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A Roma la forestazione coi semini, il Campidoglio spiega il perché: “Ci sono poche piante adeguate”

I primi alberi del PNRR sono oggi 136mila piantine coltivate fuori regione

Bisogna puntare sui semi se si vuole raggiungere l’obiettivo di dotare la città degli alberi promessi. E’ questa, in estrema sintesi, la conclusione cui è arrivato il Campidoglio. Ed è questa la strada che l’amministrazione cittadina sta perseguendo.

I primi alberi del Pnrr

“Nell’arco della stagione di messa a dimora autunno – inverno 2023/2024 – è prevista la piantumazione delle 136.000 piante forestali programmate per la prima annualità in ambito PNRR” ha annunciato l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi. Il Ministero dell’Ambiente ha stipulato un accordo con i Carabinieri Forestali per la fornitura dei semi dalla loro banca vegetale di Pieve Santo Stefano.  La Città Metropolitana di Roma Capitale ha scelto di aderire alla possibilità, offerta dal Ministero, di utilizzare i semi per coltura delle piante”.

I semi nel vivaio

I semi sono stati portati  presso il vivaio UMBRAFLOR sito in Umbria. Ed è lì che “le nostre 136mila piantine stanno crescendo lì e verranno messe a dimora come abbiamo detto nel prossimo inverno appena raggiunti i 12-14 mesi di età”. I progetti di rafforzamento del patrimonio arboreo di Roma e provincia, quindi, passano per la scelta di puntare sui semi. Una soluzione che, recentemente, aveva suscitato la perplessità della Corte dei conti.

La perplessità della Corte dei conti

“Questa scelta si è resa necessaria a causa della scarsa disponibilità sul mercato di piante adeguate, per specie ed età, ai progetti di forestazione urbana” ha riconosciuto l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi, dicendo inoltre che sia “prevista dal PNRR”, cosa su cui, invero, i magistrati contabili avevano espresso la propria perplessità. Ma quanti sono gli alberi che Gualtieri voleva mettere a  dimora? Tra Roma e provincia il sindaco aveva annunciato l’obiettivo di puntare su un milione di alberi. Per farlo, oltre a sottoscrivere un accordo con il Crea, aveva deciso di inserire i fondi europei destinati alla “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” anche quelli destinati alla forestazione di Roma e della provincia. Per raggiungere l’obiettivo, l’amministrazione aveva dichiarato la volontà di chiedere 35 milioni da usare per il triennio 2022-2024.

La penuria di alberi

Ma ci sono un milione di alberi pronti ad essere piantati entro il prossimo anno? La risposta negativa era scontata ed il Campidoglio, ora, lo sta riconoscendo. In quel numero infatti rientrano 250mila piante forestali che il Crea sta coltivando e che hanno una dimensione di 20-25 centimetri. E poi ci sono i semi piantati nei vasi dell’Umbraflor, da cui si auspica di ottenere 136 mila alberi. Com’è emerso nel corso di un convegno organizzato all’orto botanico al professor Francesco Ferrini, nella regione Lazio c’è solo un vivaio pubblico ed è in grado di produrre poche decine di migliaia di alberi

D’altra parte “dall’inizio del mandato del Sindaco Roberto Gualtieri ad oggi- ha dichiarato Alfonsi - sono stati messi a dimora a Roma circa 12.900 nuovi alberi”. Sembrano pochi in proporzione a quanti se ne vogliono mettere col Pnrr ma in realtà sono un numero enorme rispetto a quelli messi a dimora, ad esempio, nelle annualità precedenti.  Gli alberi a disposizione, “pronti all’uso”, sono  in definitiva pochi. Ed i tanti progetti in cantiere, come le “3.500 piante che a partire da aprile verranno messe a terra all’interno del Parco Urbano di Aguzzano” di cui fa sapere sempre Alfonsi, puntano in realtà esemplari di poche decine di centimetri. Il ricorso ai semi nei vasi, quindi, appare inevitabile. Basta dirlo.
 

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