Contributi disabili gravi, i sindacati: "Centinaia di famiglie escluse, Comune e Regione si muovano"

Dopo le denunce delle famiglie, ora l'allarme arriva anche da Cgil, Cisl e Uil: "Utenti si stanno rivolgendo alle nostre sedi in tutto il territorio chiedendo aiuto"

Immagine d'archivio (fonte Pixabay)

"Come può una famiglia che deve accudire un malato di Sla, o di altre malattie degenerative, non rientrare nella graduatoria per accedere ai contributi per l'assistenza delle persone con disabilità gravissima?". Sul tema degli assegni ai disabili gravi, quelli del Fondo per la non autosufficienza di provenienza governtiva, veicolati dalla Regione ma gestiti e ripartiti dal Campidoglio, anche i sindacati lanciano l'allarme. "Sono centinaia le famiglie escluse quest'anno dalle graduatorie per effetto di un punteggio del Comune di Roma che restringendo i criteri di assegnazione ha, di fatto, lasciato sole centinaia di nuclei familiari disperati - denunciano Cgil Roma Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio in una nota - si stanno rivolgendo alle nostre sedi in tutto il territorio chiedendo aiuto perché scoprono, improvvisamente, che per effetto delle nuove richieste e un aumento del numero degli utenti, il contributo non verrà erogato". 

Famiglie rimaste escluse: cosa è successo

Già, sono circa 500 le famiglie escluse dall'assegnazione del Fondo, un contributo mensile alle famiglie di 700 euro per l'assistenza domiciliare diretta o indiretta. Cos'è accaduto? In sintesi: nel 2019, quando il fondo disponibile era di 11 milioni di euro più altri 8 residui degli anni precedenti, Palazzo Senatorio ha potuto accogliere tutte le domande, circa 2300. Per il 2020 però il finanziamento è tornato - come da programma - alla cifra prestabilita, circa 14 milioni di euro. E il Comune, con le richieste aumentate a 2900, è stato costretto a rivedere le graduatorie inserendo un tetto minimo di 50 punti e lasciando fuori centinaia di disabili. 

Il braccio di ferro Comune-Regione

Ora palazzo Senatorio attacca la Pisana - "non collaborano, servono più fondi" - e chiede alla giunta Zingaretti di permettere una rimodulazione delle cifre disponibili secondo criteri progressivi a seconda della gravità dei casi, per poter ampliare la platea. La Regione fa sapere che sta lavorando a nuove linee guida in questo senso, ma contrattacca: "Basta giocare sulla pelle dei più fragili. Sulla disabilità gravissima, la verità non è quella che Roma Capitale sta cercando di far passare: la Regione Lazio ha fatto e sta facendo di tutto perché l’assistenza sia garantita, nonostante gli errori del Campidoglio sulla programmazione della spesa". Uno scaricabarile che vede nel mezzo le famiglie rimaste senza aiuti. 

L'appello dei sindacati

"Sappiamo che le soluzioni vanno trovate insieme tra Comune e Regione - proseguono i sindacati - non solo per ottenere un aumento/rimodulazione dei fondi ma anche per definire una nuova cornice legislativa con l'unico obiettivo di garantire equità per quei contributi economici che sono un sostegno vitale per la continuità assistenziale alle persone che soffrono di patologie gravissime nel proprio ambiente familiare".

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I sindacati incontreranno l'assessore al Sociale della Regione, Alessandra Troncarelli il prossimo 18 febbraio. Mentre da parte del Comune, è l'accusa, "c'è un silenzio tombale". "Ritenendo che il tema sia di stretta urgenza, attualità e importanza, la questione sarà sicuramente affrontata in occasione del prossimo Attivo unitario che abbiamo convocato il 21 febbraio e incentrato proprio sulle Politiche sociali a Roma e nell'area metropolitana - concludono - nel frattempo, rinnoviamo la nostra contrarietà verso la scelta attuata, chiediamo al Comune di Roma la massima attenzione al tema della disabilità gravissima e un incontro urgente per individuare la migliore soluzione per famiglie che già subiscono il dolore e la fatica quotidiana della cura e assistenza ad un disabile gravissimo e, invece, si sono trovate improvvisamente senza il sostegno economico percepito fino allo scorso dicembre". 

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