Venerdì, 12 Luglio 2024
Politica Salario / Piazza Giuseppe Verdi

Ex Zecca, da Pd e Azione "attacco" al centro direzionale. Dubbi su procedimento e destinazione

Una mozione firmata da 4 consiglieri dem e uno della lista Calenda chiede a Gualtieri di tornare a governare la trasformazione di piazza Verdi e riservare spazi pubblici nell'edificio che sarà di Enel

Torna a far discutere l'opera di riqualificazione che sta interessando l'ex Poligrafico dello Stato in piazza Verdi, nel cuore dei Parioli. E la battaglia cambia fronte: se fino a qualche tempo fa a organizzare sit-in e spalleggiare le proteste dei comitati contrari ai lavori era il centrodestra, adesso cerca di prendere in mano la situazione il centrosinistra. Entro la fine della settimana l'assemblea capitolina approverà una mozione firmata da consiglieri Pd e della Lista Calenda che impegna Gualtieri e la sua giunta a interessarsi concretamente alla ricaduta del progetto sul quadrante. 

I lavori di riqualificazione e ampliamento dell'ex Zecca di piazza Verdi

La storia, in sintesi, è questa: Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria dell'ex Zecca dello Stato ospitata per decenni in uno storico villino Liberty di Piazza Verdi, decide di monetizzare l'immobile - realizzato tra il 1914 e il 1930 - e cerca soluzioni ideali. Quasi dieci anni fa l'ipotesi più concreta era quella di trasformare il villino in un hotel di lusso, ma alla fine è tramontata. Nel 2019 CdP ha firmato un contratto di locazione lungo 24 anni con Enel, a circa 10 milioni di euro l'anno: nel cuore dei Parioli l'azienda vuole trasferire 4.000 dipendenti. Il cantiere, finanziato con 120 milioni di euro, è iniziato nell'estate 2019, con tutte le difficoltà della pandemia è proseguito realizzando il parcheggio interrato, lo smontaggio e la demolizione selettiva. Ad aprile 2021 si è infervorata la protesta dopo che la ditta ha iniziato a imbastire due piani in più rispetto all'esistente, una "superfetazione" osteggiata non solo dai cittadini ma anche dalle associazioni come Italia Nostra.

Le richieste di Pd e Azione a Gualtieri

Ora, con la fine della pandemia il modo di gestire il personale è cambiato in moltissime aziende. E nonostante l'emergenza sia rientrata, il lavoro agile e il telelavoro rimangono formule ampiamente accordate dai datori di lavoro. Per molti, quindi, un edificio storico di proprietà pubblica destinato interamente a uso privato sembra uno "spreco". Tra questi ci sono alcuni esponenti della maggioranza di centrosinistra in Campidoglio, che porteranno in assemblea il 22 giugno una mozione a riguardo. La prima firma è della dem Carla Fermariello, con lei Yuri Trombetti, Andrea Alemanni e Antonio Stampete, con l'aggiunta di Dario Nanni (Azione). Come si legge nel documento, l'obiettivo è quello di "destinare parte dell'edificio a spazi e servizi pubblici - chiedono - e qualora Enel persistesse nell'intento di insediarsi nell'edificio, realizzare un museo della transizione ecologica". Un sito che si andrebbe a collegare al non lontano Museo della Scienza, previsto dal progetto di recupero e riqualificazione urbana delle ex caserme di via Guido Reni.

"Implementare il trasporto pubblico e pedonalizzare l'area"

Ma non è solo degli spazi interni che si preoccupano i consiglieri. Nella mozione si chiede il potenziamento della rete TPL tra viale Regina Margherita e viale Liegi, l'istituzione di una linea a chiamata per i dipendenti dell'ex Poligrafico e la realizzazione di 500 posti auto, interrati. Infine una proposta: "Indire un concorso di architettura o un percorso partecipativo - scrivono - per la pedonalizzazione di piazza Verdi, un quadrante che pur essendo toccato da assi viari importanti, non è interessato da grossi flussi di traffico". 

Le perplessità sul progetto: "Mancata valutazione strategica preliminare"

Ma nella mozione firmata da 4 consiglieri Pd e uno della lista Calenda Sindaco, non ci sono solo una serie di proposte. Ci sono anche, ampiamente illustrate, delle perplessità sulle procedure e sulle tempistiche che hanno portato all'inizio dei lavori e alla decisione di destinare il villino Liberty interamente a centro direzionale. I firmatari contestano che, nel procedimento amministrativo preliminare all'approvazione della variante urbanistica, il Comune abbia avuto solo un ruolo passivo, approvando la richiesta senza farsi partecipe: "E' assente una valutazione strategica preliminare - scrivono - sul possibile riuso dell'edificio pubblico per nuove funzioni pubbliche. Nè lo Stato, nè il Comune hanno avuto modo di intervenire sull'opportunità di alienare l'immobile ovvero di mantenere l'uso pubblico con diverse funzioni". Insomma, sostengono, si è pensato solo a monetizzarlo, o vendendolo o mettendolo a rendita con un affitto lungo al miglior offerente. 

Fermariello (Pd): "Restituire Piazza Verdi ai cittadini dopo anni di immobilismo"

In conclusione, conferma Fermariello (che prima dell'elezione in Comune era assessora in II municipio, quello di cui fa parte piazza Verdi) a RomaToday "noi chiediamo che la piazza, dopo anni di immobilismo e di trascuratezza - le sue parole - venga finalmente restituita ai cittadini e sia quindi riqualificata e pedonalizzata. E' necessario inoltre riprogettare complessivamente la mobilità del quadrante, migliorando l'offerta di TPL, e riorganizzare la sosta. Infine chiediamo che nell'edificio vengano ricavati spazi pubblici per la cittadinanza affinché ci sia una restituzione di luoghi ad uso pubblico in favore dei residenti, vittime per anni di disagi e scarso coinvolgimento nelle decisioni assunte". Dopo l'ok in assemblea capitolina, la palla passerà a Gualtieri.

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