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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica

Dal festival pro Palestina alla mostra filo russa: tutti gli "scivoloni" che imbarazzano il Pd

Nell'ottobre 2020 un evento nei giardini del Verano comportò le dimissioni dell'assessora alla cultura del II municipio. Adesso per un'esposizione artistica filo putiniana la minisindaca si è dovuta scusare

La notizia della mostra filo russa inaugurata il 20 maggio all'interno di un locale di proprietà comunale, in via dei Sabelli a San Lorenzo, ha messo fortemente in imbarazzo il Pd. In uno spazio pubblico, per cui si necessita di ricevere l'autorizzazione degli uffici municipali, un'associazione che giustifica l'invasione russa del Donbass e di tutta l'Ucraina ha ospitato un evento che richiama i simboli dell'esercito di Vladimir Putin. 

La minisindaca Pd prende le distanze dalla mostra filorussa

Un fatto che è stato ripreso da diverse testate giornalistiche, criticato da forze politiche d'opposizione e che solo dopo un paio di giorni di polemiche ha visto l'intervento della presidente del II municipio, chiamata in causa come responsabile di uno "scivolone". Francesca Del Bello, esponente Pd di lungo corso e al secondo mandato consecutivo, si è vista costretta a prendere le distanze dalla mostra e dalla decisione degli uffici competenti di autorizzare l'utilizzo di uno spazio pubblico. 

Lo scarico di responsabilità sugli uffici

Perché lo ha fatto? Evidentemente sono state troppe le pressioni, arrivate da un partito che ha posizioni precise rispetto alla geopolitica dell'Est Europa: "Pieno appoggio all'autodifesa dell'Ucraina" ha detto solo poche ore fa la segretaria nazionale Elly Schlein. Prendendo le distanze, Del Bello ha scaricato la responsabilità sugli uffici che seppur "in buona fede" come ha dichiarato la minisindaca, hanno commesso "un grave errore", tanto che la stessa presidente ha "richiamato chi di dovere a maggiore attenzione". 

Il festival palestinese organizzato da chi boicotta Israele

Non è successo lo stesso a ottobre 2020, quando nei giardini del Verano - sempre a San Lorenzo - si è tenuto il "Falastin Festival", una rassegna culturale palestinese organizzata da BDS Italia (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni), una campagna internazionale contro Israele e l'occupazione dei territori palestinesi da parte dei coloni. Il patrocinio concesso dal II municipio, con anche la presenza fisica di Francesca Del Bello durante una delle giornate, ha scatenato la reazione dell'allora assessora alla cultura Lucrezia Colmayer, anch'essa del Pd.

Le dimissioni dell'assessora alla cultura

Le sue dimissioni irrevocabili sconquassarono la giunta in quel periodo post-lockdown. Il motivo della reazione era semplice: un partito come il Pd non può accettare che si dia il patrocinio ad un evento anti-Israele, organizzato da chi promuove boicottaggi contro uno Stato ufficialmente amico dell'Italia. Anche in quell'occasione la presidente dovette intervenire, scusandosi con la Comunità Ebraica di Roma "per gli equivoci che sono stati generati dalla diffusione di una bozza provvisoria del programma del festival". 

Il filo rosso di Patria Socialista 

Insomma, sembra che il territorio del II municipio sia spesso palcoscenico di imbarazzanti scivoloni, ai quali poi bisogna mettere rimedio con scuse, precisazioni, prese di distanza. Scivoloni indotti quasi sempre dalle stesse sigle o organizzazioni. Una di queste è Patria Socialista, organizzazione politica con un manifesto che si ispira a Mao e cita Nietzche, con sede a via dei Volsci (sempre San Lorenzo): era tra i promotori del Falastin Festival al Verano e ha organizzato la mostra filorussa a via dei Sabelli. 

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