Rifiuti, il ministro: "Insufficienti i tre impianti. Chiediamo a Raggi di fare il proprio dovere"

Botta e risposta tra Comune, Ministero e Regione. L'assessore all'Ambiente regionale: "L'emergenza di Roma al momento è incentrata sui rifiuti indifferenziati"

Il Ministro Galletti e la Sindaca Raggi durante un summit con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

"Raggi indichi gli impianti o lo farà la Regione". Una lettera del Ministero che sa di commissariamento ha aperto nella giornata di ieri una nuova vibrante polemica sui rifiuti romani. Tirato in ballo per l'ennesima volta per l'assenza di un piano, il Campidoglio non ha tardato a rispondere alle accuse. Ci ha pensato l'assessora Pinuncia Montanari a riaccendere il faro sui tre impianti - quelli per i quali lei, Raggi e Di Maio hanno raccontato tre versioni diverse alla stampa - annunciati dal Campidoglio. 

Secondo Montanari "già dallo scorso luglio, nel tavolo tecnico di coordinamento tra Regione Lazio e Roma Capitale, istituito presso il Ministero dell'Ambiente, il Dipartimento Tutela Ambientale ha presentato i documenti necessari con le indicazioni delle tipologie d'impianto che Roma Capitale intende realizzare. In quella sede sono stati acquisiti agli atti sia la tipologia di impianti, 2 di compostaggio aerobico e 1 di selezione multimateriale, che le aree dove prevediamo di realizzarli, Casal Selce e Cesano-Osteria Nuova". Gli impianti sono coerenti con il piano del Movimento Cinque Stelle. Si tratta di impianti che vanno a braccetto con l'aumento della differenziata entro il 2021. Il problema è però attuale, del 2018, quando le percentuali della differenziata sono basse e l'indifferenziato ancora a livelli tali da necessitare di impianti dove prevederne lo smaltimento. 

Così a stretto giro a rispondere alla Montanari ci pensa l'assessore regionale Mauro Buschini il quale ribadisce come "in Regione non è giunta nessuna richiesta di autorizzazione". Buschini spiega anche che "l'assessore fa riferimento ad una riunione dove ha solamente annunciato la volontà di lavorare sui tre progetti che, per quanto ci è dato sapere, non sono stati ancora ultimati". Non manca la stilettata ironica: "Probabilmente la Montanari pensa che ripetendo di continuo questa storia gli impianti si costruiscano da soli. Nessuno, in questo periodo di emergenza per la Capitale, ha fatto cenno alla campagna elettorale: finiamola con le illazioni, Roma porti in Regione quanto prima le richieste per le autorizzazioni". Quindi l'attualizzazione sugli impianti di cui necessita Roma: "Gli impianti di compostaggio e selezione multimateriale sono molto importanti, ma ricordiamo che l'emergenza di Roma al momento è incentrata sui rifiuti indifferenziati".

A ribadire la necessità degli impianti ci ha pensato poi nel tardo pomeriggio il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti: "Il ministero dell'Ambiente da tempo chiede un piano serio per dotare la città degli impianti necessari a risolvere la gestione del ciclo dei rifiuti di una città di 4 milioni di abitanti che è la capitale del paese e la città d'arte più importante del mondo". Va detto che il responsabile dell'Ambiente da tempo, parlando del piano Raggi-Montanari, l'ha giudicato "ambizioso ma poco credibile". Provocatoriamente e a sottolineare le "pezze" con cui vengono smaltiti i rifiuti a Roma, Galletti aveva proposto di inserire in bolletta anche il costo per portare la spazzatura all'estero

Ieri quindi non ha fatto altro che ribadire il punto: "I tre impianti di cui oggi il Comune parla sono assolutamente insufficienti ad affrontare credibilmente il problema e peraltro l'iter della loro realizzazione appare ancora in fase embrionale e la localizzazione ancora in corso di concertazione con i Municipi interessati. Ciò che il ministero dell'Ambiente da mesi in ogni sede istituzionale chiede al sindaco, a tutela del decoro e dell'immagine della capitale, è di far fronte ai doveri che in questo campo stanno in capo al primo cittadino. Solo questo. E questo finora è mancato". 

Punta nel vivo, nell'eterna polemica sull'inadempienza - inefficienza, la sindaca Raggi ha affidato ad una nota la sua risposta. Una nota con cui contraddice anche dichiarazioni precedenti e nella quale ripete quanto espresso dalla Montanari: "Roma ha fatto il proprio dovere e, infatti, ha presentato il Piano per la Gestione dei Materiali post Consumo nel 2017, la scorsa primavera. Sottolineo al ministro Galletti che la ‘grave situazione dei rifiuti’ nel Lazio è una realtà nota da tempo e sulla quale il ministero non è intervenuto negli ultimi quattro anni. Il Piano Rifiuti della Regione Lazio, infatti, è fermo al 2012 e questo non può essere imputato alla amministrazione capitolina".

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"Il Piano di Roma Capitale, inoltre, è già in fase di attuazione con l’avvio del ‘porta a porta’ per circa 500mila abitanti – continua Raggi – e con la partenza dell’iter di realizzazione di tre impianti: uno per la separazione del multi-materiale e due per il compostaggio in tre siti già individuati e indicati al Ministero lo scorso luglio, nel tavolo tecnico di coordinamento tra Regione Lazio e Roma Capitale, istituito presso il Ministero dell'Ambiente". 
 
"Il ministro Galletti contraddice quanto affermato dal suo stesso Ministero: dapprima il Ministero dell’Ambiente accusa Roma di non aver indicato i siti per la realizzazione di impianti; poi nel pomeriggio il Ministro ammette l’esistenza degli impianti ma li giudica insufficienti. Delle due l’una: o gli impianti non sono stati indicati o, se sono giudicati insufficienti, sono stati evidentemente indicati e comunicati al Ministero. Inoltre, Galletti definisce la realizzazione dei nostri impianti ‘in fase embrionale’: non potrebbe essere altrimenti, in quanto non esistono impianti prefabbricati e quindi è necessaria una normale fase di progettazione. La leale collaborazione tra Istituzioni dovrebbe puntare al benessere dei cittadini. Viene il sospetto che l’attacco sia di natura politica”, conclude la sindaca.

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