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Politica Romanina / Via Bernardino Alimena

Case agli ospiti dell’ex residence, il Comune fa dietrofront e scoppia la protesta

Il CAAT "Romanina 2" dev'essere sgomberato e chiuso entro il 10 giugno. A circa 20 nuclei ospitati è stata promessa l'assegnazione di una casa popolare, ma una lettera del dipartimento rimette tutto in discussione

C'è nuovamente agitazione tra le famiglie ospitate nell'ex residence (poi CAAT) di via Bernardino Alimena alla Romanina. Dopo le turbolenze di settembre 2023, quando il dipartimento valorizzazione del patrimonio comunicò di punto in bianco l'imminente trasferimento in altri centri di accoglienza temporanea, sembra che la situazione sia tornata al punto di partenza.

Il Comune fa dietrofront

Dopo otto mesi di trattative tra sindacati inquilini e Roma Capitale, sembrava che non solo il trasferimento sarebbe stato differito a fine anno scolastico, ma che sarebbe stata garantita anche una casa popolare a tutti gli aventi diritto. Il 10 maggio scorso, però, gli uffici hanno fatto dietrofront.

L'ultimatum agli ospiti di via Alimena

In una lettera, la direzione Politiche dell'Abitare Sociale ha "invitato" gli abitanti a lasciare le unità assegnate a via Alimena per prendere possesso di un nuovo spazio all'interno di altri ex residence. Chi a Campo Farnia, chi a via Tineo, chi a via Montecarotto. La data ultima per traslocare è quella del 10 giugno, oltre la quale l'amministrazione si riserva la facoltà di agire allo sgombero in maniera coatta. La ventina di righe firmate dalla direzione Politiche dell'Abitare Sociale, hanno gettato nel panico gli abitanti della Romanina, soprattutto chi è in graduatoria per una casa popolare da 10-15 anni e si era visto garantire la consegna di una casa. 

"Hanno cambiato i piani"

"Questa comunicazione è inaccettabile - commenta Andrea Cafiero, membro della segreteria romana di Unione Inquilini e referente della vertenza per l'ex residence di via Alimena - perché in questi mesi è andato avanti un lavoro difficile, ampio, che aveva portato alla previsione da parte della commissione politiche abitative del Comune di arrivare all'assegnazione di alloggi Erp per quasi una ventina di famiglie, con la ricollocazione in altri centri temporanei per gli altri, inclusi gli ormai pochi occupanti presenti, data la fragilità dei nuclei. Questa decisione doveva essere approvata durante una commissione ad hoc, convocata l'8 maggio per il 10 maggio e invece annullata il giorno dopo. Il lunedì successivo, poi, la doccia fredda con le lettere di trasferimento che sostanzialmente ricalcano quelle ricevute a settembre 2023 e dalle quali è iniziato tutto". 

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La protesta di fronte all'assessorato

Per questo motivo, giovedì 16 maggio alle 15.30 Unione Inquilini, insieme ad un gruppo di ospiti di via Bernardino Alimena, sarà in piazza Giuseppe da Verrazzano, di fronte alla sede dell'assessorato alle politiche abitative, per protestare contro la decisione del dipartimento. Contestualmente, alle 15, si terrà un incontro di una delegazione dell'ex residence, supportata dal sindacato, con il capo staff dell'assessore Tobia Zevi, Carlo Mazzei, il presidente della commissione casa Yuri Trombetti e quella della commissione sociale Nella Converti. Gli abitanti, alcuni dei quali con un punteggio molto alto che li mette in posizione utile per ricevere una casa popolare nel giro di poche settimane, pretendono che le promesse fatte vengano mantenute.

Trombetti (Pd): "Finora tutto rispettato. Gli uffici dovevano avvertirci"

Trombetti, consigliere Pd e sin dall'inizio pressato da sindacati e abitanti per trovare una soluzione, commenta così a RomaToday: "All'inizio di questa storia abbiamo detto che prima di giugno nessuno sarebbe uscito - sottolinea - e così è stato, così da garantire la continuità scolastica. Il CAAT, però, va chiuso. Perché l'amministrazione spende soldi per l'indennità d'occupazione. Nessuno ha mai detto a queste famiglie che sarebbe stato diverso, che non si sarebbe chiuso. E ricordo che nelle intenzioni iniziali doveva succedere a ottobre. Confermo che tutti coloro che possono essere messi in posizione utile per l'assegnazione, avranno la casa popolare. A breve sarà anche aggiornata la graduatoria con i nuovi punteggi: non andranno in altri CAAT ma avranno una casa. Anche per gli occupanti di via Alimena, quelli non in regola, abbiamo deciso di bloccare ogni sgombero chiamando in causa i servizi sociali".

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"Sicuramente la lettera inviata dagli uffici è strana - ammette il dem -, c'è stato un cortocircuito, anche perché avrebbero dovuto avvisare prima noi della commissione e lo stesso assessorato, così da permetterci di incontrare le persone e spiegare. In ogni caso, se qualcosa si dovesse inceppare in questo iter, io sarò al fianco degli ospiti di via Alimena. Ma fino ad oggi, va detto, è stato rispettato tutto quanto promesso". 

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