Fabrizio Bracconeri punta Bruxelles: "Più che un politico sono un portavoce del popolo"

Dopo la notizia di una sua possibile candidatura alle europee, abbiamo intervistato l'ex 'ragazzo della 3.a C' per capire cosa pensa della politica attuale e quali sono i suoi progetti

Fabrizio Bracconeri, foto dal suo profilo twitter

Ha iniziato come tanti giovani dai banchi di scuola. Ma per lui è stata l'aula de "I ragazzi della 3 C" a rappresentare il vero trampolino verso la notorietà. Da allora Fabrizio Bracconeri ha continuato a lavorare per il cinema e la televisione. Dopo essersi tolto i panni del famoso studente cicciottello Bruno Sacchi, è passato per ruoli diversi. E' con la trasmissione giuridica Forum (dove resta per 17 anni) che però l'attore ritrova una nuova 'affermazione' televisiva. Qui, al fianco di Rita dalla Chiesa, si occupa dei "problemi della gente comune". E dunque l'entrata in politica che tanto sta facendo parlare in questi giorni, sarebbe 'solo' l'evoluzione naturale di un atteggiamento che Bracconeri ha portato avanti già in passato. Nei programmi televisivi appunto come nella nella vita privata. Abbiamo parlato con l'attore per capire cosa pensa della politica attuale e quali sono i suoi progetti.

Bracconeri, da qualche giorno gira la voce che Lei voglia candidarsi alle elezioni europee. Si tratta solo di una voce?
"Diciamo che la mia entrata in politica è un po' 'falsa', nel senso che io lotto per il popolo già dai tempi di Forum. Effettivamente vorrei candidarmi, ma si tratta di una decisione che dipende solo da me. La Meloni e Fratelli d'Italia si sono già dimostrati disponibili ad accogliermi".

La sua 'lotta per il popolo' va dunque avanti da tempo e non è un impegno recente. Quindi come mai nasce solo ora l'idea di entrare in politica?
"Da tre anni a questa parte il numero dei suicidi in Italia è aumentato. Qualcosa perciò comincia a non quadrarmi. Io mi sento in dovere di dare voce al popolo, alla gente che non può parlare e magari è disperata".

Avvicinandosi alla politica, ha scelto come partito di riferimento Fratelli di Italia. Cosa crede che abbia in più rispetto alle altre forze in campo?
"Di diverso ha la Meloni. Lei ha capito che la politica era sbagliata ed è uscita dal Popolo della Libertà. La politica sbaglia, ma la Meloni ha fatto tesoro degli sbagli del passato. Non rinnega il suo passato ma cerca di rimediare agli errori".

Se dovesse pensare a una figura politica capace di guidare l'Italia chi sceglierebbe?
"Nessuno. La politica di questi anni non mi piace. Lo Stato fa schifo. Oggi tutti fanno il contrario di tutto come Renzi per esempio che è un bugiardo. Se dovessi essere eletto anche a me potrebbero dire 'eh ma prima parcheggiavi la macchina in doppia fila'. Ma il punto è non perseverare negli errori e invece i politici di oggi perseverano".

La classe dirigente dunque non Le piace. Quale crede che sia il suo difetto più grande?
"Il problema è che non capiscono che la gente è stanca, non ce la fa più. E non lo capiscono perchè non sanno quanto costa la benzina, il latte, il pane. Non conoscono i problemi del popolo perchè loro pagano con soldi che sono i nostri. Le persone hanno bisogno di governanti che condividano e quindi comprendano davvero i loro bisogni. Quello che serve è capire cosa serve al popolo".

Renzi lo ha definito un 'bugiardo'. Di Silvio Berlusconi invece cosa ne pensa?
"Penso che quando c'era Berlusconi si stava meglio. Ha fatto cose positive e certamente anche sbagli. Ma basta! Lo ha capito e ha pagato. E pure troppo! Almeno però i suoi errori li ha pagati lui e non come Monti che ha combinato guai e abbiamo dovuto pagare noi cittadini".

Crede che quindi Berlusconi possa essere un possibile candidato nell'ottica di una nuova politica?
"No. La politica di Berlusconi è comunque finita. Bisogna fare fuori tutti e cambiare. E' necessario ripartire da zero, resettare il passato."

