Il blitz dei facchini di Zara al centro commerciale: “Siamo in sciopero, vogliamo salario decente”

Davanti allo store di Porta di Roma il volantinaggio, poi il corteo tra i corridoi della galleria: “Non siamo lavoratori in affitto”

“Zara veste l’ingiustizia. Lavoratori in sciopero” – è questo uno dei cartelli esposti dai facchini di Zara durante la protesta davanti allo store della nota catena di abbigliamento spagnola nella Galleria Commerciale Porta di Roma. 

Il blitz dei facchini di Zara a Porta di Roma

Una mobilitazione che segue quella di ieri a via del Corso. I facchini di Zara, dipendenti di una cooperativa che lavora in appalto per il marchio del gruppo spagnolo Inditex, protestano contro le decisioni aziendali.

Dopo aver conquistato l’applicazione del contratto nazionale della logistica con una dura battaglia, a distanza di un anno i facchini di Zara temono di dover tornare indietro: “declassati” da lavoratori in appalto di Zara a interinali, con meno tutele e indennità. Senza la stabilità tanto agognata.

 “Zara ci dice che o diventiamo lavoratori interinali con un pesantissimo taglio in busta paga o veniamo licenziati. Ma il nostro lavoro non è in affitto” – si legge sui volantini ieri distribuiti in centro, oggi a Porta di Roma. 

La protesta dei facchini di Zara

Un folto gruppo quello in protesta nella galleria commerciale della Bufalotta. Bandiere del SI Cobas, cartelli e cori: “Zara ladri”urlano i magazzinieri. “E i nostri diritti?”, scandiscono prima davanti al negozio poi in un mini corteo lungo i corridoi del centro. 

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La protesta sfila tranquilla. Un blitz per accendere i riflettori su chi lavora per Zara dietro le quinte: “La merce che comprate – dicono i facchini ai clienti dello store – la trasportiamo noi. Aiutateci a contrastare le multinazionali che fatturano miliardi e non vogliono darci un salario decente”. 
 

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