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Stadio della Roma nell’ex Velodromo, no di Eur Spa: “Lì costruiremo dialogando col territorio”

Il presidente di Eur Spa ha spiegato i motivi del no allo stadio in un'area che "ha altre destinazioni urbanistiche"

L'area dell'ex Velodromo Olimpico

Niente Stadio della Roma nell’ex Velodromo Olimpico. L’impianto “verde, sostenibile ed integrato nel territorio” come hanno dichiarato di volerlo realizzare i Friedkin, non si farà all’Eur.

Niente stadio nell'ex Velodromo

“Non è un’ipotesi fattibile” ha spiegato a Romatoday Alberto Sasso, il presidente di Eur Spa. “Non lo è dal punto di vista pratico dimensionale, e neppure come destinazione urbanistica. Non ci sono ad esempio spazi sufficienti a garantire una corretta gestione del traffico, per i tifosi che verrebbero a vedere la partita”. Un'obiezione valida soprattutto nella prospettiva di voler raggiungere lo stadio con un mezzo di trasporto privato. 

Il no di Eur Spa

L'ipotesi d' uno stadio nell'area dell'ex Velodromo era stata  in passato avanzata anche dal presidente della commissione urbanistica del Municipio IX. All'epoca era ancora in vigore il progetto dello "stadiofattobene" a Tor di Valle. Per Eur Spa non è comunque percorribile per ragioni legate alla viabilità. Ed anche perchè , l'azienda presieduta da Sasso, su quell'area ha previsto di realizzare altri investimenti. 

L'ex Velodromo ed il piano casa

Nel 2017 l’ex ente che gestisce il patrimonio immobiliare del cosiddetto Pentagono, aveva presentato la richiesta d’inserire l’ex Velodromo all’interno d’un progetto che beneficiasse del Piano Casa. I comparti interessati dall’operazione erano due - l’altro si trova a lato dell’EuroSky Tower - e complessivamente interessavano 25mila metri quadrati di superficie utile lorda. Fermo restando che una parte sarebbe rimasta a verde, in quell'area era anche prevista la costruzione di edifici a scopo residenziale. Nello spazio che ospitava la struttura olimpica, erano previste cinque palazzine di quattro piani.

Un progetto da rivedere

“E’ un progetto che può essere ritarato - ha spiegato Sasso - anche in ragione della situazione che si andrà determinando post covid. Sicuramente però non è nostra intenzione realizzare delle cattedrali nel deserto" ha precisato il presidente Sasso. Per la società per azioni, partecipata dal Mef al 90% e dal comune di Roma al 10%, quello spazio va comunque valorizzato.

Il dialogo con il territorio

“E’ un asset strategico per Eur Spa, dove sono previste delle volumetrie che abbiamo il diritto di utilizzare. Ma lo faremo - ha promesso Sasso -  dialogando con le istituzioni ed il territorio affinchè, quello che oggi si presenta come un catino verde, diventi un valore aggiunto per il quartiere, anche puntando a mettervi servizi realmente utili”. Niente stadio però. Quell’ipotesi, per Eur Spa, non è praticabile.

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