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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

La linea G ancora non c'è e già cambia percorso

Il campidoglio ripensa la linea G in previsione dei cambiamenti attesi prima e dopo l'Expo

Rivedere le opzioni trasportistiche previste per Tor Vergata, in vista dell’Expo 2030. E’ questa la sfida che l’amministrazione cittadina sta valutando, per supportare la candidatura al prestigioso appuntamento internazionale. Ma anche per ripensare all'offerta di trasporto che si vuole garantire dopo questo evento. Ed è un ragionamento, quello avviato dall'amministrazione, che investe anche il prolungamento della “Roma Giardinetti”, la cosiddetta “linea G” del piano urbano della mobilità sostenibile.

Un quadrante in trasformazione

Nell’agenda capitolina, il quadrante che ospita la vela di Calatrava, sta acquisendo sempre maggiore importanza. Per ragioni legate ai cambiamenti che riguarderanno, a livello urbanistico, “la città dello Sport”. Ma anche per le scelte di trasporto che s’intende realizzare per quel territorio che, nel giro di pochi anni, dovrà essere pronto ad accogliere i pellegrini del Giubileo ed i turisti dell’Expo.

L'ipotesi linea C

Se Roma otterrà l’esposizione, sarà necessario potenziare l’offerta di trasporto pubblico. Ed è su questo aspetto che sta cominciando a riflettere l’amministrazione. Perché “Dovendo garantire che una linea del ferro arrivi a Tor Vergata per il progetto Expo - ha commentato l’assessore alla mobilità Eugenio Patanè  possiamo pensare di sfioccare un tronchetto della linea C che arrivi fino al luogo dell'Expo”. A quel punto però “dobbiamo pensare che senso hanno le tranvie se portiamo anche la metropolitana a Tor Vergata”. 

La Termini-Giardinetti-Tor Vergata

Nel quadrante è previsto uno dei prolungamenti della Roma Giardinetti. La linea del “trenino giallo”, secondo il piano urbano della mobilità sostenibile recentemente approvato, deve raggiungere il Policlinico di Tor Vergata ed andare oltre, fino alla Banca D’Italia che si trova nello stesso quadrante. La riqualificazione della Roma Giardinetti, e la sua trasformazione in tramvia, è stata già finanziata. Dall’assessorato fanno sapere però che, per quanto riguarda la prosecuzione verso la Banca D’Italia, i fondi sono soltanto stanziati per la progettazione. Ma questo prolungamento, alla luce dell’Expo 2030, sta portando il Campidoglio a rivedere i propri piani.

Da ferrovia a tramvia: la trasformazione della "Linea G"

Il dopo Expo

“Bisogna ragionare tanto sul sistema di trasporto quanto sulla domanda” ha sottolineato Patanè. Per l’evento internazionale è infatti stato stimato che occorra trasportare a Tor Vergata 25mila persone l’ora. Ma “se i passeggeri calano a 5.500 dopo Expo, e evidente che c'e un surplus su cui dobbiamo ragionare, su che fare con questi collegamenti anche successivamente perché – ha spiegato Patanè nel corso di una commissione capitolina – dopo Expo. Serve un vestito che si adatti alle esigenze del territorio anche dopo Expo.” Ed è piuttosto probabile che per confezionare questo vestito, “basti” uno sfioccamento della linea C. Non della A perché “sarebbe complicato in quanto – ha ricordato l’assessore –è una linea vetusta”.
 

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