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Dopo lo sgombero del campo rom l’esodo dei disperati tra baracche e roghi tossici

Sgomberato il campo Foro Italico insediamenti abusivi sorti dalle sponde dell'Aniene a Villa Ada, il quartiere Trieste Salario vessato da fumi acri: "Tosse, bruciore alla gola e persino nausea"

“Svegliata da una puzza tremenda di gomma bruciata, diossina che vola nei polmoni”. Si susseguono quotidianamente, anche in piena estate, segnalazioni e lamentele dei residenti del quartiere Trieste Salario da tempo ostaggio dei “roghi tossici”. 

Lo sgombero del campo rom Foro Italico

Dopo lo sgombero del campo rom “tollerato” di via del Foro Italico, avvenuto lo scorso 11 agosto, tra Prato della Signora, via Salaria e piazza Vescovio poco o nulla è cambiato. “Dormire con le finestre aperte è diventato impossibile” - lamentano gli abitanti della zona. “Si viene svegliati dalla puzza di fumo, ci si alza per chiudere tutte le finestre, ma ormai la casa è già totalmente affumicata. Persino materasso e cuscino puzzano di fumo. Tosse, bruciore alla gola, persino nausea e tanta rabbia” - scrive Corrado. 

L'esodo degli sfollati tra baracche e roghi tossici

Dito puntato contro gli insediamenti abusivi: quelli lungo le sponde dell’Aniene sono sempre esistiti ma è li, nei villaggi della disperazione nascosti tra il verde folto sugli argini del fiume, che tanti di coloro che hanno lasciato la baraccopoli della tangenziale prima dello sgombero hanno trovato rifugio. Un tetto tra fango e sterpaglie. 

Tende e casupole che sorgono sotto al Ponte delle Valli, lungo la pista ciclabile, nel cuore di Conca d'Oro. Una lunga serie di insediamenti abusivi che arriva sino alla stazione Nomentana: il muro “anti rom e incivili” eretto due anni fa non ferma la costruzione delle baracche. 

Insediamenti abusivi a Villa Ada

Rifugi di fortuna sorti anche a Villa Ada. “La siccità che sta colpendo Roma mette in pericolo il patrimonio arboreo della Capitale, in particolare per il fortissimo rischio di incendi, nella quasi totale indifferenza delle istituzioni. Per Villa Ada e Monte Antenne -scrive l’osservatorio Sherwood - un elemento che aggrava ulteriormente le possibilità di innesco dei roghi è costituito dal ritorno degli accampamenti abusivi nelle grotte e nei boschi del parco dopo lo sgombero, senza adeguate soluzioni di accoglienza alternative, del campo sull'Olimpica”. 

Quella baraccopoli “tollerata” per trent’anni e sgomberata in pieno agosto. E’ da li che è partito l’esodo dei disperati che oggi abitano gli anfratti di parchi, ponti e stazioni. 
 

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