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Befana a piazza Navona, verso la prima festa a Cinque Stelle: ecco il nuovo bando 

On line l'avviso pubblico. Alfonsi: "Anche stavolta vincerà l'anzianità"

"Strappata" alla gestione municipale, la festa della Befana riparte da zero con il nuovo, primo, bando firmato Cinque Stelle. Lo storico appuntamento di piazza Navona tornerà dal 2 dicembre al 6 gennaio dopo tre anni di stop. Decoro e rispetto delle tradizioni gli aspetti chiave da garantire con un numero ridotto di banchi, qualità dei prodotti venduti, concorrenza aperta tra gli operatori. Tradotto: stop alle porchette e al ciarpame poco natalizio che ha preso piede fino al 2013, data dell'ultima edizione andata in porto. Stavolta Roma avrà "una festa a misura di bambini e di famiglie", come promesso e ripetuto dall'assessore al Commercio Adriano Meloni, in conferenza stampa con il presidente di commissione Andrea Coia per la presentazione della gara pubblica, on line da oggi. Vediamone i dettagli.

Come sarà la nuova festa della Befana

Si passa da 103 banchi dell'ultima festa a 48 tra attività commerciali (28) e artigianali (20), onde evitare l'effetto sagra di paese con zucchero filato, pupazzi e palloncini ammassati senza criterio. Si riducono anche i cosiddetti "spettacoli viaggianti", dal tiro a segno alla pesca a premi, in parte sostituiti da otto postazioni per attività culturali e ludico ricreative per bambini. Resteranno in piedi il teatro dei burattini, la giostra, il presepe gigante e un palco. Poche postazioni ma buone, questo il principio. Come garantire l'effettiva qualità dell'offerta?

Qualità e anzianità

L'80 per cento del punteggio assegnato agli operatori commerciali sarà legato proprio alla bontà dei prodotti, al rispetto dell'ambiente, alla tutela sociale. Un esempio per capire. Come scritto sul bando, il massimo di punti assegnabili è 100. Venti punti vanno a chi già lavora nel settore e ha già familiarità con piazza Navona, 10 per la presenza all'evento e 10 per l'anzianità di licenza. Per quanto riguarda i dolciumi (unica categoria alimentare permessa) si può arrivare a accumulare fino a 25 punti se i prodotti sono tipici del Natale e coprono tra l'81 e il 100 per cento dello spazio espositivo, punteggio che raddoppia se il cibo è provvisto di una certificazione di qualità (secondo la normativa UE del 2007). Se poi è di origine biologica ci sono in palio altri 3 punti, 2 se per celiaci. Idem per l'artigianato fatto a mano e per la merce proveniente dai luoghi dei recenti terremoti (fino 5 punti). E ancora verranno premiati i prodotti realizzati con materiali naturali o riciclati, oltre ai comportamenti virtuosi per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, dall'utilizzo di sacchetti ecocompatibili per incartare la merce alle lampadine a risparmio energetico per illuminare i banchi (fino a 15 punti). Un nuovo corso per uno degli appuntamenti tipici del Natale romano, ma non senza polemica.

"Cambiare tutto per non cambiare niente"

Dubbi e attacchi arrivano dai dem del I municipio, incaricati fino all'anno scorso di organizzare la festa, finché la giunta Raggi - a seguito di un complesso braccio di ferro - non ha scelto con un'apposita delibera di inserirla tra le competenze di palazzo Senatorio. "E' lo stesso identico bando che abbiamo pubblicato nel 2015" spiega la presidente Sabrina Alfonsi, ricordando però che non portò alla rivoluzione attesa. E che lo stesso municipio ha più volto richiesto al Campidoglio di cambiare la denominazione da festa a fiera (modificando la delibera 35/2006 che definisce la manifestazione), così da sottrarre l'evento dall'obbligo per legge di inserire i punteggi anzianità. Furono infatti gli operatori di sempre a vincere l'edizione del 2015. Al primo posto della graduatoria arrivò Alfiero Tredicine (della nota famiglia di bancarellari) con punteggio 20, solo per l'anzianità. Il massimo assegnabile era 50. In extremis l'ex giunta di Ignazio Marino tentò di inserire un "disciplinare di qualità", documento che andava a dettagliare ulteriormente le specifiche richieste ai partecipanti. Dopodiché lo stesso bando finì all'attenzione dell'Anticorruzione, per irregolarità formali e sostanziali legate ai termini di pubblicazione e allo stesso disciplinare, giudicato lesivo della par condicio. 

Insomma, il tentativo di avere la "festa del decoro" naufragò miseramente. La paura è che quest'anno accada la stessa cosa. E che i soliti noti abbiano la meglio senza la qualità promessa. "Loro hanno fatto una scelta politica di campo importante, cioè non hanno tolto la denominazione fiera e non l'hanno fatta diventare festa, per cui non hanno aperto il libero mercato". La presidente della City romana è convinta che quei 10 punti di anzianità rappresentino il vero ostacolo al cambiamento. "Chiaramente, riconsegnano i banchi ai soliti che stavano sulla piazza". E poco cambia che uno stesso soggetto giuridico - come puntualizzato dallo stesso assessore Meloni - non possa ottenere più di due postazioni. Anche perché, si sa, alcune famiglie veterane della Befana di piazza Navona, vedi i Tredicine, sono decisamente numerose.  

"Nemmeno 30 giorni per partecipare"

Altra questione sollevata dal consigliere di Fratelli d'Italia, membro della commissione Commercio, Maurizio Politi, riguarda le modalità di pubblicazione della gara. "I tempi di partecipazione al bando non raggiungono neanche i 30 giorni, nonostante per le Fiere ne siano necessari 90 - fa notare intervenendo alla conferenza stampa - far partire i 90 giorni dalla pubblicazione dell'avviso e non del bando, rischia di aprire una falla nell'amministrazione. Se passasse questo principio, basterebbe che Roma Capitale manifesti l'intenzione di procedere ad un bando, senza specificare i criteri di partecipazione, per eliminare i tempi di legge di pubblicazione. Applicato ai lavori pubblici e alle attività che richiedono una lunga fase preparatoria, nei fatti si rischia di favorire esclusivamente le grandi realtà o nella peggiore delle ipotesi chi riesce ad ottenere delle indiscrezioni. Oggi stesso chiederemo chiarimenti al Segretario Generale, augurandoci si faccia garante della massima trasparenza". Una grana che rischierebbe, anche quest'anno, di mandare tutto all'aria. 
 

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