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Multiservizi, anche il Tar boccia la gara a doppio oggetto dei Cinque Stelle

Il bando era già stato annullato in seguito ai rilievi dell'Agcm

Su Multiservizi il Campidoglio incassa una nuova bocciatura. Il Tar del Lazio ha annullato gli atti legati alla gara a doppio oggetto per l'assegnazione di una serie di servizi oggi in capo alla partecipata da Ama. Il bando, annullato dopo la pubblicazione dei rilievi dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, è già carta straccia. Ma la sentenza che ha accolto il ricorso avanzato dalla stessa Multiservizi spa è l'ennesima tegola che cade su una situazione sempre più ingarbugliata. 

La bocciatura del Tar

La seconda sezione del Tar del Lazio si è pronunciata ieri annullando il bando pubblicato in Guee il 24 agosto 2017 e tutti gli altri atti facenti parte della procedura di gara a doppio oggetto, oltre alla delibera dell'Assemblea capitolina 42 del 27 luglio 2017 e la delibera di Giunta comunale 22 del 25 luglio 2017, tutte le determinazioni dirigenziali allegate ai suddetti atti e in particolare le determinazioni del dipartimento Servizi Educativi 1827 del 24 luglio 2017, 1898 del 28 luglio 2017 e 2023 dell'11 agosto 2017, oltre che le determinazioni del dipartimento Tutela Ambiente 611 del 31 luglio 2017 e 585 del 24 luglio 2017 e ogni altro atto presupposto, conseguenziale e connesso. 

Il tribunale ha invece dichiarato improcedibile la domanda annullatoria proposta nei confronti della determinazione dirigenziale 338 del 31 luglio 2017, avente ad oggetto l'indizione di una procedura ristretta, in unico lotto, per la scelta del socio privato di una società mista pubblico-privata e per l'affidamento di servizi per il funzionamento delle strutture educative e scolastiche di pertinenza di Roma Capitale e la manutenzione del verde pubblico non di pregio scolastico e delle piste ciclabili per un periodo di 8 anni, e della determinazione dirigenziale 381 dell'11 agosto 2017, recante "Integrazione della Determinazione Dirigenziale 338 del 31 luglio 2017". 

Il Campidoglio

Per il Comune, la decisione del tribunale "non influisce in alcun modo" sull'iter per la "nuova versione" del bando. "La prima edizione del bando è stata revocata in autotutela dopo i rilievi sollevati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm)" scrive in una nota. "A quest’ultima è stata successivamente fornita indicazione dei nuovi indirizzi destinati a governare la riedizione della gara a doppio oggetto". L'amministrazione guidata dal Movimento cinque stelle capitolino, inizialmente propenso ad una internalizzazione del servizio, difende la strada della gara a doppio oggetto osteggiata invece da lavoratori e sindacati: "La stessa Agcm ha formalmente comunicato a Roma Capitale che la gara a doppio oggetto sia applicabile al contesto e che gli indirizzi forniti siano idonei a superare le criticità rilevate nel suo precedente parere".

L'opposizione

L'opposizione fa scattare l'allarme: "Questa bocciatura oltre a creare seri problemi per il futuro dei lavoratori della società Multiservizi, il cui destino era legato per volontà della maggioranza proprio alla gara a doppio oggetto con una gestione mista pubblico-privata, blocca servizi di derattizzazione, disinfestazione, cura e manutenzione del verde" scrive la consigliera capitolina del Partito Democratico Valeria Baglio. "'Insufficienza e inadeguatezza' queste alcune delle motivazioni contenute nella sentenza del Tar che annulla il contestato bando a doppio oggetto" aggiunge in un'altra nota Ilaria Piccolo. "Le promesse di internalizzazione in Ama di Raggi e De Vito si sono tradotte solo in una prospettiva di mobilità e licenziamenti per migliaia di lavoratori". Attacca anche Svetlana Celli: "Alla città e ai lavoratori ora andrebbero date garanzie e notizie certe sulle scelte che il Campidoglio è costretto a fare. Dopo tante promesse in campagna elettorale, è arrivato il momento della verità". 

I 30 licenziamenti

Intanto la procedura di licenziamento per 30 amministrativi prosegue. L'incontro di ieri in Regione, dove la procedura è approdata in seguito al mancato accordo con Roma Multiservizi, si è concluso con un nulla di fatto e le parti sono state riconvocate per il 5 febbraio. Sul punto il clima è teso. E i licenziamenti pesano sul Campidoglio tanto che nel corso del Consiglio capitolino dell'11 gennaio scorso la maggioranza ha approvato un ordine del giorno per intervenire sul cda della municipalizzata controllata da Ama. L'assessore alle Partecipate Alessandro Gennaro affida ad un comunicato un tentativo di stemperare i toni: "Grazie alla nostra mediazione abbiamo trovato una soluzione per la revoca". 

Questa la proposta: "E' stato offerto ai lavoratori un cambio di mansione, passerebbero da amministrativi ad operativi sul territorio, mantenendo lo stesso stipendio. Inoltre per quanto riguarda il ricollocamento sul territorio è stato assicurato che svolgeranno la loro attività nel Municipio dove hanno finora lavorato". Per l'assessore si tratta di prendere o lasciare: "Spero che le organizzazioni sindacali apprezzino la proposta avanzata che è l’unica in grado di salvaguardare i posti di lavoro e i salari". 

Il Campidoglio, quindi, prova a richiamare a sè una trattativa ormai arrivata sul tavolo della Regione dopo che, nonostante "l'indicazione del Campidoglio" affermò l'assessore in Aula, la procedura di mobilità ha proseguito la sua strada. Con il futuro sempre più incerto, i lavoratori temono che la proposta dell'assessore si traduca in un demansionamento. "Non sappiamo più cosa accadrà" ripetono in molti.  

La consigliera capitolina del Partito Democratico Valeria Baglio commenta così: "Lascia perplessi il metodo dell'assessore Gennaro che invece di aprire un tavolo con i sindacati e i lavoratori della Multiservizi, lancia l'idea direttamente in un comunicato stampa. Più che una soluzione è un prendere o lasciare, ben diverso dalle promesse fatte in campagna elettorale dal M5S, che ieri prometteva l'internalizzazione in Ama e oggi propone agli impiegati di diventare operai". 

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