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Funerali Casamonica, mai più: "Una cabina di regia per controllare le informazioni"

Lo ha annunciato al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica il prefetto Gabrielli: "Le informazioni c'erano ma non hanno raggiunto i vertici che avrebbero potuto prendere iniziative"

Un "gruppo di raccordo permanente" con "il capo gabinetto della Prefettura e della Questura e rappresentanti di analogo livello dei carabinieri, corpo forestale, guardia di finanza e polizie locali". Una sorta di 'cabina di regia' tra gli enti preposti alla sicurezza cittadina per fare in modo che episodi come il funerale-show di Vittorio Casamonica di venerdì scorso non si ripetano più. È la contromisura presentata questo pomeriggio dal prefetto di Roma Franco Gabrielli, al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Perché, ha spiegato Gabrielli, “le informazioni c'erano ma non hanno raggiunto i vertici che avrebbero potuto prendere iniziative”. 

EPISODIO GRAVE - “Quanto successo è stato molto grave per l'immagine della città” ha commentato Gabrielli. “Le informazioni c'erano, seppur indirette, e non sono state valorizzate. Polizia e carabinieri avevano contezza che da lì a poco ci sarebbe stato un funerale di un personaggio, se non di spicco criminale, di sicuro capostipite dei Casamonica. Ma le informazioni non hanno raggiunto i vertici che avrebbero potuto prendere delle iniziative” ha commentato nel corso della conferenza stampa. Per Gabrielli la percezione scaturita dalle immagini del funerale con tanto di elicottero in volo per spargere petali dall'alto è quella di “una città non controllata, l'immagine di una città dove alcuni soggetti hanno potuto fare quello che ritenevano di fare nell'ambito di manifestazione per la pietà dei defunti”. 

ELICOTTERO IN VOLO – Particolare attenzione è stata dedicata all'elicottero in volo impegnato a spargere petali dall'alto. Un'attività particolarmente delicata in un momento in cui l'attenzione verso possibili attacchi terroristici è molto alta. “Il tema dei sorvoli si risolve solo con un'attività di intelligence. Solo così si evita che quegli oggetti si possano staccare dal suolo. Se ci fosse stato un terrorista a bordo sarebbe stato un problema e le possibilità di interrompere un'azione di quel tipo, in corso, sarebbero state uguali a zero”. Serve infatti “un'azione preventiva”. Continua: “Se si alza in volo un mezzo che fa solo una piccola deviazione sul suo piano di volo non lo si può abbattere con la contraerea”. 

LA CABINA DI REGIA – Nel corso della conferenza Gabrielli ha presentato un pacchetto di misure: innanzitutto "verrà creato un gruppo di raccordo permanente con il capo gabinetto della Prefettura e della Questura e rappresentanti di analogo livello dei carabinieri, corpo forestale, guardia di finanza, polizie locali". Una task force che "ha la funzione in primis di definire un ranking di categorie di informazioni, per poi indirizzare alle parti terminali del sistema, competenti a prendere iniziative, le notizie che servono; un ranking da aggiornare di volta in volta, secondo situazioni e priorità determinate anche in base alla percezione dell'opinione pubblica", ha aggiunto Gabrielli, sottolineando che "il tema della percezione della sicurezza è fondamentale".

CONTROLLO DEL TERRITORIO – Non solo analisi e scambio di informazioni. Il Prefetto di Roma ha anche annunciato che arriverà “una direttiva con un nuovo piano di controllo del territorio". Un controllo che "deve avvenire, per aree e non per obiettivi". 

AZIONE RESTRITTIVA – Pur ammettendo lacune nella vicenda del funerale del 20 agosto, Gabrielli ha ricordato l'operato delle forze dell'ordine degli ultimi anni verso la criminalità organizzata: “Il sistema di sicurezza della città non ha conosciuto la famiglia Casamonica e la sua galassia solo giovedì 20 luglio. Negli ultimi 5 anni abbiamo arrestato 117 persone, assunto misure per 143 soggetti e sequestrati beni per milioni di euro”. L'azione “restrittiva” verso il clan, ha annunciato il Prefetto, continuerà: “Credo sia doveroso ma non in ottica ritorsiva come la legge del taglione: 'tu hai fatto uno sgarbo a noi e noi e ti facciamo vedere che siamo più forti'. Lo faremo, un ulteriore sforzo repressivo, perché crediamo di poter dimostrare che non abbiamo paura di nessun ambiente criminale e che vogliamo far rispettare sempre la legge".

LE RESPONSABILITA' – Una situazione “grave” quindi per il Prefetto che però non ha puntato il dito contro qualcuno in particolare, a partire dal Questore. “Non posso muovere critiche al vertice delle strutture di polizia ma ho chiesto anche accertamenti per verificare all'interno delle strutture anche la possibilità di azioni disciplinari e perché quel flusso di informazioni si è interrotto” ha spiegato. “Non ho mai detto che sarebbero rotolate teste, ho sempre detto che la cosa era grave e che erano necessarie delle risposte. Le teste in caso le fa rotolare il ministro, a partire dalla mia, quindi non ero nella condizione di dire che sarebbero rotolate teste”. 

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