Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Frongia (Intesa Popolare): "Non giochiamo con la sanità regionale"

“Troppe già le amarezze e le illusioni per i cittadini che non certo meritano questo”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

No, non sarà e non vuole essere un atto di accusa, ma semplicemente riportare la realtà della situazione dell'ospedale M.Marini di Magliano Sabina in questa campagna elettorale senza programmi né proposte ma solo slogan. E quanto afferma il leader di Intesa Popolare in Sabina Luca Frongia candidato alla Camera dei Deputati nel collegio 2 Rieti e provincia compresa. Non sono solo le amarezze e le illusioni dei maglianesi, è la sconfitta di una società civile presa in giro da una politica che a tutti i livelli ha le sue responsabilità. La sconfitta di un intero popolo, quello di Magliano Sabina, insieme a quello del resto delle province del Lazio, insieme a quello di tutta una intera società alimenta in me una rabbia indegna perfino di essere cittadino della provincia di Rieti denuncia Frongia. L'èra di un nuovo modo di far ritornare l'Ospedale M.Marini all'onor delle cronache solo perche siamo in campagna elettorale mi induce a rafforzare che la politica continua a giocare sulla pelle dei cittadini in questo caso di quelli di Magliano Sabina ma ancora peggio a promettere cose inesistenti. L'interesse particolare sugli interessi generali con slogan con assenza totale di proposte e programmi specifici. Chiudere un ospedale, una scuola, una linea ferroviaria "ramo secco"; è una grave sconfitta, un segno di lutto per un intero popolo, di una intera società, perché immaginate per un momento: non si udiranno più le sirene di ambulanze, la frenesia degli addetti al pronto soccorso quali medici, tecnici, infermieri; famigliari di pazienti in attesa, il possibile ricovero, la fila ai distributori di bevande. Così come in una scuola, non si udiranno più il vociare allegro e i pianti dei ragazzi, gli arrivi degli insegnanti, l'ingresso in classe, l'urlo del professore all'asino di turno. Ma tutto ciò ormai è realtà, ma speculare su questa situazione e segno come sempre di un sistema politico partitico alla ricerca di consensi e di poltrone nuove per chi abbandona quelle vecchie. Una provincia territorialmente grande e demograficamente piccola. Mal collegata. Fatta di centri minuscoli, con un capoluogo da sempre visto come estraneo da gran parte dei comuni della provincia. In perenne crisi. Con parti estremamente disomogenee. Da sempre in sofferenza per la vicinanza con la capitale, polo attrattivo molto forte e di grande impatto. I nostri politici non le sapevano queste cose? Era difficile prevedere che una realtà cosi fragile poteva essere sottoposta a qualunque spiffero di vento arrivasse? Con Roma così vicina, con il discorso di Roma capitale che è diventata realtà ci ha subito travolti senza che si tenga conto delle nostre specificità - era complicato pensare che la nostra classe politica qualche iniziativa in merito aveva il dovere di prenderla? Perché dobbiamo subire le soluzioni, soluzioni che possono rivelarsi traumatiche e inaccettabili come sta in effetti accadendo?Una classe politica accorta e previdente invece di gingillarsi su non sò cosa dovrebbe cercare di creare iniziative che dessero risposte a queste esigenze.

Abbiamo quel che è rimasto di un'amministrazione provinciale che non ha mai avuto una sua idea di provincia onnicomprensiva, un'Amministrazione interessata solo ed unicamente a perpetuare le sue sfere di influenza e perennemente in lotta per accontentare equanimemente i territori con i suoi ras (o presunti tali) che si ritagliano le proprie nicchie di piccolo potere utili per conservare i consensi e 73, diconsi 73, sindaci che provano a fare politica ma che nella realtà l'unica iniziativa che prendono è quella di fare la fila in Regione (principalmente) o in Provincia (molto meno) per avere quattro miseri finanziamenti che gli permettono di tirare avanti. Ma di un'idea complessiva di sviluppo dei territori, di iniziative che vanno oltre le misere beghe di campanile, di attività che non siano le solite sagre di paese, i nostri 73, diconsi 73 sindaci (con un totale di circa 800 tra consiglieri e assessori) , si sono sempre ben guardati di parlare. Adesso che si è spopolata la provincia intesa come Istituzione con i suoi ex e attuali assessori o consiglieri candidati chi al nord chi al sud chi al centro, senza nemmeno avere la coerenza di dimettersi per non avere piu gli emolumenti compresi i rimborsi km per le proprie auto private, quali iniziative serie per lo sviluppo sono rimaste o quali sono state fatte in questi anni anche nel far pesare quel impegno politico di rappresentanti da destra a sinistra del territorio che sedevano in regione mentre si chiudeva proprio il Marini? Conclude la nota del candidato di Intesa Popolare Luca Frongia

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