Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica Romanina / Via Bernardino Alimena

Cosa succederà alle 47 famiglie che vivono nell'ex residence della Romanina

Lunedì 18 settembre c'è stato un incontro in assessorato dopo l'allarme generato dalle lettere sulla chiusura. Da Zevi assicurano colloqui individuali ma il CAAT verrà svuotato. Gli inquilini: "Non siamo contenti, volevamo sospendiva"

Una comunicazione forse male interpretata (o scritta in maniera male interpretabile) che ha scatenato la furia delle famiglie abitanti dell'ex residence per l'emergenza abitativa di via Bernardino Alimena a Roma est. Sembra partire da qui il grande equivoco che ha coinvolto 47 nuclei (alcuni occupanti abusivi) e il dipartimento valorizzazione del patrimonio. Sta di fatto che chi vive da anni nel CAAT dovrà mettere in conto di andarsene, se non già il 30 settembre come deciso dagli uffici diretti da Massimo Ancillotti, per lo meno entro metà ottobre. Solo dopo, però, la conclusione dei colloqui individuali. 

Il Comune chiude l'ex residence della Romanina

L'avviso della chiusura del Centro di Assistenza Alloggiativa Temporaneo di via Bernardino Alimena alla Romanina,. è apparso sul portone dello stabile per la prima volta l'8 settembre. Senza un riferimento temporale, a detta degli inquilini. Una settimana dopo, quando già una parte dei consiglieri capitolini e il VII municipio erano stati coinvolti, è spuntata la "dead line": 30 settembre. Impensabile, per le 47 famiglie che vivono nel palazzo, quattro delle quali occupanti abusive, altre provenienti di recente da un altro ex residence, quello di Campo Farnia. Anche perché "non sono stati fatti i colloqui individuali per capire criticità e bisogni, a differenza di quanto sostenuto nella lettera del dipartimento al municipio". E' qui che nasce lo scontro.

La lettera degli uffici e l'equivoco che genera lo scontro

Il documento alla fine recita così: "Il servizio sociale dipartimentale disporrà i migliori trasferimenti possibili, sempre in base alle effettive e concrete disponibilità dell'amministrazione capitolina in funzione della composizione dei singoli nuclei e di quanto emerso dai singoli colloqui professionali effettuati con tutti gli ospiti della struttura". Chi lo ha letto, infatti, ha dato per scontato che il direttore dipartimentale facesse riferimento a colloqui effettivamente avvenuti e conclusi. Tanto che viene utilizzato il passato prossimo. E lì si è scatenata l'agitazione.

L'incontro tra il dipartimento e il municipio

Il 18 luglio, però, è stato convocato un incontro in assessorato tra il capo staff dell'assessore Tobia Zevi, Carlo Mazzei, l'assessora alle politiche sociali del VII municipio Adriana Rosasco, il presidente della commissione casa Yuri Trombetti, i capigruppo di Sinistra Civica Ecologista Alessandro Luparelli ed Emanuela Ammerata. Ovviamente presenti anche gli uffici dipartimentali. Il risultato è stato sostanzialmente uno: i colloqui verranno fatti (in tempi stretti) con tutte le famiglie che vivono nell'ex residence. E se ne occuperanno, come già successo alla Cerquetta e a Casale Lumbroso, gli assistenti sociali insieme agli uffici dell'edilizia residenziale pubblica e del municipio VII. Verranno verificati i punteggi effettivi (cioè aggiornati all'attualità) di tutte le famiglie che sono nella graduatoria Erp bando 2012, ma anche necessità particolari. L'obiettivo è trasferire tutti negli alloggi o in altri ex residence. Non succederà per forza entro il 30 settembre, perché oltre 40 colloqui in dieci giorni potrebbe essere impresa ardua, ma entro la metà del mese prossimo quasi sicuramente sì. E così Roma Capitale risparmierà quasi 700.000 euro l'anno. 

"Volevamo la sospensiva, non l'abbiamo ottenuta"

"Non è andata bene - commenta uno degli abitanti, alla Romanina dal 2009 - perché noi chiedevamo una sospensiva fino a giugno avendo i bambini che hanno appena iniziato la scuola. Questo non accadrà, ora faremo i colloqui e vedremo cosa succederà. Purtroppo ci sono assegnazioni già fatte in alloggi inadeguati, non vedo dove potrebbero mandarci in alternativa, visto che fanno pochissime assegnazioni di case popolari. Io dove dovrei andare, a Campo Farnia che sta in condizioni ben peggiori di questo? Ci mandano in residence dove c'è criminalità e tossicodipendenza, cose che qui a via Alimena per fortuna abbiamo sempre evitato? Aspetto casa da quando occupai a via Regina Elena perché vivevo in macchina, ancora non ce l'ho". 

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