rotate-mobile
Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

INTERVISTA | Zevi: "Così raccontiamo una Roma che funziona grazie alle associazioni che hanno salvato i nostri immobili"

La seconda edizione degli Stati Generali del Patrimonio sarà un viaggio itinerante in 15 luoghi differenti dalle 18 alle 24 del 20 luglio

Giovedì 20 luglio andrà in scena "Felicittà", la seconda edizione degli Stati generali del patrimonio di Roma Capitale, un'iniziativa nata nel maggio 2022 nella Centrale Montemartini a Ostiense su spinta dell'assessorato al patrimonio e che per questo 2023 cambia completamente modalità. Non un evento formale in un luogo predefinito, con un pubblico e dei relatori, ma un itinerario in 15 luoghi differenti della Capitale, ognuno caratterizzato da uno spazio recuperato da parte di associazioni ed enti del terzo settore che ne hanno fatto luoghi di socialità, cultura, presidio del territorio e welfare dal basso. 

Per capire meglio di che si tratta "Felicittà", in programma dalle 18 alla mezzanotte del 20 luglio, abbiamo interpellato Tobia Zevi, assessore e promotore dell'evento. 

Assessore, come mai ha scelto questo nome e cosa cambia rispetto all'edizione 2022, la prima a Roma?

"Abbiamo voluto scegliere un titolo in continuità con la scorsa edizione, che si chiamava 'Pubblicittà' ma è stata anche una scelta provocatoria. Sottolineiamo cioè le cose che a Roma funzionano, ma non grazie alle istituzioni, ma grazie allo straordinario patrimonio di competenze, talenti, energia e intelligenze di tutte quelle realtà sociali, culturali e civiche che rendono Roma molto migliore e se non ci fossero sarebbe un danno. Il patrimonio non è solo quello dei beni immobili, ma è anche quello aperto e reso vivo dalle realtà che li popolano. Questo per noi è l’anno di avvio del censimento Atlante, l’investimento fatto per conoscere il nostro patrimonio, vogliamo renderlo anche visibile tramite questa festa popolare. Apriamo 15 luoghi simbolo a romane e romane che vogliono farsi una passeggiata o usare il pullmino Atac messo a disposizione, per far capire che noi, quando diciamo che vogliamo far conoscere il nostro patrimonio, intendiamo una cosa pratica, tangibile". 

A distanza di un anno dalla prima edizione, qual è il lavoro che Roma Capitale è riuscita a fare sul suo patrimonio e sulla sua gestione?

“La prima grandissima novità è che a dicembre abbiamo approvato la delibera sul patrimonio di interesse generale, indisponibile, la delibera 140 che era impegno fondamentale. Un regolamento che ci consente, pur tra mille difficoltà, di fare le prime concessioni, così da riaprire e regolarizzare luoghi altrimenti abbandonati o alle carte bollate o all’incuria amministrativa. Abbiamo aperto una nuova stagione di concessioni che vedrà sempre più la luce. Abbiamo fatto il primo forum sulla valorizzazione del patrimonio. Questa della delibera 140 è la grande novità a cui seguirà il regolamento sul patrimonio disponibile, quindi legato all’interesse economico che c'è da parte del Comune. Il lavoro continua anche sui beni confiscati, con obiettivo di acquisirne sempre di più. A mio giudizio la prossima grande sfida sarà quella di individuare quali sono gli immobili pregiati e capire come dar loro un futuro di apertura e rigenerazione, alcuni noti altri meno, quando avremo messo apposto tutte le carte ci dovremo dedicare a risolvere situazioni che possono cambiare il volto della città. Un paio di esempi sono il mercato dei fiori o l'osteria dell'Orso". 

A proposito di beni confiscati: ce ne sono due da visitare il 20 luglio, quali?

"Gli Studios di via Tiburtina e la Palestra della Legalità a Ostia, per la quale seguirà l’assegnazione ufficiale all’Asilo Savoia che già la gestisce da tempo di fatto. Straordinarie esperienze, erano teatro e patria del malcostume. Da una parte straordinaria esperienza di sport dall’altra impresa sana, è un luogo dove si fa business in un’industria fondamentale della nostra città che è quella cinematografica".

Tornando alla delibera 140 e alle istanze per la gestione dei beni: a che punto siamo?

"Abbiamo ricevuto circa un centinaio di istanze per locali già pieni e altrettante per quelli vuoti, gli uffici stanno lavorando per costruire bandi e delibere di concessione e abbiamo lavorato a creare un iter amministrativo che ci permetta di arrivare alle delibere velocemente. Quello che è importante notare è che noi vorremmo sempre che la burocrazia andasse velocissima, ma abbiamo paradossalmente stimolato la domanda e quindi alcuni ritardi sono nelle cose, fino a ieri non c’era nulla e oggi invece si è aperto un discorso diverso".

Il Porto Fluviale è un simbolo di come il pubblico può recuperare un immobile occupato riportandolo alla legalità: quali sono i tempi per vedere iniziare e concludere i lavori?

"I tempi sono quelli del Pnrr che obbligano alla chiusura del cantiere a primavera 2026, il cantiere partirà in autunno e dovrebbe svolgersi in meno di un paio di anni.Termine stringente ma siamo obbligati a rispettarlo e sono convinto che questo non sia neanche tra i più complessi".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

INTERVISTA | Zevi: "Così raccontiamo una Roma che funziona grazie alle associazioni che hanno salvato i nostri immobili"

RomaToday è in caricamento