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Gay Center attacca Gualtieri: "La statua di un dittatore al posto di una panchina rainbow"

L'associazione fa riferimento all'installazione di un busto di Agostinho Neto, primo presidente della Repubblica Popolare dell'Angola. E inoltre chiede chiarimenti su due bandi in corso ai quali "non ci vogliono far partecipare"

La luna di miele tra la comunità Lgbtq+ di Roma e il sindaco Gualtieri sta finendo? Il Gay Center, associazione che si occupa di diritti gay, lesbo e trans e gestisce l'Help Line contro abusi, bullismo e discriminazioni, ha diffuso una lettera durissima nei confronti del primo cittadino. Tutto a poco più di un mese dalla partecipazione di mezzo Campidoglio al Roma Pride 2023 e dalla trascrizione di due atti di nascita di bambini nati da coppie omogenitoriali. Il motivo dell'attacco è triplice: la sostituzione di una panchina rainbow a San Paolo con la statua di un presidente angolano e l'esclusione da due differenti bandi in corso.

La statua del presidente angolano al posto della panchina rainbow

Iniziamo dalla statua. Il 1° luglio scorso, alla presenza del minisindaco dell'VIII municipio Amedeo Ciaccheri, dell'assessore capitolino Andrea Catarci, del ministero del turismo e della cultura angolano de Pina Zau, dell'ambasciatrice in Italia Fatima Jardim, del consigliere capitolino e deputato Paolo Ciani e della vedova, è stata inaugurata la statua di Antonio Agostinho Neto. Primo presidente della Repubblica Popolare d'Angola, restò in carica dal 1975 fino alla morte avvenuta a Mosca, nel 1979, dove si trovava per curarsi un cancro al pancreas. La statua è stata installata in largo Beato Placido Rinaldi, di fronte alla scuola Armellini, nel quartiere San Paolo. "Per fare spazio alla statua - accusa Gay Center - è stata tolta e spostata dietro una siepe la panchina Rainbow contro le discriminazioni Lgbt+. Neto era un dittatore, che incarcerava gli omosessuali. La panchina era stata inaugurata dagli studenti dell'istituto il 30 marzo scorso alla presenza di Fabio Canino e delle associazioni Lgbt+ tra cui noi". Una scelta "politica", per l'associazione: "Forse non si sono fatte le giuste valutazioni compiendo questo gesto", spiega Gay Center a RomaToday. 

I due bandi "incriminati": "Esclusi nonostante l'esperienza ventennale"

Ma non è tutto. Gay Center ha partecipato a due bandi indetti dal Comune: "Il 28 giugno in modo del tutto discrezionale - dicono - ci è stata vietata la partecipazione ad un bando da 270mila euro per l'affidamento di una sede per uno sportello d'ascolto e accoglienza per servizi antidiscriminazione. Siamo gli unici che in vent'anni, anche senza fondi, o per cifre molto basse, abbiamo sempre garantito un presidio contro l'omotransfobia. I tecnici ci hanno spiegato che dovevano 'applicare il principio di alternanza', ma allora per altre case famiglia, per le spiagge del litorale, per i centri d'accoglienza dei migranti e i centri antiviolenza questo principio non vale? Ci sono realtà che hanno in mano questi servizi da quarant'anni". C'è poi un secondo bando: "Un anno fa già ci era stato impedito - continua l'associazione - di prendere parte ad un bando da 730.000 euro per realizzare una casa di accoglienza per 4 donne transgender in co-housing e un punto di ascolto. In quel periodo eravamo gli unici, come raggruppamento, a gestire già a Roma un servizio simile, per altro con soli 50mila euro di fondi all'anno contro i 365.000 euro di questo, 7 volte di più. E quanto costa l'assistenza a ogni donna trans, 90.000 euro l'anno?". 

Fabio Canino: "Sulla statua pensavo a uno scherzo"

 “Quando sono stato avvisato di quello che era successo alla panchina - ha commentato il conduttore televisivo e testimonial Fabio Canino - che poco tempo fa avevamo inaugurato ho pensato ad uno scherzo, ad una botta di calore invece no. Ci sarebbe da ridere se non fosse tutto vero. Potevo aspettarmi che la panchina venisse imbrattata come i soliti idioti fanno di tanto in tanto, ma addirittura spostarla per far posto alla statua no. Mi aspetto a questo punto che mettano Neto a sedere sulla panchina...". Gay Center ha chiesto un incontro con Gualtieri: "Ci aspettiamo una risposta - dicono a RomaToday - altrimenti a settembre saremo ancora più duri e metteremo in atto iniziative di altro genere. Il Sindaco ponga urgentemente rimedio". 

