Residence, la gara per chiuderli fa flop: solo 100 appartamenti su 800

La denuncia viene da Unione Inquilini presente all'apertura delle due buste

Una protesta degli inquilini dei residence (immagine di repertorio)

Stavolta è andata leggermente meglio di due anni fa quando al bando lanciato dall'amministrazione Marino non rispose nessuno. Ma la gara con la quale il Campidoglio di Virginia Raggi sperava di reperire 800 case da destinare ai fuoriusciti dei residence è stata comunque un fallimento. Dal Comune, per ora, non commentano ma l'informazione è stata diramata dall'Unione Inquilini che ha chiesto ed ottenuto di poter essere presente presso il dipartimento Politiche abitative all'apertura delle buste avvenuta ieri mattina. "Sono arrivate solo due candidature" scrive il sindacato in una nota. 

"A disposizione del Comune quindi abbiamo al massimo 100 alloggi su 800 richiesti dal bando". Un po' pochi se si considera che nei Centri di assistenza alloggiativa temporanea vivono ancora circa 1400 famiglie. Il piano dell'amministrazione è quello di svuotarli in tre mosse: allontanare chiunque presenti irregolarità, il buono casa e 800 case, che sarebbero i nuovi Sassat, il Servizio di assistenza e sostegno socio alloggiativo che oltre ad un tetto prevederebbe anche la presa a carico da parte dei servizi sociali municipali. E se il buono casa, a due anni dall'avvio, sempre con l'amministrazione Marino, non è mai decollato veramente, anche il progetto dei Sassat sembra essersi arenato ancora prima di essere partito. 

Per i proprietari di abitazioni sfitte della capitale non è bastata la promessa di compensi a canoni di mercato, aspetto che aveva sollevato non poche polemiche. Solo in due si sono fatti avanti. Di queste, uno è già un residence che verrebbe, di fatto, mantenuto aperto. "Ad essere ammessa l'immobiliare Ten (di proprietà della famiglia Totti) che mette a disposizione l'immobile di via Tovaglieri che presumiamo essere già adibito a residence e che ospita 34 famiglie". La seconda necessità di un esame più attento. "Altra società che ha presentato la candidatura è l'immobiliare Moreno Estate di Ostia per la quale il Dipartimento si riserva un approfondimento per la verifica dell'agibilità". 

Il tempo non è molto. Secondo i piani del Campidoglio tutti gli inquilini, sia quelli che usufruiranno del buono casa sia quelli che saranno ammessi ai Sassat, avrebbero dovuto lasciare i propri appartamenti entro il 2 febbraio. "Cosa accadrà da oggi a questa scadenza?" si chiede Massimo Pasquini, segretario nazionale dell'Unione Inquilini. "Quello dei Sassat si sta rivelando l'ennesimo percorso fallimentare per la chiusura dei residence con il rischio di tornare a prorogare a costi elevatissimi queste strutture. Il vero problema è che si stanno mettendo in atto politiche inadeguate. Perché al tavolo con il Governo sia il ministro Calenda che la Sindaca Raggi non prevedono di affrontare la questione della infrastruttura abitativa sociale a Roma e del suo relativo finanziamento? Ci sarebbe la possibilità di avviare un grande piano per il riuso e il recupero dell'immenso patrimonio immobiliare pubblico e privato inutilizzato. Sarebbe non solo il modo per rispondere alle esigenze di decine di migliaia di famiglie romane ma anche un formidabile volano occupazionale senza consumo di suolo" ha concluso annunciando una lettera al ministro. 

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Nei residence cresce l'agitazione. "Adesso vogliamo capire quali sono le volontà delle assessore Baldassarre (Politiche sociali, ndr) e Castiglione (Abitative) e della sindaca Virginia Raggi. Cosa accadrà agli inquilini dei residence? Come decurteranno le 1400 famiglie che ancora oggi vivono nei Caat? Ci devono dire se nel frattempo il buono casa sta facendo progressi e a quale ritmo prosegue il reperimento di alloggi popolari per lo scorrimento delle graduatorie" dichiara Elisa Ferri, rappresentante del coordiamento dei residence, sceso in piazza più volte insieme ai movimenti per il diritto all'abitare. "Perché l'obiettivo primario restano le case popolari che tutti noi stiamo aspettando ormai da decenni. Al posto di proseguire su questa strada, si continua con un inutile sperpero di fondi e con politiche che protraggono l'emergenza al posto di risolverla". Conclude: "Intanto contiunuano ad arrivare lettere di sgombero. E' impensabile continuare a buttare la gente in mezzo ad una strada". 
 

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