Fatebenefratelli, lavoratori in piazza contro i tagli: "Rivedere il piano"

Cgil Fp, Cisl Fp e Ugl sanità hanno indetto una giornata di sciopero contro il piano di rientro indetto dalla proprietà della struttura sanitaria

La protesta dei lavoratori del Fatebenefratelli (foto Andrea Ronchini)

Hanno incrociato le braccia e sono scesi in piazza per opporsi al piano aziendale che prevede tagli per 14 milioni di euro, riduzione del 40% dello stipendio per circa mille dipendenti e licenziamenti per circa 200 unità. Oltre trecento lavoratori dell'ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina stanno manifestando tra piazza Castellani, davanti al ministero della Salute, e la struttura sanitaria. Ad aderire allo sciopero indetto da Cgil Fp, Cisl Fp e Ugl sanità, contrarie all'accordo che invece la Uil e le organizzazioni mediche hanno siglato, secondo quanto riportano le sigle sindacali è circa il 60% dei lavoratori. Indosso la maglietta: 'Io non ho firmato'.

Tra le richieste dei lavoratori, oltre a quella di rivedere il piano, c'è quella di promuovere un referendum tra i dipendenti della struttura per dimostrare alla proprietà che la maggioranza dei lavoratori è contraria alle misure che si vorrebbero applicare.

I sindacati si sono detti soddisfatti: "I lavoratori hanno risposto in massa a questa giornata di sciopero. Speriamo che tutto questo serva a far capire all'amministrazione che non può andare avanti cosi. E ci aspettiamo che la Regione dicesse la sua" commentano Cgil, Cisl e Ugl. "La proprietà ha agito in modo unilaterale, senza un confronto serio con i sindacati" ha detto Antonio Cuozzo della Cisl Fp di Roma. "Ci auguriamo che adesso ci sia un'inversione di tendenza e vorremmo che fosse effettuato un referendum dentro l'ospedale sul piano". Il segretario della Fp Cgil di Roma, Natale Di Cola, ha sottolineato che "con questo sciopero viene bocciato il piano lacrime e sangue dell'azienda, che speriamo ora riveda le proprie scelte. Però ci aspettiamo che dopo mesi di silenzio anche la Regione intervenga. Ci stupisce che non giunga una parola nonostante la maggioranza dei lavoratori siano contrari al piano". Il responsabile aziendale dell'Ugl, Fabio Angelilli, la chiama "la maggioranza silenziosa, che però oggi si è fatta sentire". Secondo il sindacalista "il piano è nettamente sfavorevole e va rivisto, altrimenti procederemo con altre iniziative".

Di ieri è la denuncia dei sindacati riguardo al tentativo “di dissuasione della proprietà per evitare la partecipazione allo sciopero” scrivono in una nota i tre sindacati. “Ma i lavoratori riuniti in assemblea hanno ribadito la propria adesione massiccia allo sciopero e alla manifestazione, per far sentire la propria voce ad una proprietà sorda e arrogante.

Duro il commento dei vertici dell'ospedale Fatebenefratelli che ha definito la mobilitazione come la "strada dello scontro e non del confronto". Si legge nella nota: "Abbiamo più volte ribadito che l'impegno assunto dall'azienda è quello di non intervenire sui livelli occupazionali ma di applicare le misure alternative sottoscritte con la parte maggioritaria del sindacato volte al rilancio delle attività dell'ospedale: efficienza organizzativa, ottimizzazione delle attività in convenzione e sviluppo di quelle private, pensionamento e prepensionamento, tagli agli sprechi sono le priorità". Poi aggiungono: "Solo qualora fosse necessario si interverrà sui trattamenti retributivi accompagnati da forme di restituzione al termine del piano". I vertici della struttura sanitaria hanno avuto da ridire anche sui numeri delle adesioni allo sciopero: "La Direzione dell'ospedale è in attesa dei dati definitivi, ad astensione conclusa. In ogni caso, dai primi dati, l'adesione sarebbe di circa 150 unità, ben lontani dalle 300 dichiarate dalle organizzazioni sindacali".

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