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L'ex fiera sulla Colombo

L'ex fiera sulla Colombo

Fiera di Roma, la giunta Raggi taglia le cubature. E' scontro: "Fallimento certo"

La delibera elaborata dall'assessore Berdini taglia i metri quadrati edificabili da 67 mila a 44 mila. Lui: "Tutelo la città". Insorgono Camera di Commercio, Investimenti spa e Regione: "A rischio il piano di risanamento"

Un nuovo capitolo nella storia decennale dell'ex Fiera di Roma è stato scritto ieri dalla giunta Raggi. L'esecutivo pentastellato ha approvato la delibera con le controdeduzioni al piano presentato da Investimenti spa per la valorizzazione dei vecchi padiglioni sulla Colombo. Con il provvedimento che avvia a conclusione l'iter autorizzativo sull'area, i metri quadrati edificabili sono passati da 67 mila a 44 mila. "Si sblocca la situazione di un pezzo di città in degrado che finalmente diventa un posto civile" il commento dell'assessore all'Urbanistica di Roma, Paolo Berdini, uscendo dal Campidoglio. E' scontro con gli altri azionisti di Fiera di Roma (Investimenti Spa è partecipata da Camera di commercio, Roma Capitale e Regione Lazio, ndr) che agitano lo spettro del fallimento. 

La Camera di Commercio di Roma non esclude di ricorrere alle vie legali: "Se la decisione verrà confermata dal Consiglio comunale (le controdeduzioni dovranno poi passare in Regione, ndr) significherà il fallimento certo e inevitabile di Investimenti Spa e di conseguenza della Fiera". La riduzione "farebbe saltare l'attuale piano fondato sugli atti del Comune" aggiunge, intervistato dall'agenzia Dire, Luca Voglino, presidente di Investimenti spa. Critico anche l'assessore allo Sviluppo economico e alle Attività produttive della Regione Lazio, Guido Fabiani che parla di "scenari di forte preoccupazione e incertezza che mettono a rischio il piano di risanamento e rilancio della nuova Fiera.

La delibera della giunta Raggi arriva a pochi giorni dalla decisione del Tar di commissariare il Campidoglio per l'iter relativo alla valorizzazione dell'ex Fiera di Roma. La crisi della giunta Marino e la conseguente decisione del commissario Tronca di lasciare alla successiva amministrazione il compito di portare a termine il provvedimento, avviato ormai quasi dieci anni fa, hanno allungato i tempi e portato Investimenti spa ad appellarsi al tribunale amministrativo. I vertici di Fiera di Roma lo hanno ribadito in più occasioni: la valorizzazione dell'area serve, come da progetto iniziale, a colmare quel debito di circa 180 milioni di euro contratto da Investimenti spa con le banche per la realizzazione della fiera lungo l'autostrada per Fiumicino. 

La riduzione delle cubature edificabili apre al timore che la valorizzazione non basti per salvare la Fiera dall'orlo del fallimento. L'assessore Paolo Berdini non è di questo avviso. "Sono onesto e sincero" ha detto Berdini all'agenzia Dire. "Investimenti Spa dovrebbe fare un monumento all'amministrazione Raggi". Il motivo? "Abbiamo sbloccato un iter che era fermo da dieci anni a forza di varianti. Noi invece vogliamo chiudere le cose. Poi, se è troppo poco rispetto al debito, anche qua non è che se uno si indebita trova un Comune che gli dà tre milioni di metri cubi di cemento perché così rimette a posto i debiti della gestione della Fiera di Roma. Noi dobbiamo tutelare gli interessi collettivi". Poi ha concluso: "Mi auguro che i 44mila metri quadri servano per scongiurare il fallimento, ma questo esula dal compito di una amministrazione comunale, che guarda gli interessi generali di una citta''. I 44 mila metri cubi non sono un numero improvvisato, ha poi spiegato Berdini. "C'è un documento portato al Comune da un comitato di cittadini dell'VIII municipio che dice che in quell'area le volumetrie esistenti sono 44mila. Ci siamo attenuti a quelle. Sono tante in un'area, quella della Colombo, che è piccolina". 

La Camera di Commercio ha reagito con un lungo comunicato. "Abbiamo appreso oggi, con stupore, che il Comune di Roma ha approvato in Giunta una delibera che prevede un ulteriore abbattimento della cubatura. Questa decisione, se verrà confermata dal Consiglio comunale, significherà il fallimento certo e inevitabile di Investimenti Spa e di conseguenza della Fiera di Roma" si legge. "Ciò si traduce nella cancellazione immediata di manifestazioni ed eventi che portano ricchezza alla città come Esc, il congresso medico internazionale con oltre 35mila cardiologi previsto a fine agosto che ha una ricaduta di 130 milioni di euro per il territorio". E ancora, tra gli eventi citati, Romics, Maker Faire Rome e ''l'Iran Country Presentation''. Continua il comunicato: "La decisione avviene in spregio di qualsiasi elementare regola e in totale violazione dei patti sottoscritti dai soci di Investimenti Spa che hanno portato alla nascita della società stessa e alla realizzazione del nuovo polo fieristico sulla Portuense. 

"Trovo singolare che la decisione del Comune avvenga dopo il provvedimento di commissariamento disposto dal Tar e trovo singolare che si chiedano i ringraziamenti a Roma Capitale da parte dei soci di Investimenti spa che, ricordo, sono Camera di commercio, Regione Lazio, ma anche lo stesso Comune di Roma" il commento di Luca Voglino, presidente di Investimenti spa intervistato dall''agenzia Dire. "Ove fosse vera questa riduzione, che taglia le cubature al 50% rispetto alla delibera originale, farebbe saltare l'attuale piano fondato sugli atti del Comune e su cui molte persone contano e hanno fatto legittimo affidamento. A quel punto, i dipendenti del gruppo, i fornitori e gli operatori del tessuto economico della città, della provincia e della regione non potranno sicuramente ringraziare il Comune di Roma e l'assessore Berdini". Infine la richiesta di un incontro con il Comune: "Resto in attesa di un colloquio con l'assessore e la sindaca, ove ribadire loro tutti i punti essenziali di un accordo nato nel 1996 tra le istituzioni Comune, Regione e Camera di commercio, a cui io non ho partecipato ma che vi è traccia piena in tutti gli atti ufficiali, compresa la delibera della consiliatura Marino".

Contro la decisione della giunta Raggi anche la Regione: "La decisione apre scenari di forte preoccupazione e incertezza che mettono a rischio il piano di risanamento e rilancio della nuova Fiera, che a questo punto rischia seriamente di fallire" le parole, in una nota, dell'assessore allo Sviluppo economico e alle Attività produttive della Regione Lazio, Guido Fabiani. "È bene ricordare che l'area in questione è di proprietà di Investimenti Spa, società partecipata interamente da soggetti pubblici (58,5% Camera di Commercio di Roma, 21,7% Comune di Roma, e 19,6 Regione Lazio) e che l'ipotesi di valorizzazione su cui l'Assemblea capitolina si era già espressa nel luglio 2015, stabiliva una riduzione di cubature rispetto alle previsioni del nuovo piano regolatore generale di Roma". E ancora: "Se l'Assemblea capitolina dovesse confermare quanto deciso oggi dalla Giunta Raggi nella direzione di una ulteriore riduzione di cubature, diventerebbe assai difficile evitare il fallimento di Investimenti Spa, con un oggettivo danno patrimoniale per i soci pubblici che detengono le quote di partecipazione di Investimenti Spa". 
 

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