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Festa dell'Unità, il Pd riparte da Testaccio: 26 giorni di kermesse per "tutta un'altra Roma"

Il segretario dem Andrea Casu a Romatoday racconta la festa in partenza

Sarà il "Festival dell'Unità" (nome delle origini) e racconterà di "tutta un'altra Roma" (slogan di quest'anno) che il centrosinistra promette di costruire. Da oggi giovedì 7 settembre a domenica 2 ottobre la Città dell'Altra Economica di Testaccio ospiterà per 26 giorni la kermesse annuale dei democratici romani. Un'occasione di riscatto dalle vicende di Mafia Capitale che hanno affossato il partito. E un trampolino di rilancio forte di un anno di governo Cinque Stelle con più di un ostacolo e più di un elettore deluso. 

"Ma avrà un respiro molto più ampio" rispetto alle feste passate, spiega a RomaToday il segretario dem Andrea Casu, perché tra palchi e stand passeranno i grandi big del partito nazionale, da Matteo Renzi atteso il 14 settembre a Nicola Zingaretti ai ministri del governo Gentiloni, Boschi, Lotti, Madia, Del Rio, Franceschini. Tanta politica e occasioni per confrontarsi su Roma con tutto il Pd, non solo locale, insieme a un nutrito pacchetto di eventi culturali rivolti a tutta la cittadinanza. Film, presentazione di libri, dibattiti, concerti. I Marlene Kuntz il 20, Enrico Ruggeri il 23, le Luci della Centrale Elettrica il 24, gli Africa United il 30, e ancora Silvia Salemi e i Dirotta su Cuba. La lista è lunga e quella in partenza, assicura il segretario del partito, "sarà molto più di una festa"

Cosa avrà di diverso l'appuntamento di quest'anno? 

Veniamo da una delle estati romane più tristi di sempre, vogliamo regalare ai cittadini un evento per tutti, vogliamo condividere con tutti i momenti politici sì ma anche culturali e sociali. Sarà occasione per il partito per ricominciare, per mettersi in discussione e guardare avanti per un'altra Roma. 

Ecco, ci spiega il significato dello slogan "tutta un'altra Roma"?

E' la Roma che dobbiamo costruire, quella di chi la ama e la vuole vedere rinascere. E' la città alternativa a quella in crisi che vediamo con questa amministrazione, è la Roma fatta di confronto e condivisione, di dialogo e di voglia di ricominciare. 

Perché a Testaccio, nel centro città, e non più a Pietralata, prima periferia?

Più che un discorso di centro e periferia abbiamo pensato a un luogo della città che ha grandissime potenzialità, un luogo dalla vocazione culturale straordinaria, poco conosciuto. Sarà un modo per presentare questo spazio alla città. 

Tre cifre caratteristiche della festa in partenza? 

Allora, prima di tutto avrà un respiro nazionale. Ci saranno tutti gli esponenti del governo Gentiloni, del governo Zingaretti, il segretario Matteo Renzi. Sarà un'occasione importantissima per confrontarci sul futuro della città e tornare a trattare Roma come una questione nazionale. In quest'ottica parteciperanno anche sindaci di altre Città metropolitane che metteranno sul piatto le loro esperienze di governo. Poi guarderemo anche all'Europa, ci saranno i nostri europarlamentari, e soprattutto verranno organizzati eventi per tutti. Cinema, libri, dibattiti su tematiche di attualità che interessano tutti i romani, al netto delle appartenenze politiche, e che interessano Roma. 

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Ci permetta una piccola digressione...E' segretario da un paio di mesi, Roma si trova ad affrontare temi cruciali in queste settimane. Su tutti il trasporto pubblico, Atac, i conti disastrati e la procedura di concordato preventivo. Proprio oggi è previsto un consiglio comunale che si preannuncia infuocato. Qual è la posizione del Pd in merito?

Si apre un momento difficilissimo che mette a repentaglio il futuro sia di Atac che del Comune, suo principale creditore. Il concordato può portare grossi rischi sia per le casse capitoline che per i posti di lavoro di 12mila dipendente. Come Pd saremo presenti più che mai, vigileremo affinché venga garantita la continuità dei servizi ai cittadini e i posti di lavoro.

Si poteva evitare?

Diciamo che è l'ultima tappa ormai obbligata di una serie di non azioni di questa amministrazione. Esempio: siamo ancora senza un piano industriale aziendale e abbiamo assistito a continui cambi di management che hanno ritardato qualunque tipo di intervento di risanamento dell'azienda. Una gestione dissennata da parte della giunta Raggi. 

Che giudizio dà dell'attività di opposizione del Pd in Campidoglio? 

Non è facile avere a che fare con una maggioranza restìa al confronto. Noi vogliamo il bene di Roma e infatti stiamo cercando in ogni modo di portare avanti azioni sinergiche per il territorio. In Campidoglio non è facile, i Cinque Stelle rifiutano il dialogo costruttivo per la città. 

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