"Accogliamoli a casa nostra": primo incontro con le famiglie romane che ospiteranno rifugiati

Il progetto è stato lanciato dal I municipio. Hanno aderito circa 60 nuclei familiari

Manifestazione per lo sbarco della Sea Watch (Foto Ansa)

Trenta famiglie, per il primo gruppo, altre trenta sabato, per il secondo. In tutto circa sessanta nuclei che hanno deciso di aprire le porte di casa loro per ospitare un migrante. È partito ufficialmente il progetto "Accogliamoli a casa nostra". Iera sera si è tenuto il primo incontro tra le famiglie e le associazioni che gestiscono il progetto: Caritas, Comunità di Sant'Egidio, Consiglio italiano per i rifugiati e Refugees Welcome. 

La riunione si è tenuta nella sede del I municipio che ha lanciato la campagna. Presente, tra gli altri, la presidente Sabrina Alfonsi e l'assessore al Sociale Emiliano Monteverde. Scopo della riunione è stato quello di permettere un primo incontro tra le famiglie e le associazioni, che hanno così potuto spiegare i dettagli dei progetti e di come si svolgerà l'accoglienza nelle case messe a disposizione. 

75 romani vogliono ospitare migranti

"Le associazioni non abbandoneranno le famiglie che hanno aderito - ha spiegato, ad esempio, la portavoce di Refugees Welcome - affiancheremo il progetto di accoglienza che potrà durare per un periodo di 6 mesi". Circa 60 le famiglie che hanno aderito. Tra questi, ad esempio, c'è Francesco che ha messo a disposizione il suo villino di Montefiascone con 2 camere, 2 bagni e un giardino, per 4 persone. Tante le famiglie composte da giovani. Molti di loro sono residenti del I Municipio ma altri vivono in differenti zone della città.

"Siamo molto soddisfatti della risposta delle famiglie - ha commentato Alfonsi - in sole due settimane, da quando abbiamo lanciato questo appello per mettere a disposizione le case per i rifugiati o gli immigrati usciti dagli Sprar, 60 persone si sono dette pronte ad accogliere, e questo può fare davvero la differenza. Inoltre abbiamo ricevuto altre 20 mail di persone che non possono ospitare ma che si sono dette disponibili a fare altro come fornire cibo e vestiti". 

"Abbiamo lanciato questa campagna perchè ritenevamo importante dare un segnale di accoglienza e disponibilità - ha aggiunto Emiliano Monteverde, assessore alle Politiche sociali del I Municipio - in questo primo incontro le associazioni hanno spiegato alle famiglie le modalità del progetto e raccontato le esperienze passate in modo tale che le famiglie possano avere una maggiore conoscenza del progetto per poter riconfermare la loro disponibilità". 

(Fonte Agenzia Dire)

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