Fiera di Roma, Marino annuncia di voler uscire dalla società: "Non è strategico"

Il Campidoglio punta a sfilarsi anche da altre strutture che intrecciano il Comune e la Camera di Commercio. Oggi incontro con il presidente Giancarlo Cremonesi, il vice Tagliavanti e gli assessori al Bilancio e al Commercio

Una vera e propria “svolta”. Una “rivoluzione coerente con la mia idea di cambiamento della città e del modo in cui va governata”. Il sindaco Ignazio Marino ha comunicato che Roma Capitale ha intenzione di uscire dalla società che gestisce la Fiera di Roma, Investimenti spa, controllata con il 58% dalla Camera di Commercio e di cui Roma Capitale detiene il 21% delle quote. L'annuncio è arrivato al termine di un incontro con il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Cremonesi  al quale hanno partecipato anche il vice Presidente e il Segretario Generale, Lorenzo Tagliavanti e Pietro Abate, gli assessori capitolini al Bilancio Silvia Scozzese e alla Roma Produttiva Marta Leonori. Sul tavolo non solo l'exit strategy capitolina per sfilarsi da Investimenti spa, che sta aspettando anche il via libera definitivo da parte del Comune del progetto di trasformazione dell'area dell'ex Fiera di Roma lungo la via Colombo, ma anche la volontà di uscire da altre strutture che intrecciano il Campidoglio e la Camera di Commercio “che non rientrano nelle attività strategiche proprie del Comune” sancendo così la fine di una sinergia nata durante dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra.

ADDIO ALLA FIERA DI ROMA - “Credo sia venuto il momento in cui Roma Capitale concentri i sui sforzi sulle vere funzioni di un Comune, lasciando invece campo alle attività che spettano ai privati” ha spiegato Marino. Il motivo non è solo di governance ma anche finanziario. “Ad oggi (Investimenti spa, ndr) ha un debito di circa 200 milioni derivante dalla realizzazione della nuova Fiera di Roma” spiega il Campidoglio in una nota. “La Fiera di Roma è da sempre in una situazione di grande difficoltà e credo che ci siano invece forze produttive e imprenditoriali capaci di risollevarla, lasciando Roma Capitale al suo impegno per i servizi ai cittadini” continua. L'addio alla Fiera di Roma rientra nel percorso di razionalizzazione e risparmi avviato dal Campidoglio: “In un momento così difficile economicamente abbiamo costruito il nostro bilancio all’insegna di una radicale riorganizzazione delle spese e degli impegni dell’Amministrazione per concentrarsi sui servizi necessari a questa meravigliosa città. Lo stesso stiamo facendo ora con le società, come la Fiera, in cui la presenza del Comune non è strategica per i romani e che deve cercare una nuova dimensione imprenditoriale”.    

UNA EXIT STRATEGY L'amministrazione ha già disegnato un percorso per tracciare una strategia d'uscita: “La nomina rapida di un amministratore delegato a cui affidare un mandato chiaro per la definizione di un piano finanziario e la ricontrattazione del debito pregresso con le banche creditrici, così da consentire una exit strategy che non produca ulteriore perdita di valore”.

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LE ALTRE SOCIETA'Tra le altre società partecipate che rientrano nelle attività strategiche proprie del Comune figurano il C.A.R (Centro Agroalimentare di Roma s.c.p.a), il C.I.F (Centro Ingrosso Fiori s.p.a.) e Alta Roma. “Su ciascuna di esse saranno a breve messe in campo specifiche azioni per una razionalizzazione delle partecipazioni e delle attività che queste svolgono”.

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