Ex Forlanini, i padiglioni vanno al San Camillo: la Regione punta su una concessione di sei anni

Costeranno 236mila euro l’anno i sei padiglioni dell’ex Forlanini. Il San Camillo aveva già iniziato ad usarli. Santori: “Canone irrisorio per spazi che potevano essere usati per gestire la pandemia”

Una concessione di sei anni per gestire una parte dell’ex Forlanini. La Regione Lazio ha deciso di puntare sull’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, per mantenere in vita alcuni padiglioni dell’ospedale nato per gestire le patologie polmonari.

Nei padiglioni gli uffici del San Camillo

In realtà il San Camillo già da alcuni anni sta occupando delle superfici dell’ex Forlanini. Si tratta di circa 18mila metri quadrati utilizzati all’interno di sei padiglioni (S,T,A,C,G ed H). Sono stati finora utilizzati, e lo saranno anche n futuro, perché quella è la funzione che assegna a questi spazi la legge regionale n.4 del 28 aprile 2006. Quei locali, secondo la normativa regionale, sono infatti “destinati allo svolgimento sia delle attività istituzionali che di quelle di natura sanitaria ed amministrativa” del San Camillo. 

I costi della concessione

L’ente governato da Zingaretti, con un’apposita delibera, ha chiesto di regolarizzare la concessione. Per farlo l’azienda San Camillo Forlanini dovrà versare per gli ultimi 5 anni, la somma di 1 milione e 135mila euro. Se lo farà, ed è del tutto probabile che lo faccia, potrà continuare ad utilizzarli per i prossimi sei anni ad un costo di 236mila euro. Si tratta di importi contenuti, se rapportati alle superfici. 

“Sono somme modeste – ha osservato Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega – ma soprattutto va posto l’accento sulla gestione dell’ex Forlanini nel suo insieme. Poteva essere impiegato come cabina di regia, durante le fasi più difficili dell’emergenza Covid. Invece, anziché tornare ad investire sull’antica funzione di quell’ospedale, la Regione ha puntato sulle strutture sanitarie private, creando a mio avviso anche un evidente danno erariale”.

Perchè è stato dismesso

Il destino del Forlanini da molti anni è al centro di un dibattito. L’ospedale, acquistato dalla Regione nel 2015, è stato dismesso nell’ambito dei tagli che Zingaretti, nominato commissario ad acta, ha dovuto effettuare sul settore sanitario. L’ex Forlanini, secondo l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che nel 2014 ne aveva analizzato i bilanci, avevano causato un buco da 158 milioni di euro. Da lì la decisione di rinunciare all’ospedale.

C'era una volta il Forlanini

I numeri dell'ex ospedale

Il Forlanini, che nei suoi 170mila metri quadrati di superficie, ospitava circa 800 posti letto, vari laboratori e poliambulatori, distribuiti tra il blocco centrale ed i padiglioni di via Folchi. Aveva anche un'unità di crisi per cure residenziali intensive per post comatosi nel 2011 ed all’interno del suo perimetro erano presenti anche un teatro, un museo di anatomia e anatomo patologia ed un parco dotato di prestigiose specie botaniche.

Le proposte di utilizzo

Sull’utilizzo dell’intero complesso si sono avvicendate proposte e suggestioni. L’ultima è stata quella di candidare l’ex ospedale ad ospitare l’Agenzia europea del Farmaco. In precedenza, sventata l’ipotesi di vendita, era stato attivato un processo partecipativo per decidere quali funzioni assegnare al complesso. Successivamente la Regione ha manifestato l’intenzione di farne uno studentato internazionale e, più tardi, anche una cittadella delle Organizzazioni internazionali idonea ad ospitare le sedi del World Food Programme e dell’IFAD. Più di recente, con l’esplosione del Covid 19  era stato proposto di utilizzare l’ex ospedale per fronteggiare la pandemia. Un'opzione subito naufragata perché, gran parte dell’ex Forlanini, necessita d’un profondo ed inevitabilmente laborioso processo di ristrutturazione edilizia.
 

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