La politica nazionale va dunque riformata completamente. Invece da romano doc, cosa ne pensa dell'Amministrazione della Capitale?
"Bisogna dire che Roma è una città enorme e incontrollabile. Ma Ignazio Marino cosa ha detto e fatto? E' vero, si è insediato da poco, ma secondo me il Primo cittadino di Roma deve essere un romano. Solo così può davvero capire quali sono i problemi e le esigenze di questa città".
E Gianni Alemanno?
"Alemanno di cose positive ne ha fatte. Solo che non se ne parla. E' mancata la comunicazione. Del resto è pur vero che chi arriva ad amministrare Roma, non riesce mai a fare bene fino in fondo perchè eredita i problemi del passato".

Per Lei la politica deve dunque ripartire da zero, riformarsi completamente. Se dovesse essere eletto, quali sarebbero le idee che porterebbe avanti?
"Prima di tutto, il lavoro di politici e dell'Amministrazione pubblica deve essere controllato. Magari cominciando a mettere telecamere per verificare entrate e uscite dagli uffici. La burocrazia spesso è lenta perchè i dipendenti non sono sul posto di lavoro. Certe volte poi anche quelli che sono presenti non hanno precisi incarichi da svolgere e li trovi che fanno cruciverba. Secondo punto fondamentale sarebbe l'abolizione dei rimborsi. Ci rendiamo conto che i politici di oggi si pagano tutto con i nostri soldi? Le spese se le devono pagare con il loro stipendio come fanno tutti i cittadini. Togliere i rimborsi garantirebbe un enorme risparmio al Paese. Terzo punto importantissimo riguarderebbe per esempio la questione delle auto blu. Ci sono effettivamente alcune cariche che ne hanno bisogno e allora va bene. Ma per tutti gli altri non devono esistere. La maggior parte dei politici può prendere i mezzi pubblici come fanno i comuni lavoratori. Io per andare al lavoro per caso prendo l'auto blu? No! Uso la mia macchina, pago la benzina di tasca mia e lo stesso fa chi si muove con autobus e tram. I politici sono tanti, anzi troppi. Bisogna diminuire il loro numero. Devono essere di meno e lavorare meglio e per tutto il popolo. Non solo per le loro famiglie e interessi. Poi direi basta all'Euro che ha rovinato la nostra economia. E' stato un disastro. Scegliamoci una nostra moneta. L'Euro non si toglie solo perchè siamo servi delle banche che sono diventate vere e propri strozzini". "Nel Parlamento europeo invece è necessario che ci siano persone in grado di far valere gli interessi del nostro popolo, perchè è in Europa che si decide cosa poi dovremo rispettare noi. In Italia rispettiamo le regole europee ma non le nostre anche quelle semplici come i semafori rossi e le doppie file".

Non crede però che questi ultimi due esempi di regole non rispettate riguardino il popolo italiano più che la politica in sè? "E' vero, sono  atteggiamenti anche delle persone comuni. Ma in Italia i cittadini hanno da sempre esempi sbagliati. Si pensi al sistema delle raccomandazioni innescato dai politici. Questi hanno fatto sì che le persone per andare avanti chiedessero l'aiuto di 'amici'. Se cambiamo il modo di fare della politica e lo sostituiamo con modalità più integre, alla lunga cambieranno anche i comportamenti sbagliati degli italiani. Certo l'impegno deve venire anche dal popolo. Alcune categorie di lavoratori devono per esempio impegnarsi a guardare i loro vantaggi e non solo a lamentarsi. Si pensi ai professori che hanno uno stipendio e orari dignitosi e anche tante ferie. Tutte cose che per esempio un operaio non sempre ha. Bisogna imparare a guardare anche ai propri privilegi".

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Torniamo, per concludere, alla sua attuale scelta politica, Fratelli d'Italia. In che modo crede possa rappresentare al meglio le sue idee?
"Diciamo che Fratelli d'Italia è un po' più simile di altri alle mie idee. Ma la verità è che io non mi sento un politico mi sento solo una persona al servizio della gente. Un portavoce del popolo e dei suoi bisogni. Racconto i fatti che la gente non può dire e che i politici non dicono. E' necessario che gli uomini di potere abbiano più doveri e il popolo più diritti".

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