Giovedì, 17 Giugno 2021
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Ex Velodromo Olimpico: nove anni di proposte non hanno spento le proteste

Riflettori nuovamente accesi sull'area che ospitò Roma 60

C'era una volta l'ex Velodromo. Realizzata per le Olimpiadi di Roma la struttura, divenuta fatiscente, è stata fatta implodere nel lontano 2008, liberando nell'aria un'impressionante quantità di amianto. Da allora, rimane un cratere per riempire il quale, si sono ascoltate le proposte più disaparate. 

Ripianare la voragine

Il filo conduttore tra tutte le posizioni sinora riscontrate, è l'esigenza di riqualificare quello spazio. Eur Spa ne ha bisogno per ripianare un'altra voragine, quella creata per costruire il nuovo centro congressi. Ed è infatti è proprio dalla società che gestisce il patrimonio del Pentagono,  che è partito il progetto più recente di rilancio dell'area. Il proposito, benchè sia rimasto sulla carta, ha già avuto il merito di catalizzare delle critiche. Come quelle messe in scena da una folta delegazione di Fratelli d'Italia. Nella mattinata di Sabato 9 dicembre, attivisti e consiglieri si sono dati appuntamento fuori dai cancelli che delimitavano il perimetro della struttura olimpica. 

No al cemento sì allo sport

Il motivo del sit-in è stato spiegato dal consigliere capitolino Andrea De Priamo. "Abbiamo messo la prima pietra di un lungo percorso, una battaglia per la riqualificazione dell'ex velodromo che, nonostante sia in disuso da un decennio, non sembra interessare a nessuna amministrazione" ha premesso il Consigliere comunale, che ha poi ribadito la posizione di Fratelli d'Italia. "Noi diciamo no al cemento e sì ad un'area da dedicare allo sport ed al tempo libero per i romani. Per questo faremo partire interrogazioni, mozioni e manifestazioni. Vogliamo accendere i riflettori  su una vicenda che sembra dimenticata, ma che viene gestita 'sottocoperta' da Eur Spa e Comune".

L'ultimo progetto

L'ultimo progetto sottoposto al Campidoglio  prevedeva la realizzazione di 12400 mq di verde pubblico e 20 mila mq di edilizia residenziale: Di questi, per usufruire del piano casa, il 10% veniva destinato all' housing sociale. L'operazione urbanistica, incluso gli spazi a destinazione commerciale e direzionale, si attestavano sui 25mila metri quadrati, da suddividere in due lotti.  Una parte (comparto A) era infatti prevista nell'area che ospitava l'ex velodromo. L'altra (comparto B)  era invece localizzata poco distante, vale a dire nel perimetro dove si svolge il mercato Coldiretti. Rispetto al 2009, l'attuale progetto di Eur Spa, prevedeva un radicale taglio delle cubature.

Le precedenti proposte

Il tentativo di "valorizzare" l'area, affonda le sue radici nella passate amministrazioni. Durante la consiliatura di Alemanno, aveva suscitato un ampio dibattito l'idea di realizzarvi dei grattacieli. Erano tre, dovevano essere eretti nel comparto B ed il più alto avrebbe superato i 100 metri  ma l'idea non riuscì a compattare neppure tutto il centrodestra. Una parte dei consiglieri, gli stessi che oggi protestano in piazza, si disse contraria alla cementificazione ed a favore invece di un investimento che continuasse a deputare l'area alla pratica sportiva. Questo tipo di destinazione era stata cullata anche dall'ex Sindaco Veltroni, che lì avrebbe visto bene "la città dell'Acqua". E sempre a proposito di acqua, in un breve excursus tra le proposte di rilancio dell'area, non può mancare quella che nel 2015 avanzò Pierluigi Borghini. L'allora numero uno di Eur Spa, intervistato a Radio 3, dichiarò l'intenzione" in collaborazione con il Coni, di realizzarvi il lago dei cign  per costituire un polo della canoa per i giovani". Tante proposte ed altrettante proteste, non hanno però mutato il destino dell'ex velodromo: un cratere che da nove anni necessita di essere riqualificato.

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