Fase 2, pazienza finita: i romani strappano i nastri gialli e si riprendono scivoli ed altalene

Le famiglie hanno ripreso a portare i bambini nelle aree gioco presenti nei parchi cittadini. Caduti nel vuoto gli appelli di quanti chiedevano alla Sindaca di sanificarle e riaprirle

Bambini giocano a Villa Gordiani

I nastri gialli della Polizia Locale sono saltati. In molti parchi della Capitale i bambini si sono ripresi gli spazi che, con l’emergenza legata al nuovo Coronavirus, erano stati loro interdetti. Ma ormai i sigilli sono stati infranti.

Tre mesi senza scivoli ed altalene

Il ponte legato alla Festa della Repubblica, ha spinto molte famiglie romane verso i parchi cittadini. Al loro interno però, le aree gioco non sono ancora state sanificate. Di conseguenza, l’utilizzo di altalene, scivoli e giochi a molla, ancora oggi risulta interdetto. Un divieto che però, i romani, hanno deciso di non rispettare. Anche perché, ai bambini, l’accesso alle aree ludiche è vietato da quasi tre mesi. E più precisamente dal 13 marzo quando, per evitare il diffondersi del contagio, la Sindaca aveva disposto la chiusura dei parchi.

Le sanificazioni attese

Nel corso degli ultimi due giorni, le segnalazioni di aree ludiche letteralmente prese d’assalto dalle famiglie si sono moltiplicate. Il Campidoglio aveva deciso di rimandarne l’apertura fintanto che non fossero state sanificate. Le linee guida del governo, con l’ultimo decreto legato al nuovo Coronavirus, avevano staibilito che  “le specifiche attività di manutenzione e controllo periodico, oltre che di pulizia e verifica della condizioni igieniche degli arredi e delle attrezzature disponibili” fossero in capo ai Comuni. Ma la Sindaca, a metà maggio, aveva deciso di mantenere comunque chiuse le aree gioco in attesa d’un piano d’intervento che però non è mai partito.

Le richieste inascoltate

Nel vuoto era caduto anche l'appello che gli assessori all’Ambiente dei quattro municipi governati dal centrosinistra, avevano rivolto al Campidoglio. Alla Sindaca era stato chiesto di sanificare ed aprire le aree gioco soprattutto in previsione della fine delle lezioni a distanza. A breve infatti avranno più tempo da dedicare all'attività all'aperto ed in questi casi, l'approdo naturale sono i giardini pubbblici. Sorpattutto quelli di quartiere, avevano sottolineato gli assessori di centrosinistra, sono “realtà facilmente raggiungibili da genitori e nonni” che vi possono accedere “senza doversi spostare in auto”.

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Il ritorno nelle aree ludiche

L’ultima festività ha definitivamente fatto saltare i sigilli. Accompagnati dalle proprie famiglie, da Villa Gordiani a Parco Scott, i bambini sono tornati a giocare con gli scivoli e le altalene. Il problema delle sanificazioni resta. Al Campidoglio il compito di garantirle nel più breve tempo possibile.

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