Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica

Expo 2030, Gualtieri vola a New York per promuovere Roma

La visita all'assemblea dell'Onu e una serie di incontri bilaterali con le nazioni che voteranno al Bie il prossimo 28 novembre

Mancano poco più di due mesi al voto finale del Bie di Parigi per la scelta della città che ospiterà l'Expo 2030. E il sindaco Gualtieri, insieme al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, al ministro degli Esteri Antonio Tajani, e al presidente del comitato promotore Giampiero Massolo vola a New York per gli ultimi colpi di "campagna elettorale" stavolta oltre oceano. In occasione dell'assemblea dell'Onu, il sindaco ha tenuto una serie di incontri con i rappresentanti delle nazioni, in totale 179, che voteranno al Bureau il prossimo 28 novembre, scegliendo chi avrà la meglio tra Roma, Riad e Busan, le tre candidate finaliste. 

"A New York per sostenere ExpoRoma2030 durante UNGA dedicata ai temi cruciali dei cambiamenti climatici; OECD ci ha offerto un bel confronto con altri sindaci: in settimana renderemo più ambizioso il Piano Clima di #Roma con l'obiettivo di una maggiore riduzione delle emissioni" scrive su X (ex Twitter) il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. 

Chi vincerà?

La visita nella Grande Mela arriva dopo che il presidente degli Usa, Joe Biden, ha espresso il sostegno degli Stati Uniti a Roma Capitale. Un cambio di rotta arrivato dopo l'incontro con Giorgia Meloni dello scorso luglio. "Si decide ii 28 novembre - ricorda il presidente della Fondazione Roma Expo 2030, Massimo Scaccabarozzi - noi contiamo di arrivare in finale e ci crediamo. La sfida diretta è con Riad". Ottimismo anche tra gli industriali.

"La candidatura di Riad è forte - ammette il presidente di Unindustria Angelo Camilli, riferendosi alle risorse economiche dei sauditi - ma ci auguriamo che valgano anche i valori importanti promossi dal nostro continente e dalla nostra città". Già, Riyadh, capitale dell'Arabia Saudita, viene data per favorita, specie da quando Mohammed bin Salman ha preso il potere iniziando una campagna di ricostruzione dell'immagine del suo paese. Pesa poi il rapporto con la Francia, molto stretto. Detto ciò, il comitato promotore della candidatura romana non demorde e prosegue senza sosta la "campagna elettorale". E a far da contraltare ai francesi c'è la nuova posizione, pro Roma, assunta dagli Stati Uniti. 

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