Marino firma il Manifesto dei sindaci anti slot: "No a una Las Vegas de 'noantri"

Anche il sindaco di Roma, insieme ad altri seicento Comuni d'Italia, chiede al governo una legge nazionale per la regolamentazione del gioco d'azzardo. Nanni: "A breve delibera in aula"

Roma in prima linea contro il gioco d'azzardo, con la firma del suo primo cittadino che si accoda a quelle di altri seicento sindaci d'Italia. Contro le slot machines che creano dipendenza, attirano degrado e occultano attività criminali, Ignazio Marino ha sottoscritto oggi il "Manifesto dei sindaci contro il gioco d'azzardo". 

"SERVE NORMATIVA NAZIONALE" - L'appello è al governo per una nuova legge nazionale, "fondata sulla riduzione dell'offerta e il contenimento dell'accesso - si legge sul testo - con un'adeguata informazione e un'attività di prevenzione e cura" ma anche "per leggi regionali in cui siano esplicitati i compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici, per la prevenzione dai rischi del gioco d'azzardo, per il sostegno alle azioni degli Enti locali". 


Slot 2-3

LA SPESA SOCIALE - Perché se è indubbio che lo Stato è il primo a guadagnare dai proventi delle macchinette mangia soldi - parliamo del 4% del pil nazionale e della terza industria italiana - le stesse casse pubbliche perdono capitale sociale per la cura dei malati, dei ludopatici. "A livello nazionale il Paese spende 6 miliardi di euro l'anno per l'assistenza della patologia" spiega il consigliere Dario Nanni, primo sostenitore della battaglia antislot. E la Capitale a proposito vanta pessimi record. "Nel 2013 a Roma le sale per il gioco sono triplicate, ce ne sono più di 50mila" prosegue Nanni, presente in conferenza stampa accanto al sindaco Marino.

LA DELIBERA - "Non ci possiamo permettere che questa città diventi la Las Vegas de 'noantri, per questo da due anni ci battiamo per l'approvazione di una delibera che, almeno a livello di enti locali, metta qualche paletto". Delibera che sarà a breve in aula Giulio Cesare, dopo l'iter infinito nelle commissioni competenti. "Con la normativa comunale si potrà intervenire su orari, distanze da luoghi sensibili vedi scuole, sull'educazione scolastica". Ma, purtroppo, il gioco d'azzardo lecito è materia statale, e i sindaci non hanno alcun poter regolativo, ispettivo, autorizzativo. "Non si risolve alla radice il fenomeno senza una legge nazionale puntuale". 

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Anche il sindaco Marino ha preso la parola: "Il gioco d'azzardo è molto pericoloso è una vera e propria malattia che in questo momento colpisce quasi un milione di italiani. È una preoccupazione che i sindaci sentono fortemente ma non hanno gli strumenti per proibire l'apertura di nuove sale gioco soprattutto in luoghi che possono attrarre ragazzi adolescenti. Serve una legge che dia poteri ai sindaci per regolamentare la presenza di queste pericolose manifestazioni di gioco".

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