Il Comune: "Polemica senza fondamento, stiamo facendo quanto mai prima a Roma"

La risposta al momento è arrivata da Marilena Grassadonia, coordinatrice dell'ufficio diritti Lgbtqia+ istituito a inizio mandato dalla giunta Gualtieri: “Stupiscono certe dichiarazioni del tutto destituite di fondamento  - esordisce - secondo cui ci sarebbe in atto una specie di crociata da parte di questa amministrazione verso una parte della comunità lgbt+. In questo anno e mezzo di lavoro Roma Capitale ad ogni livello, con il nostro Sindaco in testa, ha fatto cose che non si erano mai viste negli ultimi anni che hanno segnato un importante cambio di passo e un impegno serio a fianco della comunità lgbtqia+ tutta". Grassadonia poi cita la trascrizione di atti di nascita esterni, la partecipazione al Pride, le iniziative politiche e culturali diffuse e i vari servizi attivati e sostenuti: "Il Contact Center cittadino, gestito dal Gay Center/Gay Help Line - elenca - punto di riferimento importante per la comunità lgbt+ e l'amministrazione anche nell'analisi dei dati e delle emergenze da gestire. Il Progetto "Roxanne" che ha visto la nascita della "Casa Lucy" co-housing per persone transgender gestita dall’associazione Ora d’Aria. Il primo Progetto Pilota per migranti adulti LGBT+ titolari di protezione speciale per un totale complessivo di 10 posti". Per questo progetto, Grassadonia annuncia che sono state individuate due strutture: "Sei posti gestiti dall'ATI Arci Roma, BeFree società cooperativa e Aida Lgbtqi+ e 4 posti gestiti da Gay Center Gay Help Line e Refuge Lgbt". Infine, l'ex presidente delle Famiglie Arcobaleno ricorda "l'apertura del primo sportello antidiscriminazione LGBT+ presso il Punto Unico di Accesso nel Municipio X e l'inaugurazione di "Casa Ornella" casa di semiautonomia per persone transgender del Municipio Roma VII, attualmente gestita da Gay Center e Programma Integra".

Ciaccheri: "Respingo ogni strumentalizzazione"

Anche il minisindaco di Garbatella, Amedeo Ciaccheri, a RomaToday ha voluto dire la sua, respingendo le accuse relative alla sostituzione della panchina con la statua di Antonio Agostinho Neto: "Rifiutiamo come amministrazione ogni tipo di strumentalizzazione politica o associativa  - spiega - sulla vicenda della panchina di largo Beato Placido Riccardi. L'amministrazione preserva e ha di recente restaurato la panchina che rappresenta un simbolo, voluto fortemente e che è ancora presente di fronte a un istituto scolastico che ospita un importante murales artistico dedicato al tema dei diritti civili, realizzato in collaborazione con il Circolo Mario Mieli. Con lo stesso circolo lavoriamo per questo autunno per realizzare una grande manifestaione in occasione dei 40 anni di nascita di questo presidio politico sociale e culturale della nostra città sul tema dei diritti civili. Restiamo accanto al Sindaco, che ha voluto dare un segnale importante a livello nazionale, sul tema del riconoscimento delle coppue omogentoriali e non faremo un passo indietro continuando a difendere e sostenere tutti i simboli di una lotta che sentiamo nostra. La statua, donata dall'ambasciata dell'Angola in Italia, non ha assolutamente leso la presenza di un simbolo per i diritti civili all'interno di uno spazio pubblico".

Gaynet: "Disinformazione da parte di Gay Center, panchina riposizionata non sostituita"

"Apprendiamo di una interrogazione in Campidoglio sullo spostamento della panchina arcobaleno realizzata da studenti dell’ITIS Armellini all’VIII Municipio, nonché di inutili polemiche circa i bandi per i servizi contro le discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere". Così in una nota Rosario Coco, Presidente di Gaynet. "La notizia sulla panchina è quantomeno fuorviante - spiega Coco - : la statua del personaggio inaugurata vicino alla panchina, che è stata solo riposizionata, corrisponde a un personaggio chiave nel processo di decolonizzazione in Africa, con tutti i limiti culturali degli anni ‘70 del secolo scorso. I temi del colonialismo e della memoria storica, per altro, sono molto cari al nostro movimento in prospettiva intersezionale e di risignificazione degli spazi pubblici. La nostra associazione, che da sempre interloquisce con tutte le parti politiche che mostrano apertura verso i diritti civili, ha registrato importanti iniziative da parte dell’amministrazione Gualtieri, dalla quale ci aspettiamo ancora molto in termini di concretizzazione di quanto programmato.  Da realtà che per ragioni tecniche non ha partecipato al bando per lo sportello lgbtqia+, inoltre, possiamo apprezzare la scelta degli uffici amministrativi, relativa  a questo bando, di voler diversificare la platea dei soggetti beneficiari. Una città come Roma, infatti, che accoglie milioni di residenti più numerose persone lgbtqia+ provenienti da aree prive di presidi, ha bisogno di valorizzare le diverse realtà e servizi offerti dal terzo settore lgbtqia+ , operando sia per il mantenimento di quanto già viene fatto, sia per l’istituzione di nuove strutture". 

(Articolo aggiornato alle 18:08 del 27 luglio con la dichiarazione dell'associazione GayNet)

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