere la manifestazione a Piazza Navona. Una piazza che l'Arcigay e il circolo Mario Mieli giudicano inadeguata ad ospitare gli oltre 200.000 partecipanti attesi. 

Il presidente dell'Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo lancia un appello: “Facciamo appello al sindaco di Roma, in quanto garante dei diritti di tutti perché supporti l'organizzazione nel trovare un'alternativa che consenta lo svolgimento della manifestazione secondo il percorso definendo eventuali modalità di convivenza tra i due eventi che riteniamo possano essere complementari”.

In una nota il Circolo Mario Mieli commenta: “Tutti hanno un Santo in paradiso  tranne le persone omosessuali e transessuali. Rifiutiamo con sdegno la contrapposizione tra fedeli e il RomaPride, addotta come pericolo di turbative e registriamo come il Protocollo comunale sui cortei sia un insieme di false alternative, poiché per i grandi eventi sono previsti piazze incapaci di accoglierli o luoghi rifiutabili per interi mesi. Una carta straccia che limita la libertà di manifestazione garantita dalla Costituzione".

Lo scorso anno la manifestazione si è conclusa a Piazza Navona, ma il percorso seguito ha comportato una serie di disagi al coretto svolgimento della manifestazione, impedendo di fatto il raduno finale di tutti i manifestanti.

Se Arcigay Roma e Circolo Mario Mieli usano toni accomodanti, volti a trovare una soluzione, più duro è invece l'attacco del presidente di Gaynet, l'associazione giornalisti Gay, Franco Grillini: “Il rifiuto delle autorità a consentire il regolare svolgimento della manifestazione romana del gay pride fino a piazza San Giovanni è una chiara dimostrazione del progressivo ridursi degli spazi di libertà e di espressione con la destra al potere".

Grilli definisce “inquietanti e ridcole le motivazioni religiose addotte. Motivazioni che rappresentano l'esatta realizzazione della pretesa vaticana di trasformare Roma nella capitale del cattolicesimo romano-cattolico”.


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