Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Elezioni, addio polemico ai 5 stelle: il leader della lista animalista revoca l'appoggio alla Raggi

L’ex segretario romano del Partito Animalista era sceso in campo con un’apposita lista per supportare la ricandidatura di Raggi

Virginia Raggi e Maurizio Lombardi Leonardi

E’ durato meno di tre mesi il matrimonio tra Maurizio Lombardi Leonardi, già segretario cittadino del Partito Animalista Italiano, ed il M5s. 

Una scelta irrevocabile

La decisione “irrevocabile” è stata comunicata dal diretto interessato perché,  “tutte le mie iniziative mirate alla tutela e al benessere degli animali - ha spiegato in una nota - venivano frequentemente ostacolate oppure volutamente ignorate per motivi non proprio animalisti”. La scelta di lasciare la guida del Movimento Tutela Animali e la lista civica in appoggio alla candidatura di Raggi, è poi stata condita da una serie di recriminazioni.

Il sospetto e la denuncia di oscurantismo

“La mia tenacia insieme alla voglia di portare alla luce problematiche inerenti gli animali ha fatto sì che la mia figura venisse oscurata volutamente dai 5 Stelle a favore di personaggi per nulla animalisti” ha sottolineato Lombardi Leonardi. Una situazione che lo ha “portato a pensare” che “il Movimento Tutela Animali è stato fondato esclusivamente per raccogliere voti animalisti a favore della sindaca in quanto la sua immagine in quest'ambito è stata fortemente compromessa”.  

La polvere sotto il tappeto

Lombardi Leonardi ha poi stigmatizzato la tendenza, di fronte ai problemi legati al benessere degli animali, di “mettere la polvere sotto il tappeto”, una scelta nata “per tutelare l’immagine del partito”. Cosa che però finirebbe, secondo il diretto interessato “per danneggiare gli animali”.

Un matrimonio breve nato con una gaffe

Il sostegno di Lombardi Leonardi alla ricandidatura della Sindaca era stato salutato con soddisfazione dalla stessa Raggi che però, nel ringraziarlo per l’appoggio, aveva commesso una gaffe. La prima cittadina lo aveva infatti etichettato come “segretario romano del Partito Animalista Italiano”, carica che però, l’ormai ex alleato, al momento dell’annuncio non aveva più. Da quel post, che aveva finito per alimentare una serie di smentite, in primis da parte del PAI, sono trascorsi solo cinquanta giorni. Meno di tre mesi.

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