Stipendi, la fiaccolata di protesta illumina Marino: martedì incontro in Campidoglio

Circa mille dipendenti comunali hanno partecipato al corteo di protesta indetto da Cgil, Cisl e Uil. Nel pomeriggio la convocazione del vicesindaco: "Il confronto prosegue"

Il corteo di protesta (agenzia Dire)

“Marino illuminati 24mila no”. Dietro questo striscione si è mossa la fiaccolata dei dipendenti capitolini organizzata da Cgil, Cisl e Uil da piazza Bocca della Verità fino al Campidoglio. Un migliaio di lavoratori in piazza, scortati dagli agenti della polizia, “per ribadire la nostra contrarietà al nuovo contratto 'decentrato e unilaterale' proposto dall'amministrazione” che entrerà in vigore dal prossimo primo dicembre.

Tanti gli slogan indirizzati verso Giunta e sindaco: da "Marino per la scuola è una nullità, con te morirà" a "Marino, questo è un no che ti aiuterà a crescere". Intonato dalle maestre anche un ''Bella ciao'' rivisitato in ''Cattoi ciao'', riferito all'attuale assessore capitolino alla Scuola. Il passaggio del corteo ha creato qualche disagio alla viabilità quando il corteo ha bloccato la circolazione in transito verso via del Teatro Marcello.

I SINDACATI - Dure le dichiarazioni dei sindacati: "Questa ulteriore iniziativa è segno che l'amministrazione comunale in questi mesi non è stata coerente con gli annunci e continua a non rispettare le competenze dei lavoratori pubblici. Quest'atteggiamento del sindaco è grave, e ci auguriamo che nelle prossime ore possa riaprirsi la possibilità di arrivare a una soluzione" ha affermato il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Claudio Di Berardino. Aggiunge il segretario generale Cisl Fp Roma e Lazio, Roberto Chierchia: "Il sindaco di Roma Capitale ha messo in atto una azione unilaterale tesa a tagliare il salario accessorio dei 24.000 dipendenti con una decurtazione salariale stimata tra il 20% e il 25%. Tale decisione graverà ulteriormente sulle tasche dei lavoratori capitolini, con una probabile decurtazione salariale del 20/25 %".

INCONTRO CON IL SINDACO - La risposta del Campidoglio arriva proprio mentre il biscione di lavoratori si avvicina a Palazzo Senatorio: una riunione tra il primo cittadino e i sindacati indetta per martedì 25 novembre alle ore 16. A parlare è il vicesindaco Luigi Nieri che ha anche la delega al Personale. “Oggi il sindaco Marino ha convocato una riunione per proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali, dopo l’analisi del documento sulla contrattazione integrativa consegnato dalle OO.SS. all’amministrazione nelle scorse settimane” si legge in una nota. “Il primo dicembre entrerà in vigore il nuovo contratto decentrato, ma ci sono ampi spazi per verificare con le rappresentanze dei lavoratori e con i dipendenti stessi le migliorie”. Nieri aggiunge: “L’approvazione del decentrato la scorsa estate è stata una tutela per i lavoratori e per il loro salario, che è stato messo in sicurezza. Infatti, nessuno ha perso un euro in questi mesi e sarà così anche dopo il 1° dicembre. Come sempre, confermiamo la massima disponibilità al dialogo con le organizzazioni sindacali”. Infine una rassicurazione a tutto il personale: “I livelli salariali rimarranno inalterati”.

SOLIDARIETA' - A dichiararsi solidale con il lavoratori il presidente della commissione Bilancio di Roma Capitale Alfredo Ferrari: “I lavoratori rappresentano il vero valore aggiunto della macchina amministrativa e vanno considerati come indispensabili nel percorso di risanamento e di rilancio di Roma Capitale. Efficientamento e ottimizzazione, quindi, sono parole che non possono e non devono diventare spauracchio o arma di ricatto contro i dipendenti". Per il capogruppo del Centro democratico, Massimo Caprari invece "i rilievi del Mef sul contratto decentrato dei dipendenti capitolini impongono all'amministrazione una correzione inevitabile. Ciò non toglie però la necessità di un intervento di equità e salvaguardia dei livelli retributivi dei lavoratori del comune di Roma penalizzati da sei anni di blocco contrattuale e da stipendi non proprio esaltanti. Ritengo pertanto urgente riaprire un tavolo di dialogo”.

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