Salva #romacasafamiliae, le associazioni in protesta lanciano chiavi nella Fontana di Trevi

Il Lazio prevede la retta più bassa per minori e persone con disabilità. Consegnato un appello rivolto al Sindaco e alla Giunta perchè, nel bilancio, non penalizzino le risorse da destinare a queste strutture

Un flash-mob con quasi 2mila palloncini e il lancio simbolico delle chiavi nelle Fontana di Trevi. E' il modo con cui, nel pomeriggio di oggi 15 aprile, oltre 900 associazioni e cooperative hanno chiesto al Sindaco e alla sua Giunta di non dimenticarsi delle Case Famiglia di Roma.

I NUMERI DELLE RISORSE - Queste accolgono oltre 1.500 minori e circa 380 persone con disabilità. Eppure il Lazio è la Regione con la retta giornaliera più bassa. Roma prevede 69,75 euro al giorno per ogni minore. A parità di costi invece, le altre città offrono in media 108,80 euro. La situazione non cambia se si guarda alle risorse messe a disposizione per le persone adulte con grave disabilità. Per queste la Capitale prevede 114,15 euro al giorno, mentre la retta dovrebbe essere pari a 286,84 euro. Alle disabilità meno importati spettano invece 105,11 euro anzichè 222 euro.

IL FLASH-MOB - Il flash-mob di oggi dunque ha cercato di riaccendere i riflettori su questa situazione. A organizzarlo la Casa al plurale, insieme a Cncm Lazio (Coordinamento nazionale comunità per minori), Cnca Lazio (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), Federsolidarietà, Lega coop Lazio, Agci solidarietà, Forum terzo settore Lazio, movimento Social pride, movimento Diamoci una mano e Coordinamento romano affido.

L'APPELLO - Sono stati loro a consegnare alla presidente della Commissione politiche sociali del comune di Roma Erica Battaglia, l'appello congiunto 'Salva Roma Casa familiae'. La richiesta principale, in vista dell'approvazione del bilancio, è di prestare una particolare attenzione al futuro di queste strutture che spesso devono fare i conti con inadeguate risorse economiche. Importante dunque che il budget a esse destinato non solo venga tagliato, ma anzi venga incrementato per rispondere alla crescita dell'emergenza sociale. Come si legge nell'appello, le rette previste dal Comune non sono sufficienti a garantire un'accoglienza familiare e allo stesso tempo professionale agli individui più deboli.

"Una Capitale è degna di questo nome se si prende cura dei suoi concittadini più deboli", ha ricordato il presidente di Casa al Plurale Luigi Vittorio Berliri, "Ma, a parole, sono tutti capaci. Noi vogliamo i fatti. Per questo, chiediamo di mettere in bilancio i fondi necessari a far funzionare le case famiglia della città. Sediamoci a un tavolo, assieme all'amministrazione, per entrare nel merito". E proprio con la richiesta dell'apertura di un tavolo tecnico per trovare una soluzione, si conclude la lettera rivolta a consiglieri, assessori e Sindaco.

LE RISPOSTE - Una risposta a questo appello arriva proprio dal Primo Cittadino che rassicura le Case Famiglia. Roma Capitale non punta a tagliare le risorse a loro destinate e, dove possibile, mira invece a incrementarle. "Le case famiglie romane rappresentano una delle realtà sociali più importanti della nostra città. In queste strutture sono accolti minori in difficoltà e persone con disabilità, cittadini tra i più fragili di Roma", si legge in una nota di Marino, "il prezioso lavoro e l’impegno portato avanti tra sacrifici e difficoltà da chi, giornalmente, si occupa di queste persone non può e non deve essere disperso. La cura e l’attenzione riservata agli ospiti rappresenta per tutti noi un esempio e un obiettivo da emulare. Raccolgo quindi, con estrema attenzione, l’appello lanciatomi oggi dalle tante associazioni e faccio mie le loro preoccupazioni sul futuro. Roma Capitale, nonostante la difficile situazione economica che sta attraversando, non ha alcuna intenzione di ridimensionare il budget destinato al sociale, ma anzi, dove possibile, questo sarà incrementato garantendo in questo modo i servizi essenziali a tutti i nostri concittadini più deboli”.

Sulle rassicurazioni punta anche Rita Cutini, assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale. "Le preoccupazioni del mondo delle associazioni e di tutti coloro che operano nel settore del sociale sono anche le nostre. Il tema delle residenzialità in questo quadro richiede la massima attenzione",  dichiara in una nota l’assessore che aggiunge, "oggi accogliamo l’appello dal mondo del sociale che bene fa a porre l’accento sul problema. Mi sento di rassicurare tutti coloro che si aspettano da questa Giunta il massimo impegno sui temi del sociale. Stiamo lavorando affinché nel Bilancio 2014 i più fragili sentano i loro bisogni ben rappresentati da questa amministrazione. Il grande lavoro di tutti gli assessori per il reperimento delle risorse per il sociale in un momento di grande difficoltà economica per la città, ne è la dimostrazione. Già nel Bilancio 2013 questa amministrazione ha fatto delle politiche sociali il centro delle sue scelte. Lo stesso metodo lo stiamo seguendo per il 2014. Il sociale è un tema di Giunta".

Infine sulle necessità di accogliere le richieste delle associazioni si sofferma anche Francesco D'Ausilio capogruppo del Pd in Assemblea capitolina. "E' necessario ascoltare le richieste che la Caritas e le organizzazioni private che operano nel sociale hanno rivolto questa mattina all'amministrazione manifestando a Fontana di Trevi. Bisogna garantire gli assistiti e gli operatori che ogni giorno lavorano per dare servizi fondamentali alla fetta più esposta della nostra società", commenta il capogruppo che aggiunge, "è per questo che ci impegneremo a inserire nel bilancio le risorse che servono alla continuazione del loro prezioso lavoro".

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