rotate-mobile
Politica Testaccio / Piazza di S Maria Liberatrice

Florian, il senza dimora morto che voleva tornare a casa. "Non siamo riusciti a salvarlo"

E' stato trovato senza vita sulla panchina dalla quale non si è mai voluto spostare, nonostante le ripetute offerte da parte del Comune. Il giorno prima del decesso si era aperto uno spiraglio: il 54enne lettone aveva espresso il desiderio di tornare nella sua città

Florian era arrivato prima di Natale a Testaccio, in piazza Santa Maria Liberatrice. Cinquantaquattro anni, originario di Riga in Lettonia, non aveva una casa. Per due mesi è rimasto su una panchina, accudito come possibile dalla sala operativa sociale del Comune, dalle associazioni di volontari che si occupano di senza dimora e anche dalle suore missionarie della Carità di San Gregorio al Celio, le uniche che per appena una settimana sono riuscite a ospitarlo dandogli un letto e pasti caldi. Sabato 18 febbraio, alle 9.30 di mattina, è stato trovato senza vita seduto su quella panchina che era diventata casa sua. 

Florian, senza dimora lettone che "viveva" su una panchina

Ma una casa, forse, Florian l'aveva. A quasi 2.500 km di distanza, sul Mar Baltico. In uno degli ultimi colloqui avuti con i dipendenti del dipartimento politiche sociali, come racconta l'assessora Barbara Funari, l'uomo aveva aperto alla possibilità di tornare da dove era venuto (chissà perché, chissà esattamente quando) e così il Comune si era attivato con il consolato per un appuntamento. Ma la morte è arrivata prima, in una notte di metà febbraio, sorprendendolo sulla panchina che era diventata casa sua.

Funari: "Mi chiedo cosa potevamo fare di più"

"Quando muore una persona che vive per la strada a Roma mi chiedo sempre cosa potevo fare di più - commenta Funari -, cosa potevano fare i servizi sociali per evitarlo". Diverse volte era stata offerta la possibilità al lettone di dormire in un centro d'accoglienza, come per esempio la tensostruttura da 70 posti aperta tre settimane fa a largo Dino Frisullo. "La precarietà della sua salute - prosegue l'assessora - non ci ha lasciato molto tempo per ricostruire una relazione di fiducia con quell'uomo socievole che, nonostante parlasse poco italiano, amava conversare a lungo, e con una difficilissima storia alle spalle".

Pochi giorni ospite delle suore missionarie, poi il ritorno in strada

Nonostante l'ospitalità dalle suore missionarie, Florian ha deciso di andarsene e tornare in piazza a Testaccio "rifiutando anche ieri (venerdì 17, ndr) un'ultima proposta di soccorso del 118 che era intervenuto" fa sapere ancora Funari. Anche l'eventualità di un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) non si è concretizzata mancando alcune delle condizioni necessarie per costringere una persona al ricovero contro la sua volontà. "Ci aveva detto di voler prendere in considerazione l'ipotesi di tornare a casa nel suo paese e avevamo contattato il suo consolato per un appuntamento a breve".

L'iter sarebbe stato comunque lungo, ma avrebbe aperto a una possibilità: magari Florian in Lettonia avrebbe potuto riabbracciare la famiglia, degli amici. "Resta la ferita di non averlo potuto salvare - si rammarica Funari - nonostante tutto ciò che abbiamo potuto attivare. Si deve arrivare prima, io non so come e quando sia approdato a Roma, ma dobbiamo fare in modo che per tanti stranieri che come lui  arrivano nella nostra città, non sia il marciapiede di una strada il primo luogo dove stare, perché poi si scivola in un percorso difficilissimo da cui riuscire. Servono più luoghi aperti, di primissima accoglienza, anche solo di breve transito,  in cui poter stare ed essere accolti anche se si è in attesa di regolarizzare i propri documenti, e per questo non possono bastare i servizi sociali dei Comuni ma serve il supporto di tutte le altre istituzioni competenti". 

L'appello apparso su una panchina prima della morte di Florian

Nei giorni precedenti al decesso, su una panchina di Testaccio era comparso un cartello scritto con il pennarello nero, un appello anonimo: "Cittadini, avete visto Florian - inizia il messaggio - varie persone lo hanno aiutato e sostenuto in questi due mesi, ma ad oggi tutto è fermo. Impantanato nelle decisioni di chi non vuole fare. Parliamo di una struttura sanitaria dove possa essere curato, perché lasciarlo morire qui non è dignitoso. Chi deve decidere, decida, prima che Florian muoia".

Termini, l'hub vaccinale diventa un ricovero per senza dimora

I funerali a Santa Maria Liberatrice

Il parroco di Santa Maria Liberatrice, don Maurizio Spreafico, ha fatto sapere che "con Sant'Egidio ci stiamo organizzando per celebrare il funerale nella nostra chiesa. Affidiamo Florian alla misericordia di Dio, perché lo accolga nella sua dimora di luce e di pace". Prima di questa informazione, il parroco aveva dato notizia del decesso, spiegando che "in tanti ci siamo prodigati per tentare di fare qualcosa per aiutarlo, ma non siamo riusciti a salvarlo". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Florian, il senza dimora morto che voleva tornare a casa. "Non siamo riusciti a salvarlo"

RomaToday è in caricamento